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Salute

Le asportano la tiroide per un tumore che non c’è I medici negano ogni responsabilità

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Codici: superficialità intollerabili, vengano chiarite eventuali responsabilità

Una semplice infiammazione diagnosticata come tumore alla tiroide.

Una diagnosi sbagliata, un errore dalle dimensioni bibliche, ha dato inizio ad un vero e proprio calvario per una giovane paziente.

Dopo essersi sottoposta ad ago aspirato alla tiroide, nell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, alla donna viene diagnosticato un tumore.
La paziente si reca all’Ospedale Pertini di Roma, dove viene praticata una tiroidectomia totale, l’asportazione della tiroide, senza che prima le vengano fatti altri accertamenti.
Durante l’intervento si scopre però che non si tratta di tumore ma di tiroide di Hashimoto, ovvero un semplice processo infiammatorio, nonostante questo il chirurgo, inspiegabilmente, asporta comunque la tiroide.
L’esame effettuato a seguito dell’operazione conferma quanto si era scoperto in sala operatoria: non c’era nessun tumore a carico della tiroide.
Una catena di errori dalla prima diagnosi errata che comportano gravissime conseguenze, sia fisicamente che economicamente.
Le responsabilità mediche e ospedaliere parrebbero evidenti, ma l’ospedale continua a dire di aver seguito le linee guida e non vuole assumersi nessuna colpa.

I mancati esami diagnostici e la carente attenzione dimostrata nel trattamento della giovane paziente sono intollerabili e hanno delle conseguenze impensabili per la vittima. Quest’ultima si ritrova a dover affrontare delle sofferenze non causate da una patologia reale, ma da una diagnosi errata, con tutte le conseguenze economiche che questa vicenda porterà con sé, tra le quali anche le spese legali per un processo che, come la giustizia italiana ci insegna, si protrarrà per lungo tempo.

I casi di malasanità che vengono segnalati all’Associazione Codici sono sempre più numerosi, così come le vittime coinvolte e mentre la giustizia sembra essere una chimera, i colpevoli continuano ad operare impuniti.

Codici invita tutte i consumatori a segnalare eventuali casi di malasanità, affinché tutti possano essere tutelati.
Inviateci i vostri casi ai seguenti link: http://www.codici.org/sanita.html o http://www.codici.org/indignamoci.html.

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Salute

Scuole. Il 15 marzo sciopero Globale per il clima

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Fridays for Future: Federconsumatori aderisce alle iniziative per garantire un futuro al pianeta e promuovere lo sviluppo sostenibile.

La Federconsumatori, da sempre impegnata nella difesa dell’ambiente e nello sviluppo della cultura delle sostenibilità aderisce con convinzione al movimento Fridays for Future.

Una battaglia nata dal coraggio e dalla determinazione di Greta Thunberg, che ha coinvolto giovani studenti in tutto il mondo con l’obiettivo di fermare il cambiamento climatico e garantire un futuro al nostro pianeta.

In tal senso sosterremo lo sciopero globale promosso dagli studenti “School Strike 4 Climate” indetto il 15 marzo per rivendicare il proprio diritto alla giustizia climatica.

L’adesione a tale iniziativa si inquadra in uno scenario più vasto in cui la Federconsumatori è impegnata a promuovere lo sviluppo sostenibile e l’efficienza energetica, nonché a rivendicare un maggiore impegno dei governi per il clima e la tutela ambientale, specialmente alla luce dei dati allarmanti provenienti dai principali osservatori sul clima.

Gli impegni assunti a livello internazionale sono degli obiettivi fondamentali da cui partire, fissando sempre più in alto i limiti alle emissioni di gas a effetto serra e l’incremento della quota di energia soddisfatta da fonti rinnovabili.

Non è solo un problema di ordine economico o geopolitico, ma si tratta di una vera e propria questione di giustizia sociale, che investe le condizioni di vita delle nuove generazioni. Per garantire a loro un futuro è necessario agire con responsabilità oggi: il primo passo è prendere parte alle iniziative che ogni venerdì si stanno diffondendo anche nelle piazze italiane.

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Salute

Dis-Servizio sanitario. I cassaintegrati i più colpiti socialmente. 70% dei cittadini rinuncia ai farmaci.

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Mercoledì 6 febbraio 2019 – ore 13.00
XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati

guarda il video dell’audizione:

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Salute

CONTRACCETTIVO A RISCHIO: CODACONS PRESENTA ESPOSTO IN PROCURA

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Un contraccettivo permanente dagli effetti collaterali pericolosi al punto da portare il Ministero della salute a disporne il richiamo su tutto il territorio nazionale. E’ il caso del contraccettivo “Essure”, prodotto dalla Conceptus Inc., un’azienda sussidiaria della Bayer, finito nel mirino del Codacons che lancia oggi una azione collettiva in favore di tutte le donne che hanno scelto di impiantare il prodotto in questione.

Nel periodo di tempo in cui è stato sul mercato, Essure sarebbe stato impiantato a circa 7000 donne italiane, in alternativa all’operazione chirurgica quale metodo contraccettivo permanente ed irreversibile – spiega il Codacons – Dal momento dell’immissione in commercio, tuttavia, moltissime donne hanno lamentato gravi effetti collaterali seguiti all’impianto, dalla perforazione delle tube di Falloppio e dell’utero alle emorragie e gravidanze indesiderate, arrivando in un numero rilevante di casi alla rimozione chirurgica del dispositivo.

A seguito di tali complicanze il Ministero della Salute ha richiesto, attraverso un avviso di sicurezza, di procedere in via precauzionale al tempestivo richiamo di tutte le unità ancora presenti presso le strutture sanitarie sul territorio nazionale.

Il Codacons – che nei giorni scorsi sul caso ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma – ha deciso di scendere in campo a tutela delle donne che hanno fatto ricorso al contraccettivo Essure, mettendo a disposizione uno staff medico-legale per valutare le dovute azioni da intraprendere a loro tutela e finalizzate ad ottenere il risarcimento dei danni subiti, anche in relazione ai rischi sanitari corsi.

Tutti gli interessati possono ottenere info alla pagina https://codacons.it/sotto-accusa-il-dispositivo-contraccettivo-permanente-essure-agisci-ora-per-chiedere-il-risarcimento/

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