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Legge di stabilità e tagli ai dipendenti pubblici, Class Action Codacons

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Le norme della legge di stabilità relative agli stipendi dei dipendenti pubblici sono incostituzionali e, in quanto tali, saranno impugnate al Tar del Lazio per dichiararne l’illegittimità. Lo afferma il Codacons, che lancia oggi una vera e propria azione collettiva alla quale possono aderire tutti i dipendenti pubblici che vogliano difendere il proprio stipendio.
Le norme della legge di stabilità per l’anno 2014, laddove prevedono il pagamento a rate della liquidazione dei lavoratori statali ed il blocco degli stipendi, si pongono in contrasto con fondamentali principi costituzionali, quali quello d’eguaglianza (art. 3 della Costituzione) e quello ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità di lavoro svolto ed in ogni caso tale da assicurare a se e alla propria famiglia un’esistenza libera e dignitosa (art. 36 Cost.) – spiega il Codacons.
Infatti, quanto al pagamento a rate della liquidazione, essa priva il lavoratore di una retribuzione accantonata e maturata nel corso degli anni, con conseguente diritto dello stesso a vedersela erogata per intero al momento di cessazione del rapporto di lavoro. Tra l’altro – prosegue l’associazione – la norma rischia di incidere pesantemente su quei tanti lavoratori che in vista del pagamento in un’unica soluzione della liquidazione hanno contratto dei debiti, in vista dell’incasso certo dell’intero trattamento di fine rapporto, esponendo così gli stessi a rischi gravi di assoggettamento a procedure di pignoramento.
Il blocco degli stipendi previsto dalla legge di stabilità viola in modo palese l’art. 36 della Costituzione Italiana, ove si consideri che per effetto dello stesso i lavoratori subiranno un’erosione del loro potere d’acquisto, con conseguente diminuzione della capacità di poter far fronte alle fondamentali esigenze di vita proprie e della loro famiglia. I provvedimenti del Governo, inoltre, determinano una grave disparità di trattamento tra dipendenti privati e pubblici, assoggettando solo questi ultimi al blocco degli stipendi e al pagamento a rate del fine rapporto.
Per tali motivi il Codacons ha deciso di lanciare una class action contro la legge di stabilità, alla quale possono aderire tutti i dipendenti pubblici, finalizzata ad ottenere dal Tar del Lazio la sospensione delle relative norme contenute nella manovra, e rimandare la questione alla Corte Costituzionale per dichiararne l’illegittimità.
All’azione collettiva – totalmente gratuita per gli iscritti all’associazione – è possibile fornire già da oggi l’adesione attraverso il modulo che sarà a breve inserito sul sito www.codacons.it
“Togliere per legge i soldi a chi lo stipendio se l’è sudato attraverso ore e ore di lavoro, è un vero e proprio “scippo di Stato” – afferma il Presidente Carlo Rienzi – per questo invitiamo i lavoratori a partecipare alla nostra battaglia con la quale chiederemo, oltre al blocco dei provvedimenti contestati, la restituzione dei soldi ai dipendenti pubblici più gli interessi legali”.

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Consumatori

Telefonia fissa e rete internet, stop fatturazione a 28 gg, aderisci alla campagna per ottenere i rimborsi

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Per clienti di H3G-WIND, Vodafone, Fastweb e Tim

Scopri come aderire

 

A fronte dei comportamenti scorretti adottati dalle compagnie telefoniche, attraverso la decisione unilaterale di ridurre da 30 a 28 giorni il periodo di fatturazione, incassando in questo modo indebitamente la tredicesima mensilità, Codici inviò a tempo debito una lettera aperta alle aziende chiedendo di fare autonomamente un passo indietro.

Non ebbe luogo l’immediato ripristino del periodo di fatturazione ordinario e delle condizioni contrattuali previgenti. Decisero di ignorare la Delibera dell’Agcom che lo prevedeva e siamo andati avanti, procedendo per via legislativa, ottenendo il ripristino della fatturazione su base mensile per la telefonia mobile, per la quale a partire dal 5 dicembre 2017 è stato stabilito che le compagnie telefoniche hanno 120 giorni per allinearsi. Quindi entro Aprile 2018.

Nel frattempo però, per quanto riguarda la telefonia fissa, ed oramai la maggior parte degli abbonamenti internet, le Telco hanno continuato a stipulare contratti a 28 giorni.

Pertanto l’AGCOM, con la delibera N. 499/17/CONS del 19 dicembre 2017, ha sanzionatoFastweb, Tim H3G-WIND e Vodafone che hanno continuato a perpetrare questo comportamento scorretto e non si sono uniformate alla precedente Delibera N. 121/17/CONS che già lo imponeva.

Le sanzioni amministrative pecuniarie inflitte dal’’AGCOM sono significative: parliamo di più di 1 milione di euro ad azienda.

Codici quindi, attraverso la “Campagna contro i 28 giorni”, aiuterà tutti i consumatori che abbiano stipulato dei contratti per rete fissa e internet, a partire dal 23 giugno 2017, ad ottenere il rimborso.

