Secondo i dati resi noti oggi da Bankitalia, prosegue a febbraio il calo dei prestiti a imprese e famiglie. I prestiti al settore privato hanno registrato una contrazione su base annua del 3,6 per cento (-3,5 per cento a gennaio), quelli alle famiglie sono scesi dell’1,2 per cento sui dodici mesi, come nel mese precedente, quelli alle società non finanziarie sono diminuiti, sempre su base annua, del 5,1 per cento (-4,9 per cento a gennaio).

Per il Codacons il dato è sconfortante. Ci si attendeva, infatti, che, con la riduzione dei rendimenti dei titoli di Stato italiani e la riduzione del famoso spread con i titoli tedeschi, le banche fossero spinte ad erogare più mutui. Se, infatti, gli interessi sui titoli di Stato non sono più così vantaggiosi è logico supporre che le banche tornino almeno al loro vecchio mestiere di prestare i soldi. E invece no!

L’unico dato positivo è che sono leggermente calati  i tassi di interesse sui mutui, passati, per la Bankitalia, al 3,73 per cento dal 3,80 nel mese precedente.

Ben poco, però, considerato che in questi anni le banche hanno peggiorato tutte le condizioni possibili immaginabili. Per i mutui hanno alzato gli spread (se prima della crisi i più fortunati potevano strappare anche uno 0,6%, oggi ci si può vantare, con la pubblicità, di fare un 2,1% o un 2,25%), i costi di istruttoria (prima della crisi erano in media 200/250 euro, oggi si arriva a 700),ridotto il rapporto tra mutuo e valore casa (l’80% è sparito dalla circolazione….).