Dopo lo scandalo sul prezzo dei latti in polvere – ricordiamo che nel 2000 l’Antitrust, dopo aver dimostrato l’esistenza di un “cartello” costituito al fine di mantenere i prezzi elevati, ha condannato ad una multa cospicua le principali case produttrici di latte in polvere: Humana, Nestlè, Nuticia, Milupa, Plada e Abbott – ci siamo interessati ad un’altra fonte di business neonatale: le vitamine.

Abbiamo analizzato i fogli di dimissione da parte di alcuni reparti di neonatologia ed i gadgets che le aziende farmaceutiche consegnano alle neo-mamme, scoprendo che, oltre a creme per gli eritemi da pannolino, baby shampoo, bagni schiuma, sono spesso presenti complessi multivitaminici. Fin qui nulla di male: se le vitamine servono (ad es. la D3 previene il rachitismo e l’asma), vanno consigliate. Ma ne esiste una, la vitamina K, che non va consigliata, ma prescritta quando non viene somministrata alla nascita. Infatti, recenti linee guida suggeriscono di somministrare ai neonati vitamina K per almeno 14 settimane, per la prevenzione della sindrome emorragica tardiva, un evento che può diventare drammatico in caso di carenza di questa vitamina.

Ritornando all’analisi dei fogli di dimissione, ci siamo trovati di fronte ad un dato sorprendente: l’enorme differenza di costo della terapia (a carico delle famiglie) a parità di contenuto di vitamina K. Per questo, abbiamo voluto approfondire l’argomento ed abbiamo studiato il costo totale di una terapia di 14 settimane con 50 mcg al giorno di vitamina K, considerando i prodotti più prescritti dalle principali neonatologie italiane (Dico Vit K, Ditreol Kappa, Ditrevit Forte K, Lutein DK, Idro Plurivit Prima Fase DK, Proton Infant DK, Pedia Vit K, 3 Mil, Bimbovit) ai prezzi della banca dati Federfarma di Giugno 2013:

COSTO MEDIO PER 14 SETTIMANE DI TERAPIA: 47,70 €
COSTO MASSIMO: 93 € (Idro Plurivit Prima Fase DK della Menarini OTC)
COSTO MINIMO: 18,30 € (Bimbovit della Pharmaguida)

Come si può notare, il divario è veramente enorme. Il pediatra fa il medico, non il contabile: è facile proporre un prodotto con un basso costo per singola confezione, non considerando che la durata della terapia possa richiedere un acquisto di confezioni tali da rendere non più economico il prodotto stesso. Purtroppo, molte aziende non hanno interesse ad informare i medici sul reale costo della terapia e stanno immettendo sul mercato integratori con confezioni sempre più ridotte (addirittura con solo 5 ml di contenuto netto), gli utilizzatori non hanno termini di paragone e anche i farmacisti non sempre sono informati su possibili consistenti risparmi per il consumatore. I prodotti di cui stiamo parlando non sono a carico del servizio sanitario, ma sono al 100% a carico delle famiglie. Ciò determina un mancato controllo sui prezzi della terapia da parte dello Stato.

In conclusione, prima di acquistare un prodotto farmaceutico, è sempre bene informarsi sul costo totale dell’intera terapia, piuttosto che valutare solamente il prezzo della singola confezione.