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Luce e gas: nel 2018 la comparazione online accorcia i tempi per cambiare gestore di energia

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Qual è il rapporto tra gli italiani e i comparatori di tariffe? La famiglia-tipo punta sul confronto prezzi soprattutto per risparmiare su internet di casa, Adsl o fibra ottica. Ma si tende a passare subito all’acquisto in primis quando si scovano tariffe su misura per la luce o il gas, sottoscrivendo subito in rete un nuovo contratto di energia. L’ultimo studio di SosTariffe.it ha analizzato il tasso di attivazione a seguito delle ricerche effettuate con i propri servizi di comparazione più usati

Chi si avvale di uno strumento di comparazione prezzi come SosTariffe.it lo fa nella maggior parte dei casi per individuare la tariffa più conveniente a navigare su internet da casa. Ma c’è anche chi vuole fare economia sull’Rc auto e utenze domestiche. Tra i tre settori considerati, tuttavia, è proprio quest’ultimo che induce di più il consumatore all’acquisto immediato online. A stimare il rapporto tra ricerche e tasso di attivazioni generate dall’uso di un comparatore, è l’ultima indagine SosTariffe.it, che ha passato in rassegna l’attività dei propri utenti negli ultimi due anni, in relazione a tre tra i propri servizi di comparazione più gettonati.

Si cerca il risparmio sull’internet a casa, ma alla fine si attiva il contratto luce o gas

Lo studio ha rilevato, dunque, che tra i tre principali servizi di comparazione offerti da SosTariffe.it, quello che suscita maggiore interesse degli utenti è il confronto dei prezzi per l’internet domestico, sia ADSL che fibra ottica. Ma nell’arco degli ultimi due anni (2017-2018) le ricerche su questo tema sono cresciute, ma è in diminuzione la corrispondente vendita online. In rampa di lancio invece le indagini relative all’energia. Nel complesso, dunque, nonostante l’internet per rete fissa sia il servizio di comparazione più utilizzato, luce e gas sono il comparto con il miglior rapporto richieste/acquisto. Quindi chi cerca online prezzi bassi per la luce o il gas poi passa davvero ai fatti sottoscrivendo in rete un nuovo contratto di energia.

Nel 2017 la connessione domestica in cima ai servizi più richiesti e attivati

Tra i tre servizi di comparazione online presi in esame dallo studio, ovvero utenze luce e gas, Rc auto e internet da rete fissa, è quest’ultimo in assoluto, il più ‘attrattivo’ per gli utenti SosTariffe.it. Nel 2017, ad esempio, chi ha utilizzato il comparatore ha ricercato in prevalenza offerte per la linea internet domestica (circa il 71,17% delle ricerche). Le indagini si sono tradotte in un numero consistente di attivazioni (pari al 78,82%). Al secondo posto, dopo la connessione di casa, ci sono le assicurazioni. Sempre nel corso del 2017, chi ha confrontato i prezzi su web voleva risparmiare sull’ RC auto (20,37%). Nella metà dei casi (10,47%) si è anche deciso ad attivare il servizio dopo aver scoperto la tariffa più conveniente. Le bollette di luce e gas occupano soltanto il terzo posto nelle preoccupazioni di risparmio degli italiani. Nel corso del 2017, sono molti meno (circa l’ 8,45%) coloro che si sono messi a caccia di tariffe economiche di energia e gas, spesso procedendo all’attivazione (10,70%).

Nel 2018 internet di casa sempre al top delle ricerche, ma cresce l’RC auto

Anche facendo riferimento al 2018, la tendenza è rimasta grossomodo la stessa: le offerte per la connessione internet di casa restano in media le più ricercate sul comparatore (circa il 63,55%), e le più attivate (69,23%), anche se si registra una lieve flessione rispetto all’anno prima. A seguire sempre il ramo assicurativo, che denota una lieve crescita, con una percentuale di ricerche sui comparatori appena più elevata (27,97%) e di conseguenza attivazioni in crescita (pari al 14,32%). Le bollette restano all’ultimo posto con un lieve aumento delle ricerche di tariffe energia e gas (8,49%) e dei servizi effettivamente attivati in seguito alla comparazione (16,44%).

Comparare online aiuta davvero a risparmiare: per luce e gas attivazioni in aumento

Tirando le somme, tra il 2017 e il 2018 il servizio che ha subito una impennata nelle ricerche online sono le assicurazioni (con una percentuale del 70,41% in più) mentre le tariffe relative a luce e gas hanno visto un incremento solo minimo (24,62% in più) e in percentuale è ancora inferiore l’aumento per l’internet di casa (10,83% in più). Nel biennio considerato, si registra un picco di attivazioni in corrispondenza delle bollette luce e gas (circa il 63,79% in più). Tende a passare ai fatti anche chi cerca un’assicurazione conveniente (circa il 45,83% in più) mentre, chi mentre si registra un netto calo di coloro che pur avendo individuato una tariffa conveniente di internet per casa poi passa a stipulare il contratto (-6, 35%).

