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Ludopatia, vince 100mila lire ma perde 200mila€. Adoc denuncia i monopoli

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Ludopatia: Adoc Umbria cita in giudizio i Monopoli di Stato per induzione al gioco d’azzardo, chiesto risarcimento danni per assistito

Roma, 7 marzo 2014 – “Abbiamo citato in giudizio, tramite la sede umbra dell’Adoc, i Monopoli di Stato per induzione al gioco d’azzardo, chiedendo il risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali patiti dal nostro assistito. È la prima causa del genere in Italia, ed è solo l’inizio” afferma Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc. La denuncia è stata presentata al tribunale di Roma da Angelo Garofalo, Presidente di Adoc Umbria.

“La nostra denuncia – dichiara Garogalo – fa riferimento alla vicenda di un giocatore umbro, che ha iniziato a giocare alla fine degli anni ’90. La sua sfortuna è stata vincere 100mila lire: da lì non ha più smesso, e dal gratta e vinci è passato alle slot, arrivando ad accumulare debiti per 200mila euro. La sua storia è solo un esempio del falso messaggio contenuto nelle pubblicità sul gioco: ‘miliardario subito’, ‘gratta e vinci’, ‘turista per sempre’, sono tutti slogan che prospettano – illusoriamente – vincite facili, mentre le percentuali di vincita in realtà sono prossime allo zero. Meglio sarebbe se scrivessero ‘gratta e forse vinci'”.

Al centro delle contestazioni dell’Adoc c’è poi la dicitura ‘il gioco può creare dipendenza’, inserita in tutte le pubblicità solo nel settembre 2012, con il decreto Balduzzi. “Una frase inutile, scritta in piccolo e nel retro dei tagliandi”, contesta Garofalo. “Prima non c’era; poi, evidentemente, si sono accorti del pericolo, e hanno pensato di mettersi al sicuro da qualsiasi causa introducendo questo cavillo, che non copre la ‘posizione’ di quanti hanno giocato prima del settembre 2012”.

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Scuole. Il 15 marzo sciopero Globale per il clima

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Fridays for Future: Federconsumatori aderisce alle iniziative per garantire un futuro al pianeta e promuovere lo sviluppo sostenibile.

La Federconsumatori, da sempre impegnata nella difesa dell’ambiente e nello sviluppo della cultura delle sostenibilità aderisce con convinzione al movimento Fridays for Future.

Una battaglia nata dal coraggio e dalla determinazione di Greta Thunberg, che ha coinvolto giovani studenti in tutto il mondo con l’obiettivo di fermare il cambiamento climatico e garantire un futuro al nostro pianeta.

In tal senso sosterremo lo sciopero globale promosso dagli studenti “School Strike 4 Climate” indetto il 15 marzo per rivendicare il proprio diritto alla giustizia climatica.

L’adesione a tale iniziativa si inquadra in uno scenario più vasto in cui la Federconsumatori è impegnata a promuovere lo sviluppo sostenibile e l’efficienza energetica, nonché a rivendicare un maggiore impegno dei governi per il clima e la tutela ambientale, specialmente alla luce dei dati allarmanti provenienti dai principali osservatori sul clima.

Gli impegni assunti a livello internazionale sono degli obiettivi fondamentali da cui partire, fissando sempre più in alto i limiti alle emissioni di gas a effetto serra e l’incremento della quota di energia soddisfatta da fonti rinnovabili.

Non è solo un problema di ordine economico o geopolitico, ma si tratta di una vera e propria questione di giustizia sociale, che investe le condizioni di vita delle nuove generazioni. Per garantire a loro un futuro è necessario agire con responsabilità oggi: il primo passo è prendere parte alle iniziative che ogni venerdì si stanno diffondendo anche nelle piazze italiane.

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Dis-Servizio sanitario. I cassaintegrati i più colpiti socialmente. 70% dei cittadini rinuncia ai farmaci.

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Mercoledì 6 febbraio 2019 – ore 13.00
XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati

guarda il video dell’audizione:

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CONTRACCETTIVO A RISCHIO: CODACONS PRESENTA ESPOSTO IN PROCURA

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Un contraccettivo permanente dagli effetti collaterali pericolosi al punto da portare il Ministero della salute a disporne il richiamo su tutto il territorio nazionale. E’ il caso del contraccettivo “Essure”, prodotto dalla Conceptus Inc., un’azienda sussidiaria della Bayer, finito nel mirino del Codacons che lancia oggi una azione collettiva in favore di tutte le donne che hanno scelto di impiantare il prodotto in questione.

Nel periodo di tempo in cui è stato sul mercato, Essure sarebbe stato impiantato a circa 7000 donne italiane, in alternativa all’operazione chirurgica quale metodo contraccettivo permanente ed irreversibile – spiega il Codacons – Dal momento dell’immissione in commercio, tuttavia, moltissime donne hanno lamentato gravi effetti collaterali seguiti all’impianto, dalla perforazione delle tube di Falloppio e dell’utero alle emorragie e gravidanze indesiderate, arrivando in un numero rilevante di casi alla rimozione chirurgica del dispositivo.

A seguito di tali complicanze il Ministero della Salute ha richiesto, attraverso un avviso di sicurezza, di procedere in via precauzionale al tempestivo richiamo di tutte le unità ancora presenti presso le strutture sanitarie sul territorio nazionale.

Il Codacons – che nei giorni scorsi sul caso ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma – ha deciso di scendere in campo a tutela delle donne che hanno fatto ricorso al contraccettivo Essure, mettendo a disposizione uno staff medico-legale per valutare le dovute azioni da intraprendere a loro tutela e finalizzate ad ottenere il risarcimento dei danni subiti, anche in relazione ai rischi sanitari corsi.

Tutti gli interessati possono ottenere info alla pagina https://codacons.it/sotto-accusa-il-dispositivo-contraccettivo-permanente-essure-agisci-ora-per-chiedere-il-risarcimento/

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