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Le dieci migliori strategie di tutela del brand on line

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Di Jerome Sicard, Regional Manager, Southern Europe di MarkMonitor®

L’espansione e l’incalzante evoluzione di Internet ha determinato un aumento dei rischi per la reputazione dei brand e per i profitti. Nel mondo digitale, l’impatto derivante dall’abuso dei brand è immediato ed esteso. In MarkMonitor abbiamo stilato le seguenti strategie per il 2014, che dovrebbero essere basilari nel valutare un potenziamento del programma di tutela del brand delle aziende.

1. La nuova realtà: il lancio dei Nuovi Domini di Primo Livello Generico
I nuovi Domini di Primo Livello Generico (gTLD) rappresentano, da una lato, un’opportunità per il business e, dall’altro, una nuova minaccia da cui difendersi. La messa a punto di strategie di espansione del business o di difesa del brand è responsabilità di ogni marchio
Nei prossimi mesi verranno introdotti centinaia di Nuovi Domini di Primo Livello Generico (gTLD): è quindi il momento di decidere seregistrare, bloccare o amministrare il proprio brand nei nuovi registri. Per sviluppare la strategia è necessario collaborare con i colleghi che presiedono i dipartimenti legali e di risk management e congiuntamente valutare rischi, opportunità, vincoli di bilancio.

2. È il momento di riconsiderare le proprie difese
Nei prossimi tre anni saranno introdotti oltre 600 Nuovi gTLD: nessuna azienda può permettersi di registrare l’intero portfolio di brand in tutte le nuove estensioni. La maggior parte delle aziende dovrà rielaborare la propria strategia di tutela del brand, passando da un approccio basato sulle tradizionali registrazioni difensive di domini a uno basato sul monitoraggio degli abusi in uno spazio esteso di nomi-dominio. Se non si dispone ancora di linee guida definite, gli uffici legali e di protezione del brand dovranno collaborare con gli uffici marketing allo sviluppo di criteri di rilevamento e contenimento dei domini che violano i marchi e che si appropriano del traffico.

3. Ottimizzare gli investimenti per la protezione del brand attraverso l’uso di processi di enforcement più efficienti
L’utilizzo di soluzioni tecnologiche nei programmi di protezione del brand consente di incrementare l’azione di enforcement e ottenere maggiori livelli di efficienza. Le moderne tecnologie consentono di rilevare dati fondamentali per stabilire le relazioni esistenti tra diversi siti illeciti e per identificare interi network di migliaia di nomi-dominio.
Invece di limitarsi a colpire i siti a livello individuale, tali misure di enforcement consentono di identificare e intervenire istantaneamente su intere reti di siti illeciti. Tale strategia, incentratasull’uso della tecnologia, velocizza le indagini, ottimizza l’efficacia delle strategie legali e consente più elevati indici di redditività (Return On Investements) sugli investimenti in cause legali.

4. La sicurezza dei domini come priorità
Sempre più con maggiore frequenza gli hacker e gli “hacktivisti” attaccano i domini, mediante reindirizzamenti fraudolenti verso altri portali o attraverso il blocco dei siti ufficiali. Nessun brand aspira a comparire sulle prime pagine di quotidiani e notiziari in qualità di vittima degli attacchi hackers. I domini sono risorse business-critical e richiedono una protezione costante che assicuri la continuità dell’attività e la tutela della reputazione del brand. E’ necessario assicurarsi di utilizzare una protezione a più livelli, comprendente moderni sistemi di sicurezza aggiornati forniti dai registrar dei nomi-dominio.

