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L’indissolubile legame tra Agenzia delle entrate e burocrazia (di Azzurra Cancelleri)

Ieri in Commissione finanze alla Camera, ho presentato un’interrogazione con risposta immediata da parte del Governo su una questione di burocrazia inutile con oneri a carico di cittadini.

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A QUESTO link trovate il testo dell’interrogazione e la relativa risposta.

Ma vorrei chiarire il contenuto della stessa e farvi leggere l’integrazione alla risposta, data dal rappresentante del Governo.

Come dimostrato nell’interrogazione, leggi alla mano, le associazioni in regime forfettario non sono tenute a contabilizzare le spese in quanto pagano le tasse in proporzione fissa ai ricavi e quindi contabilizzano solo quelle.

Cosa ha fatto l’Agenzia delle Entrate (ADE)? Ha interpretato – a modo suo – la legge 122/2010 che introduce lo spesometro ed individua tra i soggetti che sono obbligati a questa comunicazione anche gli enti non commerciali e quindi anche le associazioni senza finalità di lucro.

Imponendo loro lo spesometro sulle spese, l’ADE costringe questi contribuenti a instaurare la contabilità dei costi. In sostanza ha aggiunto un onere per le associazioni sia economico che burocratico, andando in deroga alla stessa legge nazionale.

Nell’interrogazione evidenzio 2 elementi che sfiorano l’assurdo ma che sono parte della realtà italica.
Il primo elemento riguarda una questione di principio. E’ inaudito che l’ADE imponga la sua interpretazione – che di fatto cancella un intero regime contabile previsto dalla legge – con una FAQ (Frequently Asked Questions) pubblicata pochi giorni prima della scadenza dello spesometro.
Inoltre un secondo elemento è quello riguardante la tempistica: l’ADE non può a pochi giorni da un adempimento, diramare un comunicato che mettono in crisi categorie amplissime di contribuenti. Se si vuole diramare un comunicato lo si deve fare almeno 60 gg prima come previsto dallo Statuto del Contribuente.

La misura è a nostro avviso inutile perchè queste associazioni che optano per il regime forfettario, non “scaricano” le fatture – quindi non influiscono alla determinazione delle tasse che pagano, che sono appunto forfettarie – e quindi non tengono la contabilità dei costi. Non può neanche servire per gli incroci perchè, sempre per lo stesso motivo, per accertare se c’è evasione basta prendere le fatture emesse dai fornitori.

Ultimo aspetto da esaminare è la contraddittorietà tra quanto voluto dal legislatore e quanto interpretato dall’ADE: il legislatore parla della semplificazione e l’ADE interpreta aggiungendo un onere burocratico.

Esposto tutto questo nell’interrogazione, con estrema sorpresa, oltre alla risposta dell’ADE che “ovviamente” cerca di difendersi, il Governo aggiunge quanto segue:

“Il Sottosegretario Enrico Zanetti […] Condivide quindi quanto rilevato dal deputato Cancelleri circa l’inadeguatezza dello strumento utilizzato dall’Agenzia delle entrate per rendere pubblica, a pochi giorni dalla scadenza del relativo termine di trasmissione, l’interpretazione della norma in questione. Dichiara inoltre l’intenzione del Governo di accertare la rilevanza e l’entità, nonché l’utilità, dei dati che deriveranno dall’estensione di tale obbligo di comunicazione telematica alle associazioni che hanno optato per il regime forfetario previsto dalla legge n. 398 del 1991, riservandosi, all’esito di tale verifica, di adottare eventuali iniziative per intervenire ulteriormente sulla problematica.”

Pur non andando contro l’ADE, il Governo, ci ha dato ragione. Hanno detto che si riservano di verificare l’esito… e noi ci riserviamo di vigilare affinché l’esito di questa analisi sia noto a tutti.

Lei, l’ADE, ama la burocrazia e lui, l’iter burocratico, vive grazie alla pubblica amministrazione. E poi c’è l’altra, la zavorra burocratica – costosa ed inefficiente – che colpisce i cittadini e soprattutto le imprese italiane.
Noi crediamo che questa storia d’amore a tre, sia da interrompere perché grava sulla ripresa economica e sullo sviluppo del nostro paese. Siete con noi?

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Consumatori

Bollette, forse cancelliamo la riforma delle tariffe

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Finalmente abbiamo un TRIBUNO dei consumatori, il Sen. Gianluigi Paragone

Grazie al post di Rita Dalla Chiesa si è riaperta una speranza!

Vi ricordate la famosa riforma delle bollette voluta dall’ex presidente ARERA GUIDO PIER PAOLO BORTONI che aveva dato origine alla teoria delle famiglie numerose che consumano tanto, e che essendo milioni, dovevano essere sussidiate al posto delle vecchiette sole e dei single squattrinati?

Quella riforma, che esiste da circa 3 anni, vi ha spalmato i costi degli oneri e dei servizi in maniera fissa senza tenere conto del vostro atteggiamento al risparmio, insomma la cosiddetta Riforma Bortoni per le famiglie ricche e numerose era un regalino, ma non certo per i consumatori vulnerabili.

Per chi vuole rivedere la storia basta che torni a leggere il link postati ma sopratutto vedere questo video

Ma ora pensiamo al futuro. Il tema è che questa odiosa riforma, ha sostanzialmente azzerato i comportamenti virtuosi e sopratutto per le seconde case è diventata un bagno di sangue.

Oggi, dopo aver tentato invano di trovare qualche Parlamentare interessato (ne avevo parlato con quasi tutti gli “esperti dell’energia”), è rimasta in vigore senza che nessuno si ponesse il dubbio se dovesse essere cancellata.

