Verso il “Registro Universale dei Consensi”

Dopo il diritto all’oblìo si apre la strada al “diritto al consenso”, Italia prima al mondo

È stato presentato al Senato il DDL Fissore-Consumatori (n° 2820), recante disposizioni per l’istituzione del Registro Universale dei Consensi (RUC), su iniziativa di Adoc e Rete Consumatori Italia (Assoutenti, Casa del Consumatore e Codici). La proposta, presentata dalla Sen. Elena Fissore (PD) in collaborazione con le Associazioni dei consumatori citate, mira a ripristinare il diritto alla tutela della privacy tramite l’istituzione del nuovo Registro istituzionale.

Il consumatore oggi non ha alcun controllo sui propri dati personali, una volta raccolti dalle imprese: non esiste né uno “storico” dei consensi forniti né uno strumento in grado di gestirli. L’attuale Registro delle Opposizioni si è rivelato insufficiente a tutelare i cittadini dagli abusi del marketing aggressivo e dei contratti non richiesti.

Ogni giorno emergono nuovi e presentati abusi sull’utilizzo indiscriminato dei dati dei consumatori. Le abitudini e le identità dei consumatori, nell’era dei Big Data e del social business, sono diventate merce di scambio, spesso ottenuta in modo illecito. Basti considerare che esiste un mercato nero di liste non ufficiali, con dati acquisiti senza il consenso espresso degli interessati.

Una recente ricerca internazionale svela che il mercato dei dati digitali per la sola Europa, vale circa 415 miliardi di euro all’anno, con sorpasso del valore dello stesso petrolio. Insomma il petrolio del presente sono i dati, e i consumatori devono essere protetti nella loro piena disponibilità. Non è breve il passo in cui il consumatore potrà vendere o scambiare le proprie abitudini(quindi i dati) in servizi o commodities.

In questo contesto il fenomeno del marketing selvaggio e molesto è proliferato: un consumatore che sia intestatario di utenze, titolare di conti corrente o che abbia richiesto preventivi online riceve in media dai 10 ai 15 contatti commerciali a settimana. Di questi, il 90% è composto da chiamate, il restante 10% da sms. Inoltre, risulta particolarmente odioso il fenomeno del recalling: il 70% dei consumatori riceve chiamate dallo stesso operatore, anche se risponde e si dichiara non interessato all’offerta. Si possono ricevere anche 5-7 chiamate settimanali dallo stesso operatore.

Con l’accesso al Registro Universale dei Consensi, l’Italia sarebbe il primo Paese al mondo ad introdurre un database istituzionale con l’elenco di tutti i trattamenti dei dati personali dei cittadini raccolti dalle imprese per finalità di marketing, i consumatori potranno invece visualizzare tutti i trattamenti attivi ed esercitare selettivamente, su propria scelta e in qualunque momento, la revoca del consenso.

Il cittadino potrà conoscere – di fatto – quali siano i soggetti a cui, nel tempo, abbia concesso tale diritto e verificare con facilità se le telefonate, le email, gli sms e tutte le sollecitazioni commerciali pervenute da sconosciuti siano legittime o illegittime.

La proposta di legge conferisce al cittadino pieni diritti legali per la tutela immediata con la possibilità di revoca dei consensi prestati; inoltre, i dati contenuti del RUC costituirebbero prova in un eventuale giudizio.

L’introduzione del RUC potrebbe avere un impatto considerevole su tutte le imprese che in Italia operano già nel rispetto della normativa privacy e che quotidianamente subiscono la concorrenza sleale di chi utilizza illegalmente i dati dei consumatori per comunicazioni commerciali non autorizzate.

Il cittadino riconquisterebbe così il suo diritto al consenso, mentre le imprese ritroverebbero lo spazio per un mercato più libero, sano e concorrenziale. Una riforma ad alto impatto etico e sociale, che restituisce a tutti dignità, tutele ed opportunità.

Auspichiamo che tutte le forze politiche diano sostegno a questa nostra rivoluzionaria proposta di legge.

 

Qui di seguito il link al disegno di legge.

http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/testi/48004_testi.htm