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Consumatori

L’Unione Europea lancia la campagna sui diritti dei Consumatori (di Gianluca Di Ascenzo)

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La notizia era stata annunciata nel corso della giornata europea del consumatore. Il 14 marzo 2014, il commissario europeo per la politica dei consumatori, Neven Mimica, aveva dichiarato che: “La Giornata europea del consumatore ha l’intento di aiutare i consumatori a essere coscienti del proprio potere, rendendoli più consapevoli dei loro diritti e incoraggiandoli a farne pieno uso pratico. Questo è il modo per garantire che i mercati funzionino per i consumatori, e non viceversa. Nei prossimi mesi terrò una serie di “missioni del consumatore” nei paesi in cui vi è un chiaro potenziale per promuovere una più forte cultura del consumo. Questo sforzo richiede un impegno da più parti: i governi, le organizzazioni di consumatori, le imprese e tutti i mezzi di comunicazione hanno la responsabilità di fare in modo che i diritti dei consumatori non esistano solo sulla carta”.

La Commissione europea, quindi, ha deciso di avviare una campagna di informazione per incoraggiare i consumatori a conoscere meglio i loro diritti e ad esercitarli concretamente. Sono stati individuati otto paesi in cui realizzare questa campagna di sensibilizzazione, quelli in cui la consapevolezza dei diritti dei consumatori è bassa, secondo quanto è emerso nel corso dell’indagine conclusasi nel mese di luglio 2013, per analizzare le condizioni di consumo negli Stati membri, con particolare riguardo allo sviluppo del commercio transfrontaliero, all’utilizzo dell’e-commerce. L’indagine, inoltre, ha verificato il grado di integrazione del mercato interno dal punto di vista del consumatore, indicando in quali paesi d’Europa si offrono condizioni migliori ai consumatori, registrando le statistiche elaborate sulla base di dodici indicatori e dei dati raccolti prevalentemente attraverso le due indagini Eurobarometro 2012 – consumatori e venditori.

Tale analisi ha messo in evidenza che i paesi in cui si è ritenuto opportuno intervenire sono: Bulgaria, Cipro, Grecia, Italia, Lettonia, Polonia , Portogallo e Spagna, con una campagna specifica per la Croazia
Il 26 marzo, quindi, è iniziata la campagna sui diritti dei consumatori (Consumer Awareness Campaign) per divulgare le nuove regole introdotte dalla Direttiva consumatori (recepita in Italia dal decreto legislativo del 21 febbraio 2014, n. 21 che attua la direttiva 2011/83/UE).

Il materiale informativo, consultabile sul sito internet www.sviluppoeconomico.gov.it, offre un percorso di approfondimento sulle diverse azioni legate al consumo: riparare, sostituire, ottenere il rimborso per prodotti difettosi, restituire i prodotti indesiderati, conoscere le garanzie per il cliente, difendersi da pratiche sleali (Clausole contrattuali vessatorie). Vengono approfonditi, inoltre, i temi legati al commercio elettronico, alle garanzie dei prodotti, alla richiesta di riparazioni, sostituzioni o rimborsi, alle aliquote IVA applicate agli acquisti effettuati all’estero, all’acquisto di servizi in un altro paese dell’UE.

E’ importante rilevare che, in base all’indagine europea del 2012, l’Italia presenta la quinta percentuale più bassa dell’Ue relativamente ai consumatori che conoscono i loro diritti in caso di vendite non richieste; l’Italia fa registrare, nel 2012, una percentuale del 18% a fronte di una media europea del 30%.

Ci auguriamo che questa iniziativa, insieme al lavoro quotidiano svolto dalle Associazioni dei consumatori italiane, possa contribuire a rendere più concreta la tutela dei diritti fondamentali dei consumatori.

Gianluca Di Ascenzo

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Consumatori

Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Consumatori

Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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