Insomma cercavamo qualcuno, a 3 anni di distanza dall’entrata in vigore di quell’ingiustizia sociale che cancellava i comportamenti virtuosi e bucava le tasche di 13 milioni di italiani, sopratutto per le persone che vivono da sole. Qualcuno che si ponesse il dubbio se la RIFORMA TARIFFARIA andava cancellata o meno.

Non si è trovato nessuno che si prendesse l’incarico di imporre all’ARERA la revisione, ma forse oggi abbiamo finalmente il piacere di annunciarvi che qualcuno c’è. Infatti il Senatore Gianluigi Paragone si sta occupando della questione ed ha presentato un atto di sindacato ispettivo (nulla di che ma almeno cominciamo da qualche parte).

Ecco il video di Gianluigi Paragone che annuncia questo.

Ed ecco il testo dell’impegno rivolto al GOVERNO e che speriamo facciano presto, visto che non impatta in alcun modo sulle finanze pubbliche, si tratta solo di cancellare delle misure di regolazione dell’autorità di settore.

Legislatura 18 – Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00124 Pubblicato il 14 maggio 2019, nella seduta n. 112

Primo firmatario: PARAGONE 

Il Senato, premesso che: con delibere n. 582 del 2015, n. 782 del 2016, n. 799 del 2016 e n. 899 del 2016 l’ARERA ha riformato con decorrenza 1° gennaio 2018 la tariffa elettrica domestica;

con le bollette dell’energia elettrica, oltre ai servizi di vendita, ai servizi di rete e alle imposte, si pagano, altresì, costi per attività di interesse generale, tra i quali ad esempio il sostegno alle fonti energetiche rinnovabili, denominati “oneri di sistema”, che si traducono in una mera maggiorazione della bolletta ed il cui gettito è destinato alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico previsti in attuazione di disposizioni normative primarie di ARERA (già AEEGSI);

con riferimento alle bollette di fornitura domestica, gli importi richiesti attengono: alle spese per quota energia, composta da una quota fissa e una quota variabile; alle spese per il trasporto dell’energia elettrica e la gestione del contatore, composti da quote fisse (e quote variabili legate ai consumi); alle spese per oneri di sistema, tali intendendosi quelli destinati alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico; alle imposte e all’IVA;

una quota parte di tali oneri si applica indipendentemente dal consumo e dal godimento del servizio;

l’importo di tali voci è conteggiato attraverso criteri non indicati;

applicandosi una rilevante quota parte di tali oneri indipendentemente dal consumo, si traducono in un ingiustificabile aggravio per le famiglie e, più in generale, per tutti quelli che consumano poca energia;

inoltre, l’applicazione di costi fissi, indipendentemente dal consumo, è motivo disincentivante per il consumatore, anche in ordine ad acquisti immobiliari, ove destinati a seconda casa o casa di vacanze;

il settore immobiliare, che ancora sconta la crisi del 2008, è gravato, oltretutto, da un gettito tributario che nel 2018 ha quasi raggiunto la soglia 40 miliardi di euro a causa di tre tipologie di prelievo: patrimoniale (Imu e Tasi), reddituale (cedolare secca sugli affitti abitativi, Irpef, Ires e registro e bollo sulle locazioni) e sui trasferimenti (Iva, registro, ipocatastali e imposte di successione e donazione), impegna il Governo a ricondurre ad equità le spese specificate in premessa, con particolare attenzione agli utenti, che realizzano bassi consumi, applicando a tali consumatori una riduzione proporzionale della quota fissa, mediante apposite interlocuzioni con i venditori e con l’Arera, da avviarsi in tempi brevissimi.

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Consumatori

Come abbattere il costo delle Bollette. Approfondimento del #TG2Italia

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🏚FINCHE’ C’E’ VITA C’E’ BOLLETTA- SIAMO RIMASTI IN BOLLETTA….MA NON SAPPIAMO LEGGERLA

Se pensi alla #casa come una bottiglia e gli fai un buco sotto, avoglia a riempirla sempre, perderà comunque. Come fare quindi a ridurre realmente il costo delle bollette?

📺Super approfondimento di #tg2Italia su Rai2 con:

– Luigi Gabriele di ADICONSUM NAZIONALE 

Gian Battista Baccarini di Fiaip – Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali 

#StefanoSaglia #arera

Temi:

-Mercato libero o tutelato?

-Bonus Casa

-Bonus Ristrutturazione

-Isolamento termico

-Bollette & Truffe

🏠PRIMA LA CASA 🏠

MA PRIMA DI COMPRARLA E /O AFFITARLA, PENSA A COME é FATTA…..

Rivedi l’approfondimento del 13 maggio 2019 condotto da Stefania Zane  ⬇️⬇️⬇️

Tg2
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Consumatori

Marketing (L. Gabriele) a Radio Cusano Campus: “Basta volantini cartacei, usiamo le mail”

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Fonte Radio Cusano

“Chi vuole ricevere informazioni sulle promozioni si faccia mandare una mail, o un messaggio whatsapp. Non siamo più nelle condizioni di sprecare in questo modo. Ho deciso di boicottare tutti quelli che si promuovono tramite volantino, ho deciso di non acquistare prodotti che hanno un packaging invadente. Tanto packaging corrisponde a poca qualità. Dove c’è tanta carta, tanta plastica, tanto spreco, non c’è molto da mangiare all’interno.”

Dall’intervista a Luigi Gabriele, andata in onda stamani a Tutto in Famiglia.

Livia Ventimiglia Annalisa Colavito
#pubblicitàsostenibile #marketing #ambiente
#stop #volantini

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