Una decisione abnorme e sconcertante quella del Tribunale di Roma che ha escluso  i cittadini quali parti danneggiate dagli imbrogli e dagli appalti truccati di “Mafia capitale”, che sarà impugnata in Corte di Cassazione. Lo afferma il Codacons, all’indomani della decisione del Tribunale che ha ammesso come parti civili solo le associazioni antimafia.

Per il giudice le spiagge sporche, la spazzatura non raccolta e le buche stradali non hanno costituito un danno diretto e immediato per chi, come gli utenti romani, paga tasse sui rifiuti e su tutti i servizi a prezzi gonfiati a causa del sovrapprezzo prodotto dalla corruzione.

Ma l’abnormità della decisione di ieri che ha stravolto la Costituzione, sta nel fatto che il Tribunale non ha consentito di discutere le affermazioni scorrette e molte volte del tutto errate fatte dei difensori degli imputati. Per tale motivo il Codacons impugnerà l’ordinanza di esclusione delle parti civili davanti alla Corte di Cassazione per violazione dell’articolo 111 della Costituzione, che prevede che il processo debba essere svolto in contraddittorio tra le parti, laddove il Tribunale non ha consentito alcuna discussione sulle eccezioni dei legali degli imputati, travisando il codice ed erroneamente qualificando come “repliche” le richieste di discussione delle eccezioni, come normalmente avviene invece in tutti i tribunali italiani.