Da anni difendiamo la società civile da soprusi, ingiustizie ed illegalità- dice Ivano Giacomelli, Segr. Naz. dell’Ass. a tutela dei consumatori CODICI -Non essere ammessi parte civile nel processo di Mafia Capitale è gravissimo, soprattutto nei confronti di tutti gli onesti cittadini che hanno subito un danno o gravi conseguenze dalle azioni perpetrate dal famoso mondo “terra di mezzo”.-

E’ passata quindi la linea del processetto, argomentata dagli avvocati degli imputati che dicono che le Associazioni di Consumatori hanno uno statuto talmente generico che ogni giorno, in ogni tribunale e in ogni processo possono chiedere di costituirsi parte civile in rappresentanza della popolazione

‘Non sono tutte uguali le Associazioni dei Consumatori’, continua Giacomelli di Codici,

‘abbiamo fornito ampie testimonianze e documentazione, del nostro attivismo nel combattere da anni ogni tipo di illegalità intessuta nella nostra società, un’esclusione ingiusta e deludente quella di Rete Consumatori Italia, ma anche di altre Associazioni, soprattutto per quella società civile da noi difesa da sempre con coerenza e passione.

‘Ricorreremo in Cassazione, per garantire a tutti i consumatori che hanno subito danni anche indiretti, generati da “appalti pilotati”, ossia degrado, assenza di servizi, prezzi gonfiati, tasse, ecc, un giusto risarcimento morale e materiale.