5. Una strategia di protezione del brand che consenta di ottenere il massimo successo nei mercati asiatici
Il mercato asiatico continua a rappresentare un’area in rapida crescita, ma anche un epicentro di abusi sui brand. Per intervenire efficacemente contro tali abusi, è necessario disporre di una strategia di protezione del brand che tenga conto delle differenze locali. Si deve accertare che la registrazione dei marchi osservi i requisiti delle diverse giurisdizioni. Imparare a conoscere i molteplici canali di promozione e distribuzione sui mercati asiatici e monitorare entrambe le tipologie di canali contro gli abusi sul brand è fondamentale. L’ideale è utilizzare operatori per la protezione del brand di madrelingua locale, in grado di comprendere perfettamente la lingua in uso nei diversi mercati asiatici e le prassi in uso nei diversi Paesi.

6. Al passo con chi corre: social media e comunicazioni mobili
I “brandjacker” sono abili nello sfruttare la crescita esponenziale dei canali digitali e ad assumere identità di un brand all’interno dei social media e nelle comunicazioni in ambito mobile. Entrambi i mercatisono fluidi e si evolvono rapidamente: nuovi social network e applicazioni possono, nel giro di pochi mesi, assumere posizioni di rilievo. Acquisizioni da parte di grandi gruppi possono modificare le politiche e i regolamenti delle diverse piattaforme. Al fine di anticipare l’azione dei brandjacker, la strategia di protezione del brand deve saper essere altrettanto dinamica. Anche in mercati globali come la Cina, i siti social sono in crescita e costringono i brand a sviluppare strategie di monitoraggio globale per impedire il sorgere di problemi per il brand.

7. Bloccare le fonti di profitto pirata
I siti pirata si basano sui ricavi derivanti dalla pubblicità (e sull’inconsapevolezza degli inserzionisti) per portare a termine la loro opera fraudolenta. Una strategia efficace è quella di collaborare con le concessionarie pubblicitarie e le piattaforme di scambio, nonché con glioperatori dei pagamenti, per identificare automaticamente e rimuovere le inserzioni presenti sui siti pirata, impedendo così loro di ottenere tali profitti ed eliminando la minaccia per la reputazione del brand.

8. La fiducia nel brand è ancora più importante in un mondo “omni-canale”
Nel moderno mondo omni-canale, i consumatori esigono una fruizione del brand continuativa e sicura presso tutti i canali. La ricerca per un acquisto, la partecipazione a un social network, una transazione mobile: i consumatori ricercano l’autenticità. I brandjacker ne sono ben coscienti, e cercano di impersonare i brand assumendone le sembianze con siti e applicazioni checonsentano loro di adescare traffico, confondere i consumatori, causando unaumento dei costi di marketing digitale. Studi recenti hanno rivelato che un consumatore online su cinque ha raggiunto almeno una volta siti che commercializzano beni contraffatti, mentre cercava offerte autentiche. Le aziende più avvedute possono accrescere la fiducia dei consumatori nel mondo digitale, mediante una strategia di protezione del brand che sia completa e che protegga i propri clienti dalle false versioni del brand.

9. Protezione dei contenuti digitali
Ogni azienda è in possesso di dati digitali da proteggere: filmati, musica, software, giochi, ma anche brevetti, elenchi di clienti, kit di sviluppo software e database. Ciò che ha valore è vulnerabile. Valutate le minacce contro le vostre risorse digitali e sviluppate un programma per proteggerle. E’ necessario concentrarsi sulle modalità con cui i motori di ricerca portano traffico verso siti di condivisione o di file hosting che consentano accesso non autorizzato ai contenuti digitali.

10. La protezione del brand nell’era del “big data” fornisce anche business intelligence
Una strategia di protezione del brand ben concepita in ambiente digitale non solo salvaguarda il brand e i clienti, ma offre vantaggi competitivi. Si potranno usare i dati generati dal programma di brand protection per comprendere quali siano i punti di debolezza e le falle nel sistema di protezione che inducono i consumatori verso merci contraffatte. Attraverso questi dati è possibile creare nuove formule di marketing, prezzi e strategie distributive che consentano di capitalizzare la domanda dei consumatori e colmare le “gray zone” attualmente coperte dai contraffattori. La collaborazione con gli uffici legali e con gli esperti di protezione del brand può offrire preziosi approfondimenti in grado di aumentare le vendite legittime e, nel contempo, combattere i contraffattori.

