Il 1° aprile le associazioni Assoutenti, Codici e Casa del consumatore hanno depositato presso la procura di Roma una richiesta di riconoscimento quali parti offese nell’ambito dell’inchiesta denominata “Mafia Capitale”. Nell’atto, le associazioni evidenziano come i risultati dell’indagine, vale a dire l’organizzazione ad opera delle cooperative sociali per controllare in maniera criminale diversi servizi per la città, abbiano leso l’interesse collettivo tutelato dalle associazioni.

In particolare Assoutenti, Codici e Casa del consumatore, in base ai rispettivi statuti, sono attive nella tutela dei diritti del cittadino consumatore e utente “oltre a promuovere – come si legge nella richiesta – una adeguata informazione e ad una corretta pubblicità, la correttezza e trasparenza nei rapporti commerciali e nei rapporti contrattuali in genere, l’educazione al consumo e all’uso del denaro, l’erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità ed efficienza”.

“Le associazioni chiedono inoltre al sindaco Ignazio Marino un incontro – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI – per avere il quadro attuale della situazione”. Codici già nel 2014 ha compilato un dossier sulle infiltrazioni mafiose nella città, completo di una mappa della spartizione del territorio. Il rapporto si basava sui dati delle forze dell’ordine e sulle segnalazioni riguardanti l’usura e il racket che CODICI raccoglie presso il proprio sportello. Nello studio si evidenziavano le criticità avvertite nel litorale, il proliferare dello spaccio nel centro e il controllo delle attività ricettive. In più di un’occasione inoltre l’Associazione CODICI ha sollevato il caso della gestione dei canili comunali nelle mani di un unico soggetto, l’AVCPP (guarda il video). Alla gara per l’affidamento (poi sospesa da Roma Capitale) ha partecipato anche la cooperativa “29 giugno” di Salvatore Buzzi conquistandosi il grado di idoneità.