La legalizzazione della Marijuana in vari Stati degli Usa ha messo le ali ai titoli delle società che si occupano di coltivarla e venderla. In pochi mesi molte hanno registrato rialzi di circa il 1.000%! Lo sballo, però, rischia di durare poco, anche in Borsa

Gli analisti di Altroconsumo finanza hanno passato al setaccio 10 azioni legate alla cannabis.
La CannaVest (117 Usd; IsinUS1376481016) è una di quelle che ha messo su il 1.000% (953% per la precisione) in poco più di nove mesi – il 28 maggio 2013 lo Stato del Colorado negli Usa ha legalizzato per primo l’uso della marijuana. Peccato che il rialzo si basi sul nulla, o quasi: la società ancora non genera utili e il suo valore contabile – quanto resta se si incassano tutti i crediti e si pagano tutti i debiti ai valori iscritti in bilancio – è negativo (situazione da fallimento se la società non comincia a macinare utili presto). Stesso discorso per la Advanced Cannabis Solutions (34,90 Usd; Isin US00750W1018), le cui azioni hanno avuto un rialzo superiore al 2.000%. Nel terzo trimestre 2013 (ultimo dato disponibile) ha fatto solo 455 dollari di ricavi e ben 472.000 dollari di perdita: un altro trimestre così e anche il suo valore contabile va in rosso. La società fino all’inizio del 2013 si occupava di altro (servizi di mappatura geologica per le società petrolifere), poi ha deciso di reinventarsi nel settore della cannabis. Discorsi analoghi si possono fare per tutti gli altri titoli della rassegna (vedi tabella Marijuana: le azioni da sballo – disponibile anche sul sito di Altroconsumo Finanza – http://www.altroconsumo.it/finanza/rendimenti-allucinanti-s5225994.htm).

Se a livello di conti c’è una situazione fallimentare perché le azioni salgono? Il motivo è lo stesso per cui salivano le azioni delle società internet alla fine del 1999: è la moda del momento. Per il mercato della marijuana, che a livello federale negli Usa è comunque ancora bandita, vengono prospettate mirabolanti prospettive e quindi basta la notizia di un accordo di vendita per mettere le ali ai titoli. Esattamente come nel 1999 bastava che una società annunciasse l’apertura di un sito internet per far volare le azioni in Borsa. Ad Altroconsumo Finanza sappiamo com’è andata a finire… Il buon padre di famiglia si guardi bene dal comprare queste azioni.

E lo speculatore? Il problema è che tutte le azioni americane del settore sono quotate su mercati non regolamentati (OTC), dove gli scambi sono ridotti e bastano poche migliaia di dollari per “manovrare” i prezzi. In pratica– secondo gli analisti di Altroconsumo Finanza – accade così: alcuni fondi speculativi rastrellano piano piano azioni. Poi iniziano a pompare le prospettive della società diffondendo newsletter e analisi super favorevoli sulle prospettive future: l’autorità di vigilanza Usa ha registrato che per una di queste società della cannabis erano state inviate ben 30 newsletter in un mese, quando la società non aveva ancora nemmeno fatto un piano di sviluppo. Le newsletter ingolosiscono i piccoli investitori che si buttano a comprare. Una volta che il titolo è salito scattano le vendite. Chi vende? Indovina un po’… gli stessi fondi, e i piccoli restano col cerino in mano.
Non sappiamo con precisione se è questo il caso, ma abbiamo notato che le MedBox, per esempio, dal 26 dicembre al 7 gennaio sono passate da 10,21 dollari a 73,9 dollari, salvo poi nei due giorni dopo scendere a 34 dollari (-54%!). E il tutto in assenza di vere notizie…

Morale: le uniche azioni su cui azzardare una scommessa sono quelle della GW Pharmaceuticals (347 pence; Isin GB0030544687), quotate a Londra. La società ha un peso e una sostanza nettamente diversi dalle altre analizzate: i ricavi trimestrali sono il triplo di quelli complessivi annuali registrati dalla più grande delle altre società Usa. Inoltre ha già ottenuto l’autorizzazione all’utilizzo del suo Sativex, a base di cannabis, per la cura di alcuni sintomi spastici legati alla sclerosi multipla in 25 Paesi (Francia e Svizzera tra gli ultimi). Ora sta aspettando diversi via libera (il processo è lungo) da parte della severa autorità sanitaria americana: se il responso fosse positivo, allora il titolo potrebbe impennarsi. Per Altroconsumo Finanza, se te la senti, scommetti su questa eventualità. Sappi, però, che è una roulette russa: non ci sono tempistiche previste per l’approvazione e se il responso fosse negativo il tuo investimento potrebbe andare letteralmente in fumo: le azioni di società simili, bocciate dall’autorità americana, hanno perso anche l’80% in un solo giorno. Uomo avvisato…