Contattateci quindi all’indirizzo e-mail segreteria.sportello@codici.org oppure al numero 06.5571996 al quale vi verranno fornite tutte le indicazioni del caso su modulistica e documentazione da fornire.

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Consumatori

Vodafone risarcisce cinquemila euro a un utente per servizi mai resi

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L’iniziativa risarcitoria, proposta tramite l’associazione Codici Lecce, muoveva dalla mancata esecuzione di un contratto “super adsl” da parte della Vodafone Italia, chiesto nel marzo 2015 da un utente salentino e avente ad oggetto una linea telefonica fissa, adsl e la spedizione della “Vodafone Station” presso la Sua dimora in Lecce.

Dopo aver atteso invano per alcuni mesi, l’utente inoltrava numerosi solleciti nei confronti al gestore, tramite il rivenditore autorizzato e il servizio clienti, senza ottenere mai alcun riscontro e, così, senza poter utilizzare il servizio telefonico e la linea adsl.

Come se non bastasse, alcuni mesi dopo la sottoscrizione del contratto, il cliente riceveva alcune fatture di pagamento per servizi mai attivati e, dopo aver ottenuto il relativo storno, veniva contattato da un’agenzia di recupero crediti che gli intimava, con ripetute telefonate dai toni bruschi e minacciosi e, successivamente, anche con missive, il pagamento immediato dell’importo di Euro 446,45 per fantomatiche morosità legate al contratto.

Esasperato dalla paradossale e stressante situazione e non riuscendo a ottenere chiarimenti neanche dal servizio clienti del gestore, l’interessato si rivolgeva a Codici Lecce che, in persona del segretario, avv. Stefano Gallotta, e dell’avv. Giovanni De Donno, dapprima costituiva in mora e, conseguentemente, citava in giudizio la società di telefonia presso il Giudice di Pace di Lecce, chiedendo lo storno di ogni addebito e il risarcimento di Euro 5.000,00 a titolo di indennizzo contrattuale.

Con sentenza n. 104/2018, pubblicata il 12.01.2018 e non passata in giudicato, il Giudice di Pace, dott.ssa Angela De Simone, ha accolto integralmente le richieste avanzate dai legali dell’attore e, dichiarato l’inadempimento contrattuale del gestore, lo ha condannato al pagamento di Euro 5.000,00 oltre interessi e spese legali.

Evidenzia l’Avv. Stefano Gallotta che spesso i gestori di telefonia pongono in essere comportamenti che, oltre ad essere contrari alla normativa nazionale ed europea, violano quegli stessi principi di qualità e trasparenza, stabiliti dalle Direttive dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ai quali gli stessi dichiarano espressamente di ispirarsi. A fronte dell’inerzia delle compagnie telefoniche nei termini convenuti (in questo caso, a far data dal 21° giorno dopo la stipula del contratto), sono previsti indennizzi applicabili a ogni utenza, privata e aziendale, oltre al risarcimento per i disagi patiti dal cliente”.

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Scattano i rimborsi per la fatturazione a 28 giorni per la telefonia fissa. Ecco le indicazioni di Luigi Gabriele

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Rimborsi per la fatturazione a 28 giorni per la TELEFONIA FISSA+ INTERNET

Comunicazione riguardante tutti i clienti Fastweb-TIM-VODAFONE-WINDH3G di Telefonia Fissa+ Internet

Con provvedimento N° 497-498-499-500/17 CONS del 21 dicembre, l’AGCOM ha accertato che  la società Vodafone , WINDH3G, TIM, Fastweb non hanno adottato una cadenza di rinnovo delle offerte di telefonia fissa e di fatturazione su base mensile o suoi multipli, condotta sanzionabile ai sensi dell’articolo 98, comma 16, del decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259;

Pertanto ha ordinato, alla predette società, in persona del legale rappresentante pro tempore, di pagare la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 1.160.000,00 per ognuna di loro (unmilionecentosessantamila/00) ai sensi dell’articolo 98, comma 16, del decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259;

Nel contempo ha diffidato le  società a provvedere – in sede di ripristino del ciclo di fatturazione con cadenza mensile o di multipli del mesea stornare gli importi corrispondenti al corrispettivo per il numero di giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, non sono stati fruiti dagli utenti in termini di erogazione del servizio a causa del disallineamento fra ciclo di fatturazione quadrisettimanale e ciclo di fatturazione mensile. Nella prima fattura emessa con cadenza mensile l’operatore è tenuto a comunicare con adeguato risalto che lo storno è avvenuto in ottemperanza al presente provvedimento;

Parliamo di importi mediamente di 20€ che devono essere restituiti al consumatore automaticamente nella prima fattura utile a decorrere dal 21 dicembre 2017.

Tutti gli utenti di telefonia Fissa + Internet di TIM-VODAFONE,WINDH3Ge FASTWEB che non hanno ottenuto il rimborso automatico, consiglio di inviare un reclamo scritto oppure di rivolgersi agli sportelli Codici reperibili su www.codici.org

 

Luigi Gabriele

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