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Salute

L’ora legale, pare che generi depressione e stanchezza

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Ora legale, in arrivo il lunedì più “nero” dell’anno: stanchezza in agguato e più attenzione al buon riposo
«La settimana dopo il cambio dell’ora registriamo un aumento del 30% di richieste» afferma Astro Italia, realtà specializzata in sistemi per il riposo

Lunedì non è mai una giornata facile. Ma il primo lunedì dopo l’entrata in vigore dell’ora legale è uno dei più difficili dell’anno: la sveglia suona un’ora prima del solito e non si è ancora potuto beneficiare dell’effetto positivo dovuto a un’ora di luce in più alla sera. Una delle conseguenze è che, in questi giorni, la gente presta più attenzione alla qualità del riposo. «Dormendo un’ora meno, è necessario trarre il maggior beneficio possibile dalle ore di sonno. La gente presta quindi più attenzione al supporto su cui riposa: l’anno scorso abbiamo registrato, in corrispondenza con il passaggio all’ora legale, un picco di richieste da parte dei clienti alla ricerca di un supporto più adeguato su cui riposare» afferma Luigi Innocenti, titolare e direttore marketing di Astro Italia, realtà specializzata in sistemi per il riposo.
«Negli Stati Uniti, dove il cambio dell’ora è già avvenuto da qualche settimana, il primo lunedì è stato davvero “nero” per gli americani – aggiunge Innocenti –
La società Data Science ha evidenziato, analizzando gli status postati su Facebook, che il primo lunedì di ora legale la percentuale di americani che dichiarava di sentirsi stanca era del 25% più alta del solito. Possiamo confermare questa tendenza anche in Italia: siamo una società che opera con la vendita diretta e contattiamo i clienti con stand nei centri commerciali dove la gente può provare, in privacy e relax, i nostri materassi e cuscini. Dati alla mano, lo scorso anno abbiamo avuto un più 30% di richieste di informazioni da parte dei clienti nella settimana successiva all’entrata in vigore dell’ora legale».
Dormire su un materasso adeguato consente di trarre il meglio dalle ore di sonno: «Più che la quantità del sonno, conta la qualità: riposare su un buon supporto evita di risvegliarsi durante la notte per cambiare posizione, interrompendo così il ciclo del sonno, che è vitale per stare bene. Per questo noi realizziamo prodotti sartoriali: ogni materasso è fatto su misura, tenendo conto del peso e dell’altezza della persona ma anche delle sue preferenze in quanto a feeling (duro, morbido, medio). Il risultato è un miglioramento della qualità del riposo» conclude Innocenti.

Codacons chiede l’eliminazione

Eliminare l’ora solare e far valere quella legale tutto l’anno. E’ la proposta che oggi il Codacons ribadisce alla vigilia del ritorno all’ora legale fissato per la notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo. Secondo alcuni studiosi americani – spiega l’associazione – lo sfasamento di un’ora determina, in un bambino su due, disturbi del sonno. E risintonizzare i ritmi biologici determina un disagio per l’organismo, anche negli individui adulti.
In base ad una ricerca effettuata dal Codacons, l’iniziativa sarebbe condivisa dall’80% degli italiani, stufi dei continui cambi tra ora solare e ora legale. “In tal modo – sostiene il Codacons – si avrebbe il vantaggio di recuperare l’ora di luce anche in inverno, senza subire però il costo economico e il disagio legato all’aggiustamento dell’orario: aggiornamenti sistemi informatici, orari dei treni, termostati temporizzati, dvd, agende elettroniche, radiosveglie, orologi nelle auto, problemi nelle transazioni finanziarie, ecc.. Inoltre nel risparmio vanno conteggiati tutti i costi relativi ai problemi di insonnia e sonnolenza che incidono pesantemente sulla produttività nella prima settimana lavorativa successiva al cambio. Ricordiamo che in farmacia, a seguito del cambio ora solare/ora legale, aumentano anche le vendite di prodotti contro il jetlag”.

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Salute

Latte in povere contaminato, Codacons chiede chiarezza la ministero

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Le rassicurazioni del Ministero della salute circa il fatto che in Italia non sia stato commercializzato latte in polvere contaminato da salmonella non ci convincono, e le dichiarazioni del dicastero ci appaiono del tutto inaffidabili. Lo afferma il Codacons in merito allo scandalo Lactalis e alla nota diramata dal Ministero della salute secondo cui non vi sarebbero lotti incriminati spediti verso il nostro Paese.

Già lo scorso agosto, in pieno allarme Fipronil, il Ministero si affrettò a rassicurare i cittadini affermando che “non risultano distribuiti al consumo uova o derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil sul territorio nazionale”. Peccato che appena poche ore dopo questo annuncio l’Unione Europea smentì il Ministro Lorenzin inserendo l’Italia nella lista dei paesi che avevano ricevuto uova dalle aziende coinvolte nello scandalo Fipronil, e una serie di sequestri compiuti nel nostro paese accertò la presenza di ingenti quantitativi di uova contaminate.

“Considerati i gravi precedenti, le dichiarazioni del Ministero non appaiono sufficienti a rassicurare i consumatori italiani – spiega il presidente Carlo Rienzi – Per questo chiediamo alle autorità europee di svolgere controlli serrati e diramare una nota ufficiale per escludere l’Italia dai paesi che hanno ricevuto lotti di latte in polvere contaminato da salmonella”.

