Fonte: banca

Il sistema bancario è solido… tranne qualche eccezione da curare. Cura che consiste nel togliere danari da chi li ha (sia esso risparmiatore che ha depositato i suoi risparmi in poste o in altra banca, sia esso contribuente) per darli a chi li ha dilapidati.  Questo è il ritornello che da qualche anno ci sentiamo ripetere dalle nostre autorità. Sembra incredibile ma questa è la sostanza.

Però ormai da anni assistiamo alla caduta delle banche come mai prima era accaduto in Italia. Quelle che rimangono -e che sarebbero solide- devono registrare “correzioni” nel valore delle loro azioni dell’ordine del 90%. Sono tutti scemi gli investitori speculatori che vendono azioni di aziende solide per pochi spiccioli? E se vendono vuole dire che attendono nuovi ulteriori ribassi…

L’informazione deve essere corretta e completa ma se chi la fa insiste con parametri sballati finisce con il raccontare realtà che non vi sono. Se si continua a calcolare la solidità del sistema bancario e delle singole banche sulla base di quello che hanno e non su quello che rendono si commette un errore formidabile! Se poi si sottace che i debitori verso quelle banche che oggi sono ritenuti solvibili non lo saranno più nei prossimi mesi perché il sistema economico non produce crescita ma una stagnazione senza nessuna probabilità di fine, non si fa che rimandare ai prossimi anni una ulteriore correzione … infine si dimentica che i proventi maggiori  delle banche nel recente passato venivano trovati nei rendimenti dei titoli di stato che oggi non vi sono più. Al posto di cimentarsi nell’economia e prestare soldi ad imprese che avrebbero pagato loro interessi sempre più lauti al crescere del proprio business, il “management” generosamente pagato dai consigli di amministrazione ha preferito mettere il proprio cervello in naftalina e divenire dipendente dello stato. Così oggi, per salvare le casse statali, si deve buttare a mare il sistema delle banche; sistema delle banche che ormai è inadatto a cercare e trovare mutuatari solvibili. Mutuatari peraltro decimati dalla politica del rigore a sua volta intesa a salvare i conti dello stato……..

Quindi la colpa è sempre e solo della politica, la stessa che oggi ci dice che è tutto solido contro ogni evidenza e facendo finta che le sofferenze (quelle vere) dei risparmiatori siano sciocchezze che non serve neanche citare.

La verità è esattamente l’inverso: la ricchezza la creano i piccoli, quelli che non hanno santi in paradiso, quelli che forniscono il risparmio necessario a tonificare i conti patrimoniali delle banche e gli interessi che servono ad accrescere gli utili delle stesse. I piccoli poi sono gli stessi che pagano le tasse per mantenere in piedi lo stato e a soddisfare gli appetiti dei suoi impiegati.

ALTRO NON ESISTE. Se si tradisce il piccolo risparmiatore mettendo le mani sui suoi risparmi, dopo avere depredato tutto il suo reddito,  salta tutto. Il resto è chiacchiericcio.

Canio Trione

c.trione@corrierenazionale.net