Le criticità evidenziate dall’AEEG – Autorità per l’Energia, il Gas e il Sistema Idrico agli emendamenti al disegno di legge sulla Green Economy (“Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” – AS1676), con la segnalazione inviata a Governo e Parlamento in merito ai sistemi efficienti di utenza e alla morosità nel sistema idrico, ci ha francamente lasciati basiti. «La lettera contiene l’esatto contrario di quanto necessiterebbero in questo periodo i Consumatori Italiani – sostiene Fabrizio Premuti, Presidente di Konsumer Italia − non si capisce bene se l’Autorità, che deve certamente pensare alla stabilità del sistema e delle imprese, si sia dimenticata che deve esercitare la medesima tutela sulle utenze deboli, o se al contrario stia operando una vera e propria azione di lobbying a favore delle imprese».
Già dalla lettura del DDL Concorrenza ci aveva fortemente sorpresi la previsione dell’abolizione della fascia di maggior tutela, avanzata nel testo dal Governo per l’energia elettrica. Ora leggere che l’Autorità di settore sia a favore del distacco, sic et simpliciter, dell’acqua per i morosi, senza chiedersi del perché i cittadini rischino di far a meno del bene naturale più prezioso per la vita, francamente fa pensare ad una azione di tutela economica delle imprese di settore attraverso l’operazione immorale del distacco dell’utenza. «A nulla sembra valere il risultato referendario – continua Premuti − così come la precisa indicazione che l’acqua, in quanto bene primario, non può avere rilevanza economica. Si apprezza la chiosa finale sulla possibilità di sostenere i cittadini in provata condizione di disagio sociale, ma non basta; non stiamo parlando di un bene di lusso, ma di un bene di tutti, i cui costi dovrebbero limitarsi alle pure spese di gestione e non a generare utili. È evidente che il minimo vitale deve essere sempre salvaguardato (con una corretta declinazione dello stato di disagio nella fase preliminare), sarà poi il sistema a dover intervenire nei casi di abuso. Sull’energia, e la possibilità per il cittadino di emanciparsi in tutto o in parte dalla rete distributiva, riteniamo che sia una priorità per un ammodernamento vero ed effettivo, anche culturale, dei cittadini entrare nel novero dell’autosufficienza energetica: bene farebbe l’Autorità a preoccuparsi dell’efficienza della rete distributiva e di consumo pubblico ed industriale, affinché i costi generali invece di essere sostenuti dall’intera utenza siano riportati in ambiti di sostenibilità di sistema. Ci appelliamo al Parlamento, nella speranza che torni a preoccuparsi anche delle misere e minime preoccupazioni dei cittadini, evitando un sostegno totale al sistema della grande impresa, delle banche e della finanza in genere».