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L’Europa ci chiede di abbattere 10 milioni di Ulivi

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La UE si comporta con gli ulivi pugliesi esattamente come fa con la Grecia o con i migranti. Non contano le sofferenze e gli aspetti umani delle vicende, contano solo gli aspetti economici. Quelli favorevoli a Bruxelles ovviamente. Come noto, il 28 aprile il Comitato fitosanitario permanente dell’UE, ha disposto sia l’abbattimento di tutti gli alberi infetti da Xylella sia l’abbattimento di tutte le piante ospiti, anche se sane, che si trovino nel raggio di 100 metri dagli ulivi malati, indipendentemente dal loro stato di salute.

In Italia su 250 milioni di ulivi censiti, ben 60 milioni sono in Puglia. Stime delle Associazioni di categoria ci dicono, che eseguire alla lettera il diktat UE, significherebbe abbattere almeno 10 milioni di alberi.

Secondo l’avvocato Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia, la Regione Puglia, al di là delle sacrosante richieste di risarcimento danni per gli agricoltori, può mettere in campo 3 azioni concrete:

1) Imporre nella fase esecutiva il metodo di testare gli alberi vicini a quelli infetti e non tagliare quelli sani, applicando le tecniche già note di prevenzione e difesa dal batterio. Tanto è possibile interpretando la decisione del Comitato, che, invero, presenta vari distinguo e varie ambiguità, che vanno usate, anche strumentalmente se sarà il caso, per ridurre il rigore irragionevole dei burosauri europei.
2) Farsi soggetto promotore e coordinatore di una specifica azione di ricerca scientifica che, avvalendosi dei Centri di ricerca anche pugliesi (Università e IAM) costituisca una base tecnica seria per presentare all’Europa una proposta alternativa all’eradicazione scriteriata e, comunque, a legittimare una esecuzione delle decisioni diversa da quella voluta dai burosauri di Bruxelles.
3) Promuovere azione giudiziale dinanzi alla Corte di Giustizia UE (ove serva processualmente, anche passando attraverso un giudizio innanzi al TAR Lazio per poi chiedere un rinvio dinanzi alla Corte), dove, sulla base dei risultati della ricerca scientifica di cui sopra, richiedere una pronuncia che applichi certo il principio di precauzione: ma lo faccia contemperando le giuste preoccupazioni espresse dall’EFSA, con criteri applicativi ragionevoli.

«Se non si farà nulla, – conclude Pinto – deve esser chiaro a tutti che la posta in gioco è la stessa sussistenza della produzione pugliese di olio di oliva nei prossimi anni. Anni, nel corso dei quali, gli altri produttori nostri concorrenti, come ad es. Turchia, Spagna, Nazioni nordafricane, saranno liberi, legittimamente, di occupare gli spazi di mercato che invece noi saremo costretti a lasciare».

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Consumatori

Elettricità: differita al 2020 l’ultima fase della riforma tariffaria per gli oneri generali dei clienti domestici

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dal 1° gennaio 2019 eliminata la progressività della componente di commercializzazione

Milano, 5 dicembre 2018 – Il completamento della riforma delle tariffe relativa alle componenti degli oneri generali di sistema per i clienti domestici viene differito di un ulteriore anno rispetto al previsto 1° gennaio 2019. Lo ha deciso l’Autorità con la delibera 626/2018/R/eel per evitare la sovrapposizione nel prossimo anno con gli effetti che deriveranno dalla riattivazione degli oneri generali, parzialmente sospesi negli ultimi 2 trimestri per limitare gli aumenti di spesa dell’energia elettrica.

La riforma delle tariffe domestiche, definita dall’Autorità in attuazione del decreto legislativo n.102/14, ha già permesso di eliminare la progressività dalle tariffe dei servizi di rete (trasmissione e distribuzione), nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di allineamento della struttura delle tariffe ai costi del servizio.

Per le componenti tariffarie degli oneri generali rimane quindi in vigore la struttura a due scaglioni in vigore nel 2018 (fino a 1.800 kWh/anno e oltre 1.800 kWh/anno). Ciò permette di mantenere proporzionato, per tutti i clienti domestici, l’effetto della riattivazione degli oneri generali.

Il rinvio non riguarda invece la componente DISPBT, applicata a tutti i clienti aventi diritto al servizio di maggiore tutela, che nel 2018 aveva ancora una struttura progressiva per i clienti domestici residenti. Dal 2019 verranno pertanto eliminati gli scaglioni da tale componente, che riguarda i costi di commercializzazione1

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Consumatori

Ferri da Stiro, approfondimento di Unomattina con Luigi Gabriele di ADICONSUM e Valerio Rossi Albertini (Fisico del CNR)

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Tipologie ferri da stiro.

Approfondimento di Unomattina con luigi Gabriele Adiconsum e Valerio Rossi Albertini Fisico CNR

Riguarda il video dal minuto 39

  • Perchè il ferro a caldaia ha superato quello classico?Pro e contro di questa scelta.Ferri classici, perchè c’è una differenza così ampia tra quelli che costano 20 euro e quelli 100?
  • Consigli per l’acquisto
  • Consumi tra classici e a caldaia.
  • Acqua decalcificata(distillata) ha senso?

Vediamo l’approfondimento realizzato dalla redazione con la collaborazione dell’ufficio stampa di ADICONSUM

A vapore

Prezzo: da 20 a 100 euro circa

Potenza massima: (200-2500 watt)

Pro:

  • Economico
  • Occupa poco spazio
  • Utile per stirature rapide
  • Si scalda velocemente

Contro:

  • Serbatoio limitato

Caratteristiche importanti da valutare

  • La pressione del vapore, espressa in bar (sotto 3bar la pressione è bassa, i modelli migliori più aggiornati vanno dai 4,5 bar in su)
  • Grammi di vapore/minuto (per avere prestazioni decenti questo valore deve essere almeno pari a 70g/min; i top di gamma arrivano tranquillamente a 200g/minuto)
  • Vapore verticale (funzione optional)

Consumi: dipendono da molti fattori; una maggiore potenza in termini di watt comporta un maggiore consumo energetico, ma allo stesso tempo, consente al ferro di scaldarsi più velocemente.

Con caldaia

Prezzo: varia in base alle prestazioni da 50 fino a 300 euro

Potenza massima: 700 -2400 watt 

Pro:

  • ideale per lunghe sessioni di stiratura
  • diverse fasce di prezzo
  • esistono modelli che promettono un risparmio energetico del 20/30%

Contro:

  • Molto voluminoso

Caratteristiche importanti da valutare

  • Presenza di un sistema anticalcare adeguatoRisparmio energetico (alcuni modelli assicurano risparmi maggiori rispetto ad altri sistemi)

Da viaggio

Prezzo: dai 13 ai 40 euro

Potenza massima: 700 -1000 watt

Pro:

  • Facile da trasportare
  • Economico

Contro:

Bassa temperatura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Varianti mini
  • Varianti con manico pieghevole

Senza filo

Prezzo: 40 /120 euro

Potenza: 1800 – 2400 watt

Pro:

  • Niente fili
  • Poco ingombrante

Contro:

  • Più costoso di un ferro a vapore (a parità di prezzo le performance del ferro a vapore sono migliori)
  • Non adatto per lunghe sessioni di stiratura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Vedi ferro da stiro a vapore

 

Verticale

Prezzo: 30/150 euro (alcuni modelli possono arrivare a 910 euro)

Potenza: 700- 1800 watt

Pro:

  • Pratici da usare
  • Prezzi che variano
  • Stiratura molto veloce

Contro:

  • Poco precisi

Caratteristiche importanti da valutare

  • Modello ferro da stiro verticale
  • Modello stiratrice verticale

Altri modelli:

Tavola da stiro con ferro incorporato; Pressa da stiro; macchina per stirare

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Consumatori

Aspirapolvere o scopa elettrica? Fatti consigliare da un fisico (Valerio Rossi Albertini) e un consumerista(Luigi Gabriele)

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Unomattina

St 2018/19 Aspirapolvere o scopa elettrica? – 18/09/2018

Come eliminare la polvere domestica? In studio Luigi Gabriele, esperto consumi, e Valerio Rossi Albertini, fisico CNR.

Riguarda il video:

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