A Roma arrivano le “case dell’Acqua”: “nasoni” (fontane) in versione moderna, da cui sgorgherà acqua fresca, naturale o frizzante, a disposizione di turisti e romani che risparmieranno così circa 130 euro a famiglia ogni anno. L’Acea è pronta all’installazione in varie zone della città e della provincia: ha presentato il prototipo qualche giorno fa e si prevede l’installazione di 100 Casine nei prossimi 3 anni.Un’idea davvero utile al cittadino o un modo per farsi pubblicità e concorrenza sleale? Se lo chiede il Codici che presenterà un esposto all’Antitrust ed impugnerà le delibere.

“I consumatori devono sapere che si tratta solo di un’operazione di propaganda e immagine a vantaggio dell’assessore allo Sviluppo delle Periferie, Infrastrutture e Manutenzione Urbana Paolo Masini, e del presidente della Società, Catia Tomassetti – afferma Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali Codici – Il gestore del servizio pubblico fa infatti concorrenza sleale agli operatori privati che potrebbero erogare lo stesso servizio ma che non godono né della tariffa idrica di Acea né del regime di monopolio. Inoltre il costo di questa operazione di marketing  (circa 3 milioni di euro) ricade dritto sulle bollette pagate dai cittadini, senza contare le spese di gestione, manutenzione ed eventuali vandalismi che si aggiungono al fatto che Acea ha già una mole di fontane pubbliche da gestire a cui deve provvedere”.

“Ci chiediamo quindi – continua il rappresentante di Codici – se non sarebbe stato meglio far gestire ai privati i dispenser invece di operare questo comportamento anti concorrenziale. Impugneremo quindi tutte le delibere e gli atti che riguardano le case dell’acqua e presenteremo un esposto all’Antitrust”.

L’associazione dei consumatori si adopererà per contrastare l’attività sulle casette dell’acqua che porterà a far pagare ai consumatori un vezzo di un management aziendale di nomina politica, responsabile di innumerevoli disservizi all’utenza nel comparto idrico e elettrico. Inoltre durante il Workshop “Roma Water, case dell’acqua di Roma”, promosso da Codici il 24 settembre scorso, si era discusso della possibilità di allargare il consumo dell’acqua di rubinetto tramite nuovi erogatori. Ma sia Paolo Masini, per Roma Capitale, sia Catia Tomassetti, per Acea, hanno disertato l’evento che aveva come scopo il confronto. Che stessero preparando le fobici per il taglio del nastro?

Fonte: Helpconsumatori