“A giugno in calendario le liberalizzazioni”: l’ennesimo rinvio di Renzi su un tema prioritario per rilanciare l’economia, si traduce in un protrarsi dell’agonia dei consumatori stremati dai sei anni di crisi. «Gli Italiani aspettano segni veri di liberalizzazioni – interviene il Presidente di Konsumer Italia Fabrizio Premuti − la ventilata marcia indietro del Governo rappresenta un ulteriore messaggio di debolezza. I cittadini, sempre meno affezionati ai continui rinvii sulle questioni che li toccano da vicino a vantaggio di riforme che non sentono come priorità (e che comunque non decollano), giudicheranno molto severamente questa ennesima prova di inconcludenza». Al contempo in alcuni settori, come nell’energia, eliminare la componente di tutela sociale della fascia protetta può generare aumenti destinati alle fasce più deboli della popolazione, quindi «avanti con le liberalizzazioni – prosegue Premuti − ma attenzione alle esigenze delle persone in difficoltà, per le quali lo Stato non può esimersi dal fare la propria parte legiferando con attenzione e rispetto della propria funzione sociale». RC Auto, farmaci di fascia C nelle parafarmacie, aumento delle pompe bianche, liberalizzazioni nelle professioni, semplificazione nei trasferimenti dei conti correnti bancari sono ormai soluzioni attese e più volte indicate come non procrastinabili sia dall’AGCM sia dal Consiglio europeo. «Chiediamo al Governo di trasformarsi in quel volano innovatore che ha promesso di essere agli Italiani – conclude il Presidente − e che ad oggi poco ha prodotto a favore delle classi meno abbienti e dei giovani professionisti e non. Per ora le uniche liberalizzazioni che i cittadini ricordino, le uniche che abbiano riportato denari nelle loro tasche di cui si godano ancora i frutti, restano quelle fatte da Bersani con le sue “lenzuolate”». «Dalle “lenzuolate” di Bersani per favorire le liberalizzazioni e il mercato concorrenziale − dice Carlo Pileri di iConsumatori − abbiamo visto come consumatori solo continue iniziative per ridimensionarne o eluderne gli effetti. Da questo Governo ci aspettavamo una ripresa della linea Bersani, nuove efficaci “lenzuolate” che ridessero fiducia ai consumatori e respiro al mercato. I continui tentennamenti ci preoccupano perché fanno vedere ancora più buio alla fine del tunnel». Non a caso, secondo il rapporto annuale dell’Istituto Bruno Leoni, siamo all’ultimo posto in Europa per le liberalizzazioni; un ritardo sui mercati e sulla competitività che ci costa l’8 per cento del Pil (dati Bankitalia).