I ritardi europei sono dovuti alla mancanza di trasferimento delle competenze dalle sedi nazionali a quelle europee. Quando cio’ e’ avvenuto le decisioni sono state abbastanza rapide. L’esempio classico e’ il Fondo salva Stati che fu costituito dopo l’inizio della crisi greca. Per costituire questo fondo occorreva l’approvazione unanime dei Paesi europei e questo ha determinato ritardi che hanno influenzato negativamente l’andamento delle crisi. L’Italia, in particolare, ha 114 procedure di infrazione pendenti presso la Ue per i ritardi nel recepimento e attuazione delle direttive europee. Sempre l’Italia ha chiesto la mutualizzazione del proprio debito, il che significa scaricare sugli altri il costo immediato
del
passivo, senza volersi sottoporre ai relativi vincoli. Della serie “botte piena e moglie ubriaca”. Se vogliamo far funzionare bene e in tempi celeri le istituzioni sovranazionali occorre cedere all’Europa alcune attivita’, per esempio quelle di natura fiscale. Se non si delega non si puo’ pretendere l’attivazione di procedure rapide proprio perche’ non c’e’ da attivare un bel nulla.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc