L’Associazione Codici rimane sgomenta: le verifiche del Ministero attraverso la Commissione ispettiva sono unilaterali e senza alcun contraddittorio, è un’indebita pressione sui magistrati e la Lorenzin ancora una volta non smentisce la propria sudditanza alla classe medica.

Valuteremo le interferenze del Ministero che conduce le ispezioni attraverso i propri ispettori, senza che ci venga detto chi sono, cosa hanno visto e fatto e quale è la loro serietà.

Il Ministero non deve interferire, se lo fa è perché sta condizionando l’indagine.

Codici ribadisce che il Ministero ha perso un’altra occasione per tacere, un’indagine condotta in questo modo è inopportuna e inaffidabile soprattutto perché arbitraria e parziale. La Commissione ha sentito una sola campana, mentre i parenti della vittima affermano che la donna si lamentava per i dolori lancinanti senza che nessuno intervenisse.

Attendiamo sviluppi dalla Procura di Catania che avrebbe annunciato ulteriori elementi oltre all’obiezione di coscienza che rileverebbero ben altre negligenze nella cura.