Luce e gas: chi cerca prezzi taglia – bolletta, poi passa davvero all’acquisto

L’uso del comparatore per individuare il prezzo più basso non necessariamente si traduce nell’attivazione online della tariffa individuata come più conveniente. Né è dimostrazione il comparto assicurativo: nel 2017 infatti, solo il 4,61% delle ricerche sul comparatore hanno generato l’acquisto di una tariffa assicurativa. Percentuale che cala addirittura al 3,95% nel 2018. Anche le ricerche di prezzi bassi per internet domestico non si traducono sempre in acquisti. Se nel 2017 è accaduto nel 9,94% dei casi, la percentuale è calata all’8,40% nel 2018. Viceversa si dimostra davvero interessato all’acquisto, e passa ai fatti, l’utente di SosTariffe.it che è a caccia di prezzi bassi per le bollette. Le ricerche sul comparatore di tariffe energia e gas, infatti, nel 2017 hanno portato all’attivazione nel 11,36% dei casi e nel 2018 nel 14,93% dei casi. Dunque il rapporto richieste/attivazioni rileva un incremento soprattutto per il settore energia e gas.Per ricercare i prezzi più bassi per le nostre esigenze di consumo, qualsiasi sia il nostro profilo di spesa e tentare di alleggerire il nostro bilancio mensile, è possibile utilizzare il comparatore di SosTariffe.it, grazie al quale sono stati rilevati alcuni dati di questa indagine:https://www.sostariffe.it/

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Calcio 2018/19, sanzioni per 7 milioni di euro a SKY per pubblicità ingannevole e pratica aggressiva

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COMUNICATO STAMPA


L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l’istruttoria avviata nei confronti di SKY Italia, accertando due violazioni del Codice del Consumo e irrogando alla società sanzioni per complessivi 7 milioni di euro.

L’Autorità ha rilevato che SKY non ha fornito informazioni chiare e immediate sul contenuto del pacchetto Calcio per la stagione 2018/19, lasciando intendere ai potenziali nuovi clienti che tale pacchetto fosse comprensivo di tutte le partite del campionato di serie A come nel triennio precedente.

Il consumatore appassionato di calcio, pertanto, in assenza di informazioni che veicolassero immediatamente e con la dovuta rilevanza i contenuti dell’offerta e in particolare le limitazioni sul numero di partite disponibili (7 su 10 per ciascuna giornata di campionato), sarebbe potuto facilmente incorrere nell’errore di ritenere compreso nel pacchetto SKY Calcio l’intero campionato di calcio di serie A, assumendo così una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso, ossia l’attivazione dell’abbonamento a tale servizio per la stagione calcistica 2018/19.

L’Autorità ha inoltre accertato che SKY ha attuato una pratica aggressiva in quanto ha esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei clienti abbonati al pacchetto SKY Calcio, i quali, a fronte di una rilevante ridefinizione dei suoi contenuti (riduzione del 30% delle partite di serie A e cancellazione dell’intero torneo di serie B) non sono stati posti nella condizione di poter assumere liberamente una decisione in merito al mantenimento o meno del pacchetto. Gli abbonati a tale servizio sono stati costretti a scegliere tra due possibilità, entrambe svantaggiose, ossia la prosecuzione degli addebiti, tra l’altro in misura invariata, nonostante il contenuto diverso e ridotto del pacchetto rispetto a quello originariamente scelto, oppure il recesso dal contratto a titolo oneroso, con il pagamento di penali e/o la perdita di sconti e promozioni connessi alle offerte con vincolo di durata minima.

Roma, 18 febbraio 2019

www.agcm.it

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Accordo Eni e RenOils per incrementare la raccolta degli oli alimentari usati e di frittura

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L’accordo prevede anche la realizzazione di campagne di informazione ed
educazione ambientale per raccontare i vantaggi dell’utilizzo di oli esausti per la produzione di carburanti alternativi a quelli fossili

