Per chi non fosse già a conoscenza dell’esistenza del bonus bebè, è dal 2013 che, in presenza di alcune condizioni, le madri lavoratrici possono accedere al bonus per pagare le baby sitter che si prendono cura dei loro bambini mentre sono a lavoro. Il meccanismo sino ad ora era abbastanza farraginoso e molte mamme oltre a non essere informate non riuscivano ad accedervi. Ecco dunque le novità legislative che verranno introdotte a breve con decreto del Ministero del lavoro. La richiesta del bonus va rivolta all’Inps. Si consiglia, in ogni caso, di informarsi presso la struttura in cui si lavora.
Le modifiche a cui sta lavorando il ministero prevedono:
a. l’estensione della fruibilità del bonus alle dipendenti del pubblico impiego;
b. l’incremento dell’importo mensile del voucher, che passerà da 300 a 600 euro;
c. la possibilità di richiedere il contributo entro il 31 dicembre, eliminando quindi il bando a tempo limitato utilizzato nella prima edizione.
In base a quanto previsto dalla legge, una madre lavoratrice, in alternativa al congedo parentale, può chiedere di ricevere un voucher di importo mensile di 300 euro per un massimo di 6 mesi con cui pagare la retta degli asili nido accreditati o la baby sitter. A copertura dell’operazione sono stati stanziati 20 milioni di euro all’anno dal 2013 al 2015. L’anno 2013 però, come confermato dal ministero del Lavoro, meno di 4000 madri hanno sfruttato questa possibilità e sono stati utilizzati circa 5 milioni di euro. Pertanto, con la normativa di prossima introduzione, non solo il bonus verrà aumentato a 600 euro, ma si auspica che il numero di richieste crescerà grazie anche alla campagna informativa che il Ministero vorrà realizzare a riguardo.

Avv. Valeria Graziussi