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L’Istat fotografa un paese devastato. Adiconsum chiede fondo per i sovraidebitati

Rapporto annuale sulla situazione del Paese Pietro Giordano, Adiconsum:
Purtroppo veritiero il Rapporto presentato dall’Istat.
I devastanti dati sull’impoverimento delle famiglie italiane confermano quelli in possesso del Fondo di prevenzione usura
gestito da 17 anni da Adiconsum e quelli su l crescente numero di pratiche di consumatori-debitori affidate alle società di recupero crediti
Istituire Fondi mutualistici realizzati con fondi non pubblici per i milioni di poveri

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Quello presentato dall’Istat sulla situazione del Paese – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum – è un Rapporto che non ci sorprende e che conferma i dati già in nostro possesso. Come quelli devastanti sull’impoverimento e sul sovraindebitamento delle famiglie di cui conosciamo l’entità perché da 17 anni gestiamo, su incarico del Ministero dell’Economia, il Fondo di prevenzione usura. Impoverimento e sovraindebitamento delle famiglie che trovano nella perdita del lavoro la principale causa, affiancata da alcuni anni anche dalla separazione, condizioni che, come rilevato anche dal Rapporto Istat, stanno determinando come conseguenza l’accorpamento di più nuclei familiari e il rientro dei figli adulti nella casa genitoriale.

Le difficoltà sopportate dalle famiglie dall’inizio della crisi trovano riscontro dal numero delle pratiche affidate alle società di recupero crediti, riguardanti l’86% del totale (dati Unirec). Di queste ben il 49% riguardano il macro-settore Utility/TLC, segno tangibile delle sofferenze sopportate dalle famiglie, impossibilitate ad onorare persino il pagamento delle utenze domestiche.

Adiconsum propone la creazione di Fondi mutualistici di intervento per i milioni di poveri da realizzare con soldi non pubblici – conclude Giordano – Inoltre chiediamo al Governo di agire in fretta per recuperare le risorse da immettere nel sistema Paese e far così ripartire l’economia eliminando gli innumerevoli ed enormi sprechi operati finora dalla Pubblica Amministrazione e di varare al più presto misure che creino le condizioni per la ripresa dell’occupazione e quindi del reddito disponibile e della conseguente ripresa dei consumi.

Riportiano un breve Vademecum per l’accesso al Fondo di prevenzione usura per le famiglie gestito da Adiconsum:
· Andate sul sito adiconsum.it alla pagina relativa al Fondo e scaricate il Modulo. IMPORTANTE: SCARICATE IL MODULO SOLO DAL SITO ADICONSUM
· telefonate allo 06 44170238, Lunedì e Venerdì dalle 10 alle 13, Mercoledì dalle 15 alle 17
· inviate una mail a: prevenzioneusura@adiconsum.it
· inviate un fax allo 06 44170230
· scrivete una lettera a: Adiconsum, Viale degli Ammiragli 91, 00136 Roma

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CASO DIAMANTI ecco i numeri e le banche coinvolte

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Complessivamente coinvolti 100.000 investitori c.a.

ADICONSUM sta tutelando circa 2500 investitori in tutta Italiaper un controvalore di 60 milioni di euro
21 febbraio 2019
BANCHE COINVOLTE:

UNICREDIT, INTESASANPAOLO, BANCA MPS, BANCOBPM, (queste sono anche tutte state sanzionate dall’Antitrust).

Poi a macchia di leopardo coinvolte anche qualche BCC, UBI e qualche altro istituto di cui però non abbiamo segnalazioni  particolari (non sono state sanzionate ne menzionate).

Unicredit, Intesa-Sanpaolo e Banca MPS di fatto dopo il reclamo hanno rimborsato e rimborsano attraverso un iter interno della durata da 1 a 3 mesi (siamo nell’ordine di poche migliaia di pratiche complessivamente)

Con il BancoBPM abbiamo un protocollo di conciliazione con tavoli in diverse provinc (ipotizziamo da 60/80.000 pratiche c.a.).

I territori maggiormente coinvolti sono soprattutto il Nord Est, l’Emilia, la Lombardia e la Liguria; poi abbiamo casi sporadici in Piemonte, Toscana e nel Lazio.

Nel Nord Est si caratterizzano per importi mediamente importanti che vanno dai 30/40 mila euro, ma anche con investimenti da 100/150 mila euro e punte da 200/300 mila euro.