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Black Friday, Adiconsum-Avverte come acquistare in sicurezza: ecco le 10 regole da rispettare

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Sempre più italiani si stanno preparando per l’evento di e-commerce (e non solo) più atteso: il Black Friday. Nonostante si tratti di una “tradizione” americana che ricorre il giorno successivo alla festa del Ringraziamento, la febbre degli sconti concentrati in un solo periodo ha finito per conquistare tutto il mondo e, di conseguenza, anche l’Italia. Lo scorso anno, durante la settimana del Black Friday, sono stati ordinati 2 milioni di prodotti sulla piattaforma Amazon.it contro gli 1,1 milioni del 2016. Un incremento percepito anche dal sito Trovaprezzi.it che ha registrato un aumento di ricerche del +20% rispetto al 2016.

Le tre categorie più convenienti del 2017 sono state: giochi ps4, smartwatch e scarpe da corsa (idealo.it).

I dati di Eurostat e di Ecommerce Europe, l’associazione che rappresenta più di 75.000 compagnie che vendono beni e servizi online sul territorio europeo confermano che il 2017 è stato un anno d’oro per il commercio online. Il 68% degli utenti internet europei ha compiuto acquisti online durante il 2017 e la maggior parte delle persone che hanno fatto acquisti sul web, in un periodo di riferimento di 3 mesi, hanno pagato tra i 100 e i 500 euro.

I compratori più accaniti appartengono alla fascia di età compresa tra i 25 e i 54 anni mentre le categorie più ricercate durante gli acquisti sono abbigliamento e hi-tech.

Se, da una parte, Black Friday e Cybermonday rappresentano uno strumento utilissimo per acquistare ciò che serve a poco prezzo, dall’altra c’è sempre il rischio di compiere acquisti avventati o, ancora peggio, di ritrovarsi con articoli contraffatti e pericolosi.

Per aiutare i consumatori, Adiconsum e Centro Europeo Consumatori Italia propongono una Campagna informativa per agevolare i clienti e sensibilizzarli sui diritti che si applicano agli acquisti online.

 

IL DECALOGO ADICONSUM

 

Acquistare on line beni contraffatti è un rischio per la tua sicurezza, per la tua salute e per il tuo portafoglio… quindi non farlo!

Per non cadere in truffe, prima di ogni acquisto controlla:

1) Verifica l’identità del venditore

2) Leggi le recensioni di altri acquirenti

3) Controlla se il sito gode di un marchio di fiducia

4) Valuta la presentazione generale del sito

5) Prendi visione dei tuoi diritti sul sito del venditore

6) Osserva bene le foto del prodotto

7) Occhio al prezzo!

8) Controlla sul sito ufficiale del brand la lista dei venditori autorizzati

9) Scegli un mezzo di pagamento sicuro

10) Presta attenzione ai prodotti ricondizionati

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Consumatori

Contatori del gas, U.Di.Con.: ”Presunta truffa per i consumatori, attendiamo la risposta dell’AGCM”

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Roma, 07/11/2018 – “Ciò che è emerso nel servizio andato in onda ieri sera nella trasmissione Le Iene è quanto mai grave e ci mettiamo fin da subito a disposizione degli utenti che volessero segnalarci disfunzioni al loro contatore – scrive in una nota il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con. Denis Nesci – stando al servizio di ieri, che fornisce delle prove lampanti rispetto a quello andato in onda qualche giorno prima, alcuni dei nuovi contatori elettronici installati in questi mesi, presenterebbero dei “piccoli problemi” nella rilevazione del passaggio del gas che, stranamente, risulterebbe presente nonostante l’interruzione dello stesso. Un malfunzionamento che automaticamente rischierebbe di far registrare un consumo eccessivo, facendo di fatto lievitare le bollette delle utenze domestiche, il tutto a svantaggio dei consumatori che, la maggior parte delle volte, ignari dell’anomalia, si limiterebbero a comunicare i numeri presenti sul display”.

