Firenze, 24 Novembre 2014. Venga a prendere un rimborso per la mensa scolastica di suo figlio -e’ quanto ha comunicato un Comune della provincia di Savona ad una famiglia. La madre va e le vogliono rimborsare 2 centesimi di euro… firmata la rinuncia, il Comune dice: “l’amministrazione trasparente ha il diritto e il dovere di tutelare il cittadino ad essere informato di qualsiasi credito, a prescindere dall’importo. Non ci saremmo mai voluti trovare nella situazione inversa: sentirci contestare, peraltro legittimamente, di aver trattenuto una qualsiasi cifra appartenente ad un privato cittadino” (1).
L’affermazione dell’assessore all’Istruzione del Comune di Albisola Superiore e’ certamente politically correct, in riga e in tono, ma e’ comunque figlia della burocrazia. Meccanismo che genera burocrati che, pur nella versione 2014 quasi 2015 del nostro sistema amministrativo, sembrano usciti da un libro di Franz Kafka. Burocrati che quel che dicono lo sciorinano con una convinzione ed un “altruismo democratico” che, se non ci sofferma un po’ sul contesto in cui e’ pronunciata, puo’ anche sembrare una importante esternazione e sottolineatura a tutela dei cittadini, della trasparenza, dell’informazione. La burocrazia e i suoi mentori hanno una caratteristica di fondo: essere avulsi dalla realta’ e, di conseguenza, complicare la vita ai cittadini, a spese di questi ultimi e della pubblica comunita’ (sempre -quindi- a spese dei cittadini).
Quando si va a fare la spesa al supermercato, l’arrotondamento degli importi a vantaggio degli acquirenti, e’ all’ordine del giorno, perche’ costa di piu’ la gestione dei centesimi che non regalarli come sconto sulla spesa complessiva. Metodo, pero’, che sembra sconosciuto alla burocrazia e ai burocrati che -come nel nostro caso- non si rendono conto neanche di cio’ che dicono, poiche’ per loro cio’ che conta e’ dire e precisare come funziona la burocrazia, non porre attenzione se quest’ultima sia funzionale alla realta’ e -magari- far si’ che lo divenga con specifica delibera di semplificazione.
Cosa avrebbe, nella fattispecie, dovuto fare il Comune, visto che non ha deliberato per l’azzeramento di debiti/crediti a questi livelli? Semplicemente comunicare alla famiglia che il credito era di due centesimi, e non farglielo sapere nel momento in cui si sono recati allo sportello… e la famiglia avrebbe deciso da se’, e senza spese, se quell’importo meritava un viaggio in Comune. Poi, visto che il Comune non se ne era accorto prima, subito provvedere a mettere un po’ d’ordine nel metodo contabile, onde evitare il ripetersi di simili situazioni.
E’ pretendere troppo? No lo sappiamo, ma almeno ci saremmo risparmiati di -irriverentemente- “fare le bucce” a questi burocrati avvelenatori della nostra tranquillita’ civica e umana.

(1) agenzia stampa Ansa

Vincenzo Donvito, presidente Aduc