«Riconsegniamo il mare di Roma ai romani»! Konsumer Italia lo grida in coro con il sindaco Ignazio Marino (che ha assunto anche i poteri di minisindaco per il litorale dopo le dimissioni di Andrea Tassone), il quale ha dato il via all’apertura dei varchi per l’accesso al mare di Ostia. «Dopo anni di soprusi da parte dei gestori degli stabilimenti e dei chioschi del litorale – incalza il presidente di Konsumer Italia Fabrizio Premuti – finalmente i cittadini riusciranno a rivedere il mare. Siamo con Marino in questa difficile battaglia per la legalità e il diritto dei romani, e non solo, di poter mettere piede sulle spiagge di Ostia senza dover pagare balzelli ai gestori. Legalità anche a difesa dei gestori e delle imprese oneste, a cui nulla toglie il libero passaggio: ché il “lungomuro” ritorni ad essere il lungomare». Infatti, fino a due giorni fa era praticamente impossibile raggiungere il mare senza dover passare attraverso gli stabilimenti per un tratto di costa di diversi kilometri, da Torvaianica al Porto di Ostia. L’altro ieri operai e ruspe del Comune hanno iniziato la rimozione dei chioschi abusivi: è stato segato il cancello di ferro di uno degli ingressi dello “Shilling”, proprio sulla Rotonda di Ostia, e poco dopo è stata la volta del «Marechiaro», stabilimento qualche chilometro più distante. I gestori insorgono e il Tar accoglie il ricorso di due balneari contro l’apertura degli accessi: «Se i varchi non saranno aperti noi siamo pronti anche a ritirare in parte le concessioni», dice oggi Marino nel giorno della Giunta a Ostia, e gli fa eco il responsabile della legalità e delegato al litorale Alfonso Sabella: «Stiamo passando le concessioni al setaccio: in vista della stagione balneare assicuriamo che i cittadini potranno accedere al mare 24 ore su 24». Intanto vanno avanti le demolizioni dei chioschi di Castelporziano. «Sosteniamo Marino e l’assessore Sabella – prosegue Premuti – l’abusivismo ad Ostia e sul litorale romano è una piaga che va avanti da decenni ed è espressione della cosiddetta “Mafia Capitale” che in quell’area è tristemente e ferocemente radicata».