Si apprende recentemente che sono stati nominati i “responsabili per la prevenzione della corruzione e la trasparenza” in tutte le Asl del sistema sanitario regionale, aziende ospedaliere, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, policlinici universitari, come l’Ares 118 e l’Istituto zooprofilattico sperimentale.
L’incarico viene affidato ai dirigenti apicali in servizio con contratto a tempo indeterminato e si aggiunge alle funzioni già svolte da questi. Per quanto riguarda le retribuzioni, la Giunta Regionale chiarisce come queste non siano previste in maniera specifica, ma in caso, è possibile remunerare il lavoro svolto con fondi relativi alla retribuzione di risultato.

Il Codici esprime diverse perplessità sull’iniziativa, che si presta a diverse criticità. Vediamo nel dettaglio quali sono.

· È importante combattere la corruzione, ma non è uno spreco di risorse istituire delle sentinelle che controllino l’attività amministrativa ed altro? Piuttosto, non sarebbe meglio investire (fondi e personale) per migliorare la situazione a volte disastrosa delle strutture ospedaliere? Si pensi alla carenza di personale, alla mancanza di strumentazione adeguata, alla cronica mancanza di posti letto e alla difficoltosa gestione dei reparti di emergenza.

· Le sentinelle non sono retribuite, ma il lavoro svolto “va remunerato, nel caso, con fondi relativi alla retribuzione di risultato”. Non sarebbe meglio usare i fondi in altro modo, viste le carenze del sistema sanitario?

· Per essere veramente imparziali, le sentinelle non dovrebbero essere esterne alle strutture? Inoltre, anche la previsione della possibilità di compensi, non rende meno imparziali le sentinelle che sono “portate” a presentare determinati risultati?

“Temiamo di essere in presenza di una mera iniziativa di facciata – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Recentemente siamo intervenuti sulle nomine dei Direttori Generali del Lazio, tacciate di scarsa trasparenza e numerose altre criticità. Anche oggi siamo costretti a parlare di scarsa trasparenza e spreco di risorse. Per combattere le problematiche che inquinano la sanità laziale è necessario uno sforzo da parte dell’amministrazione competente all’insegna della trasparenza e dell’efficienza delle risorse”.

Roma 11 febbraio 2014