I nuovi contatori elettronici del gas, installati dai tecnici a partire dallo scorso anno avrebbero dovuto rendere la vita più facile agli utenti, presentando dei vantaggi, tra cui la possibilità di telecontrollo da remoto e quella di realizzare una misurazione più precisa. In questi ultimi giorni si sta apprendendo invece di un malfunzionamento nella misurazione, ma ancora non è possibile capire se è un problema che riguarda tutti i contatori o solo alcuni.

“Sinceramente ci auguriamo che si tratti solo di un difetto di alcuni contatori e che effettivamente non si tratti dell’ennesima truffa a danno dei consumatori anche se, ad ora, non c’è stata alcuna smentita o dichiarazione ufficiale da parte di chi si è occupato della sostituzione dei nuovi contatori.  Abbiamo deciso di scrivere ad ARERA e all’AGCM per far maggiore chiarezza sulle notizie che in queste ore circolano sui media – continua Nesci – laddove le indagini dovessero confermare quanto emerso, ci impegneremo a richiedere la sostituzione gratuita dei contatori a nome dei consumatori interessati. Nel frattempo – conclude Nesci – attendiamo  una risposta dall’AGCM in merito alla nostra segnalazione di  pratica commerciale scorretta a danno degli utenti, chiedendo fin da subito ad ARERA l’istituzione di un tavolo tecnico nelle prossime ore per fare chiarezza sulla vicenda”.

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Consumatori

Sorgenia lancia la bolletta-video

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Da documento fiscale-amministrativo a strumento di relazione fra cliente e fornitore: questa è Nexty, la bolletta-video che rende l’energia più vicina alle persone.

Milano, 5 novembre 2018 – La bolletta diventa più smart grazie a Nexty, una novità per i clienti della prima digital energy company italiana: ogni mese riceveranno una bolletta-video che, oltre a sintetizzare gli aspetti specifici della fornitura di ciascun utente, fornisce consigli su come utilizzare meglio l’energia e racconta esperienze di innovazione al servizio delle persone.

Con uno stile fresco e originale che richiama i colori e il linguaggio di Sorgenia, Nexty è una bolletta personalizzata in cui ciascuno trova un video che descrive quanto ha consumato nel mese, con un confronto con il periodo precedente, quanto ha speso, quanto ha risparmiato, quanta CO2 ha evitato di disperdere in atmosfera, grazie all’energia 100% green fornita da Sorgenia. Ma non solo: in meno di un minuto Nexty integra i contenuti della bolletta tradizionale, sempre consultabile dal video, con temi in grado di interessare, appassionare e ingaggiare gli utenti. Ogni “puntata” è nuova e diversa, con una grafica che si aggiorna mensilmente, seguendo la stagionalità.

Dopo aver semplificato le modalità per diventare cliente, grazie all’utilizzo esclusivo del web, ora Sorgenia rende più piacevole anche la customer experience con uno strumento semplice, veloce, interattivo e orientato allo storytelling.

“Nexty è la prosecuzione ideale del nostro approccio full-digital: siamo partiti dal presupposto che la tecnologia ci offre strumenti straordinari per esplorare nuovi orizzonti e siamo approdati a un tool che rende l’energia più semplice, trasparente, immediata e vicina – dice Gianfilippo Mancini AD di SorgeniaIl nostro obiettivo è rendere questo strumento sempre più personalizzato, capace di rispondere alle esigenze di ciascuno e, perché no, anche un mezzo per appagare la curiosità dei nostri clienti digital, attenti alla sostenibilità e alla continua ricerca di nuovi stimoli”.

 

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