Il leader del consorzio di allevatori Cospalat del Friuli Venezia Giulia è stato arrestato: l’accusa è quella gravissima di aver manovrato le analisi sulla qualità del latte, di aver distrutto quelle non conformi e di aver commercializzato il prodotto contaminato dall’aflatossina M1, un fungo cancerogeno per il fegato con effetti negativi sulla crescita dei bambini. È anche accusato di aver consegnato ai caseifici latte per produrre formaggio Montasio o Omega 3, latte che non proveniva da allevamenti selezionati e viaggiava con bolle false.

Il latte tossico prodotto in Friuli nella provincia di Udine veniva distribuito in Veneto, Toscana, Umbria, Campania e Puglia. In sei mesi di indagini  i carabinieri de Nas hanno sequestrato ben 1.063 forme di formaggio prodotte con latte contaminato.

“Quanto appreso dalle fonti di cronaca riveste una criticità davvero impressionante, anche perchè il latte in oggetto costituisce uno dei principali alimenti per l’infanzia – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – E’ necessario garantire ai consumatori la trasparenza e la correttezza delle procedure alimentari, soprattutto quando è in gioco la salute delle persone”.

Il Codici si impegna ad approfondire la vicenda, per questo annuncia l’invio di un Esposto alla Procura della Repubblica per far luce sulla questione e per individuare tutti i responsabili del grave inganno ai cittadini. Inoltre, l’Associazione si impegna a tutelare i consumatori che hanno acquistato e assunto i prodotti potenzialmente pericolosi  per la salute lanciando una class action per risarcire i cittadini”.

L’Associazione, pertanto, invita coloro i quali hanno consumato i prodotti sopracitati a rivolgersi allo Sportello Legale Codici per aderire alla class action e avere i risarcimenti. Di seguito i contatti: viale Einstein 34, tel: 065571996, E-mail: segreteria.sportello@codici.org.

Per Adoc è gravissimo quanto accaduto in Friuli, dove è stato messo in commercio latte tossico, contaminato da aflatossine, un fungo cancerogeno con effetti sulla crescita dei bambini. L’Associazione chiede sanzioni pesanti per i responsabili e plaude ai Nas per l’intervento compiuto.

“La messa in commercio di latte tossico e cancerogeno, con effetti dannosi per la salute dei bambini, è un fatto di una gravità estrema – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – bisogna debellare questi fenomeni, la soluzione è non solo prevedere normative ancora più stringenti e incisive sulla tracciabilità, che offre protezione verso le frodi e le truffe e sull’etichettatura dei prodotti, che  rappresenta una garanzia di informazione per i consumatori ma intensificare i controlli all’origine, dotando di maggiori risorse strutture come i Nas. In questo senso apprezziamo, ancora una volta, il loro fondamentale operato nonostante i fondi carenti, sempre pronti a scendere in campo per la difesa della salute dei consumatori e dei prodotti e tradizioni nostrane.