Roma, 14 febbraio 2019 – Eni e RenOils, Consorzio nazionale degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti, costituito nel 2016 con lo scopo di assicurare la corretta gestione della raccolta, del trasporto, dello stoccaggio, del trattamento e il riutilizzo degli oli vegetali e dei grassi animali esausti, hanno sottoscritto oggi un accordo di collaborazione volto a favorire il recupero degli oli vegetali esausti.
Eni, che attualmente utilizza circa il 50% degli oli alimentari usati disponibili in Italia, grazie anche alle aziende di rigenerazione aderenti a RenOils amplierà la possibilità di impiegare questi rifiuti per produrre biocarburante di alta qualità nella bioraffineria di Venezia, a Porto
Marghera, e a breve anche a Gela.
La lettera di intenti, sottoscritta oggi da Giuseppe Ricci, Chief Refining & Marketing Officer di Eni, e dal Presidente di RenOils Ennio Fano, prevede anche la realizzazione di campagne di informazione ed educazione ambientale per raccontare i vantaggi dell’utilizzo di oli esausti
per la produzione di carburanti alternativi a quelli fossili e di progetti di sensibilizzazione delle associazioni di categoria, dei consumatori e ambientaliste.
L’obiettivo è incrementare la raccolta e il corretto conferimento: oggi gli oli esausti prodotti a livello domestico sono quasi interamente dispersi. Nel 2018 sono state raccolte circa 75.000 tonnellate di olio alimentare di scarto, quasi esclusivamente prodotte dal settore della ristorazione e dell’industria, che rappresentano solo il 25% dell’olio prodotto in Italia, che ammonta a circa 280.000 tonnellate all’anno.
La maggior parte della produzione avviene quindi nelle case, e lo smaltimento avviene per lo più negli scarichi perché la maggior parte dei cittadini non sa che eliminare gli oli di frittura attraverso la rete fognaria può comportare gravi conseguenze ambientali. Oltre a intasare il sistema di scarico domestico e delle reti fognarie con incremento dei costi di manutenzione, lo smaltimento attraverso la rete fognaria pregiudica il corretto funzionamento dei depuratori, aumentando i costi di depurazione. Un litro di olio genera fino a 4 kg di fanghi di depurazione che dovranno poi essere gestiti come rifiuto, può giungere alle falde e rendere l’acqua non
potabile e crea inquinamento delle acque superficiali, cioè laghi, fiumi e mare con danni all’ecosistema, alla flora e alla fauna. Se disperso in acqua forma un “velo” che impedisce ai raggi solari di penetrare, causando ingenti danni all’ambiente.
RenOils ha l’obiettivo di contribuire in modo efficiente e partecipato alla gestione del sistema del riciclo degli oli esausti in Italia, incrementandone la raccolta. A oggi, sono 254 le associazioni e le imprese della filiera associate, a partire dai produttori di olio per uso alimentare, ai riciclatori e ai recuperatori del rifiuto. Il Consorzio agisce in mutualità per il conseguimento degli obiettivi ambientali che il Ministero dell’Ambiente (dal quale ha ottenuto il riconoscimento nel 2018) ha fissato per il settore. RenOils ha realizzato, in collaborazione l’Università di Roma Tor Vergata, il primo sistema di monitoraggio del comparto degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti (R_O_S) che opera su base geografica ed è fruibili all’interno di una piattaforma web. Questo tracciamento è di fondamentale importanza ai fini dell’accordo con Eni per l’impiego degli oli vegetali esausti per la produzione di biocarburante.
L’accordo siglato oggi è un ennesimo tassello delle iniziative di Eni finalizzate a mettere in atto un circuito virtuoso di “economia circolare” per la raccolta di materie di scarto che vengono, una volta purificate e rigenerate, trasformate in biocarburanti di alta qualità presso strutture industriali nazionali, dando piena valorizzazione a una risorsa energetica nazionale.

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Diamanti investiti tramite IDB: invia il Modulo entro l’8 marzo

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8 Febbraio 2019

Torniamo a parlare di diamanti da investimento, un tema che da molto tempo ha causato non pochi problemi ai risparmiatori, soprattutto se consideriamo che, negli ultimi anni, alcuni professionisti del settore, tra cui Intermarket Diamond Business (IDB), sono stati sanzionati dall’Antitrust per aver fornito informazioni poco trasparenti e ingannevoli sull’effettivo mercato di questo bene-investimento.

Pochi giorni fa, Intermarket Diamond Business è fallita e risparmiatori si sono giustamente preoccupati per i propri soldi.

Se hai investito in diamanti tramite IDB, puoi recuperare le tue pietre preziose: infatti, come ha spiegato il Curatore fallimentare, i diamanti dei consumatori non saranno registrati tra i beni sequestrati e quindi potranno essere recuperati ai sensi dell’art 87-bis Legge Fallimentare.

Cosa fare per recuperare le pietre?

È necessario contattare il Curatore fallimentare utilizzando l’apposita casella PEC di riferimento f41.2019milano@pecfallimenti.it e allegare la seguente documentazione:

  • Modulo di richiesta compilato
  • Copia del contratto di acquisto
  • Copia del codice identificativo della pietra
  • Copia del contratto di deposito.

Attenzione: I documenti dovranno essere in formato pdf e ognuno in uno specifico allegato.

Es. Allegato modulo.pdf / Allegato contratto.pdf / Allegato codice.pdf /Allegato contratto.pdf

Entro quando?

  • L’ultima data utile per l’invio del Modulo di richiesta è: Venerdì 8 marzo.

IMPORTANTE: Se non hai una casella PEC o hai bisogno di assistenza, rivolgiti alle sedi territoriali Adiconsum e fai valere i tuoi diritti.

#FacciamoCrescereTutele

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