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Le 10 cose che solo le donne ossessionate dalle scarpe possono capire

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Le donne amano fare shopping e le scarpe sono uno dei prodotti che acquistano più spesso. Ognuna di noi avrà sicuramente l’armadio pieno di calzature di ogni tipo e modello. Sneakers, décolleté, sandali, stivali e chi più ne ha più ne metta. Quante volte ci siamo sentite dire “Hai davvero bisogno di un nuovo paio di scarpe?” Ogni parola, però, è sprecata di fronte a questa vera e propria ossessione. Solo le amanti delle scarpe potranno capire realmente cosa si prova di fronte ad un modello all’ultima moda. Ecco quindi le 10 cose che solo loro potranno capire.

1. Buona parte dello stipendio viene speso in scarpe – Ogni donna che ama le scarpe sicuramente destinerà una parte del suo stipendio mensile a questi accessori. In fondo, costano meno di un affitto, quindi sono assolutamente convenienti.

2. Si indosseranno scarpe alte anche per fare la spesa – Avete mai indossato dei décolleté tacco 12 per andare a fare la spesa? Se la risposta è sì, vorrà dire che siete delle vere shoes-addicted. Siete delle esperte in fatto di scarpe ed ovviamente sarete capaci di fare di tutto sui tacchi alti.

3. Si avranno sempre dei cerotti in borsa – Una delle cose che succede spesso quando si indossano delle scarpe nuove è la formazione delle fastidiose vesciche da sfregamento. E’ proprio per questo che se siete delle esperte in fatto di calzature sarete premunite e porterete sempre dietro dei cerotti.

4. “Sono comodissime” – Per una shoes-addicted non esistono scarpe scomode. Preferirebbe morire piuttosto che ammettere che le fanno male i piedi. Vi riconoscete in questo ritratto? Allora vorrà dire che avrete detto almeno una volta frasi come “Sono comodissime” di fronte a delle scarpe col tacco vertiginoso.

5. In vacanza si usa una valigia solo per le scarpe – Quale migliore occasione delle vacanze per sfoggiare tutte le scarpe nuove? Arrendetevi però: gli uomini non capiranno mai il motivo per cui portate una valigia piena solo di scarpe.

6. Si desidera una cabina armadio per le scarpe – Carrie Bradshaw è l’eroina di tutte le amanti delle scarpe. Chi di noi non ha mai desiderato il suo armadio? Sarebbe un sogno possederne uno simile.

7. Non si ha più spazio in casa – Quando si posseggono infinite paia di scarpe, si sa, lo spazio disponibile in casa comincia facilmente a scarseggiare. Ogni angolo diventerà utile per riporre sneakers, stivali e décolleté, tanto che sembrerà essere in un negozio.

8. Nessuno sa realmente quanto si è alte – I tacchi sono la vostra passione e non ne fate mai a meno? La vostra passione per le scarpe ha anche un effetto positivo visto che sembrerete sempre più alte di quanto siete, tanto che nessuno conoscerà la vostra altezza reale a parte vostra mamma

9. Si possiedono decine di stivali neri – Uno è di camoscio, l’altro di pelle e un altro ancora col tacco: come ci si potrebbe stancare degli stivali neri? Nonostante agli occhi dei principianti sembrino tutti uguali, se siete ossessionate dalle scarpe, saprete sempre quale sarà il modello adatto da indossare.

10. Avere una scatola di scarpe nuove tra le mani è la felicità – Si dice che la felicità sia nelle piccole cose e le donne che amano le scarpe lo sanno bene. Gli basta avere una scatola con delle scarpe nuove tra le mani per sentirsi soddisfatte e realizzate. Avete provato anche voi questa sensazione? Allora siete delle shoes-addicted.

Fonte: fanpage.it

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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