In Lombardia la media degli importi è più bassa, siamo in media 20/25 mila euro, ma anche con punte di 150 mila e casi da 350 mila.

La Liguria ha medie anche più elevate del Nord Est.
Piemonte, Emilia e Toscana medie simili alla Lombardia.

La casistica va da: VIP(che non sono tutelati dalla nostra associazione), pensionati (con investimenti molto variegati), lavoratori autonomi (parrucchiere, idraulici ecc), lavoratori dipendenti.

Si segnalano casi di investitori che nemmeno avevano il deposito titoli, ma solo il conto corrente a cui è chiesto di investire in diamanti magari la propria liquidazione in quanto la fabbrica aveva chiuso i battenti.
 Per ogni riferimento, assistenza e supporto è disponibile il Coordinatore del Credito e Finanza Nazionale di ADICONSUM Carlo Piarulli e.mail: carlo.piarulli@adiconsum.it – telefono: 329 5922457- www.adiconsum.it

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Truffa Diamanti, ecco come far valere i propri diritti entro l’8 marzo

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Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui

Comunicato stampa 
TRUFFA SU DIAMANTI Adiconsum:
Stiamo proseguendo gli incontri con le banche per i rimborsi ai risparmiatori
Sedi territoriali Adiconsum a disposizione per presentare la domanda
al Curatore fallimentare della società di investimento IDB
entro l’8 marzo p.v.
  20 febbraio 2019 – In merito alle ultime notizie di stampa sulla vicenda degli investimenti in diamanti, Adiconsum sottolinea come stiano proseguendo i risarcimenti al 100% ai consumatori da parte di Unicredit, Monte dei Paschi di Siena ed Intesa Sanpaolo.

Relativamente all’inchiesta in corso, per quanto riguarda il tavolo di conciliazione sottoscritto con il Banco Popolare lo scorso luglio, Adiconsum dichiara di aver avuto conferma, da parte dell’istituto, del prosieguo degli incontri già calendarizzati.

Inoltre, a seguito del fallimento di una delle società di investimento, la IDB di Milano, Adiconsum sta invitando i consumatori a contattare le proprie sedi territoriali per richiedere assistenza nella compilazione ed invio della domanda al Curatore fallimentare, da presentare entro l’8 marzo.

Ci auguriamo che quanto accaduto a danno dei risparmiatori non si ripeta. È nostra intenzione interagire con gli organismi competenti per vigilare e, soprattutto, prevenire situazioni del genere.
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Così la lobby delle banche cerca di rinviare la trasparenza

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Carlo DE MASI, Presidente di Adiconsum nazionale:
Basta rinvii! I consumatori hanno diritto di conoscere i costi sostenuti per i servizi di investimento offerti da banche/intermediari finanziari
come sancito dalla MIFID 2 


Adiconsum scrive al Ministero dell’Economia e delle Finanze
12 febbraio 2019 – La trasparenza, declinata in tutte le sue varie forme, sia che si riferisca ai costi, alle tariffe, ai prezzi, ai contratti, è un diritto del consumatore. Senza trasparenza non ha senso parlare di tutela del consumatore. 

Per quanto riguarda la trasparenza dei costi dei servizi di investimento ci troviamo di fronte ad un paradosso – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – Infatti, nonostante la Direttiva europea Mifid 2 ne renda obbligatoria la comunicazione ai consumatori-investitori, nel nostro Paese, essa non è ancora operativa.

Dopo un primo rinvio richiesto dalle Associazioni bancarie e dagli intermediari dal 1° gennaio 2017 al 3 gennaio 2018 – prosegue Danilo Galvagni, Vicepresidente Adiconsum –apprendiamo che, in un documento datato 30 gennaio 2019, le principali Associazioni degli intermediari italiani  hanno previsto il rilascio di tali informazioni “nel corso del 2019”, dilazionando ulteriormente i tempi di godimento di quello che è un diritto dei consumatori, sancito dalla Commissione europea.

Adiconsum considera il diritto del consumatore alla trasparenza una tutela irrinunciabile e non dilazionabile del consumatore.

Per questo – conclude De Masi – riteniamo che il Governo debba intervenire per evitare ulteriori rinvii nell’applicazione di un diritto fondamentale dei consumatori e per non generare squilibri nel mercato.

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