Era stata salutata come una grande opportunità per il rilancio dell’economia: un’occasione per far slittare di tre anni i mutui e i finanziamenti senza costi aggiuntivi. E invece l’attesa ha smontato tutte le aspettative. L’articolo 1 comma n. 246 della Legge di Stabilità n. 190 del 2014 ha introdotto la possibilità per imprese e consumatori di sospendere i debiti mediante una semplice istanza. Dopo anni in cui i governi permettevano che gli istituti di credito cambiassero liberamente le condizioni , questa norma era sembrata una vera rivoluzione per risollevare i consumi data la situazione stagnante che vive il Paese sul piano dell’economia sociale.

Ma la legge, nonostante sia già in vigore, non ha trovato piena esecutività perché i ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Economia non hanno ancora concordato le modalità attuative insieme a banche, associazioni dei consumatori e imprese. Per il momento ai ministeri si è sostituita l’Abi (associazione banche italiane) che ha messo in piedi un tavolo con le imprese e uno con i consumatori per rivedere al ribasso i criteri della legge. In particolare l’Associazione dei bancari vuole introdurre il limite di sospensione a 12 mesi e definire una platea di destinatari.

“Questi criteri sono troppo stretti. Se fossero imposti ridurrebbero enormemente l’effetto di rilancio dei consumi”, commenta Ivano Giacomelli Segretario Nazionale CODICI. “CODICI ha mandato nella giornata di ieri una lettera indirizzata al governo affinché convochi immediatamente un tavolo istituzionale così come previsto dalla legge per dare esecutività”. Già da oggi – va detto – chiunque può recarsi in banca o presso la finanziaria con cui ha un debito per sospendere il pagamento. Nel caso in cui vengano sollevate opposizioni, preghiamo i consumatori e le imprese di rivolgersi allo sportello di CODICI (tel. 065571996 segreteria.sportello@codici.org).