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Salute

Malasanità, 400 i morti imputati ad errori personali e carenze strutturali

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Sono anni che Codici lotta al fianco dei consumatori contro la malasanità e, purtroppo, questa “battaglia” sembra ancora davvero troppo lontana dall’essere vinta. Come riportato infatti dal “Termometro della salute” di Eurispes ed Empam, sotto l’egida dell’Osservatorio su Salute, Previdenza e Legalità, sono diversi i dati riguardanti il nostro Paese a generare preoccupazione.

L’Italia continua a spendere meno della media europea per mantenere il proprio sistema sanitario (14,1% del proprio Pil), che continua ad essere danneggiato da precariato, insufficienza degli organici, ed invecchiamento del personale sanitario. Basti pensare che entro il 2023 si prevede il pensionamento di quasi 22mila medici, che saranno sostituiti da non più di 6mila nuovi ingressi.

Le cifre più sconcertanti sono però, ancora una volta, quelle che riguardano la malasanità: i dati presentati dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sugli errori in campo sanitario parlano di 570 denunce rilevate in 4 anni (più precisamente dall’aprile 2009 al dicembre 2012). Un numero spaventoso, reso ancora più grave dal fatto che fra queste, 400 sono relative a casi che hanno portato alla morte del paziente, o per disfunzioni/carenze strutturali, o per errore imputato al personale medico e/o sanitario.

Oltre la metà dei decessi di cui sopra (precisamente 232, ovvero il 58%) si è verificata in regioni del Sud ed Isole: Molise, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna e Basilicata. Un dato che evidenzia quanto siano gravi le discrepanze territoriali rispetto ad un Nord che presenta molte meno criticità. Su 570 casi di presunti errori monitorati, 117 si sono verificati in Sicilia e 107 in Campania.

Un altro aspetto particolarmente degno di attenzione è quello relativo all’evasione fiscale, soprattutto se riferita ad esenzioni indebite del pagamento del ticket: a tal proposito solo nel 2016 quasi 900 soggetti hanno beneficiato di prestazioni farmaceutiche tramite false autocertificazioni, evitando di pagare più di 800mila euro. Oltre la metà delle esenzioni di cui sopra si concentra in appena cinque regioni: al primo posto il Veneto (123), seguito da Calabria (101), Puglia (100), Lazio (91) e Piemonte (87).

Stiamo parlando di azioni che non solo sono inaccettabili, ma che sono semplicemente criminali.

Se avete dei reclami da fare non esitate a ricorrere a Codici: l’Associazione vi metterà a disposizione avvocati con esperienza consolidata, fornendovi servizi specializzati a costi accessibili, abbattendo i tempi di risoluzione ed aumentando sensibilmente le vostre possibilità di vittoria.

Per ulteriori informazioni o richiedere come potersi iscrivere all’Associazione, si può contattare lo sportello legale al numero 06.5571996, scrivere una mail all’indirizzo segreteria.sportello@codici.org, oppure recarsi presso la sede di Roma di Via Giuseppe Belluzzo, 1 (00149), aperta tutti i giorni dalle ore 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00.

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Salute

Ambiente, le soluzioni tecnologiche al disastro

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Fonte: visionari.org

STORMO DI DRONI

Come la stampa 3D si è messa al servizio della medicina, i droni sono diventati uno strumento utilissimo per la salvaguardia dell’ambiente e delle creature viventi.

In Africa, un drone aiuta i ricercatori a monitorare le popolazioni animali, compito che da sempre è svolto manualmente in spedizioni aeree o fotografiche. Il drone cattura filmati, un sistema di apprendimento automatico conta i diversi tipi di animali, e volontari umani aiutano a formare l’algoritmo verificando le rilevazioni. Una protezione per le specie a rischio, più veloce, più economica, più facile e più precisa.

E nel Bengaluru, i ricercatori dell’Istituto Indiano di Scienza stanno combattendo la deforestazione con droni dotati di videocamera che rilasciano semi in aree che altrimenti non sarebbero in grado di esplorare. Il loro obiettivo è quello di seminare ben 10.000 ettari nella sola regione.

AUTO VERDI E RIDUZIONE DELLA CO2

Prima Volvo, poi la Francia, l’Inghilterra e la Germania. Le grandi dell’automotive e gli stati Europei — ma non solo — hanno annunciato l’intenzione di abbandonare l’energia fossile in favore delle rinnovabili, in un’ottica di attenuazione dell’impatto sul pianeta.

Nel frattempo, opere di ingegneria climatica elaborano strategie per riparare ai danni: è di Climeworks l’installazione per risucchiare CO2 dall’aria ed immagazzinarla per produzioni energetiche, e di Harvard lo studio che vuole capire come attenuare il flusso di calore che dal Sole entra nell’atmosfera.

OCEANO DI PLASTICA

La piaga del materiale plastico nell’oceano è tanto importante da mobilitare svariati intenti in tutto il mondo. Impressionanti le immagini di un’isola del Pacifico completamente ricoperta da rifiuti plastici. Fortunatamente, quest’anno sono emerse possibili soluzioni al problema: una biologa italiana ha scoperto bruchi in grado di decomporre a velocità impressionante la plasticauna nave da ricerca all’avanguardia è stata sviluppata in Norvegia per lo studio e la prevenzione dei mari, e l’ambizioso progetto The Ocean Cleanup ha svelato al mondo i primi prototipi per attuare la pulizia delle acque oceaniche.


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