L’Adoc plaude al maxisequestro di prodotti Bio contraffatti operato dalla Guardia di Finanza. Per l’Associazione è l’ennesimo duro colpo inferto al sistema illegale della contraffazione.

“Ancora una volta elogiamo il prezioso operato della GdF – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – sempre pronta a intervenire a difesa dei diritti dei consumatori e delle imprese italiane. Combattere strenuamente la contraffazione è il viatico per rilanciare il settore agroalimentare italiano, in particolare le piccole e medie imprese e l’intera filiera. Occorre prevedere normative ancora più stringenti e incisive sulla tracciabilità e sull’etichettatura dei prodotti. L’etichetta di origine rappresenta una garanzia di informazione per i consumatori, grazie alla tracciabilità si attiva anche una protezione verso le frodi e le truffe.

Purtroppo crediamo che questo sequestro di prodotti Bio non rimarrà un caso isolato. Le famiglie e consumatori italiani sono sempre più orientati verso l’acquisto di prodotti alimentari improntati alla qualità e alla sostenibilità. Stiamo registrando un incremento dell’acquisto di prodotti a Km Zero pari al 17%, sia per un discorso legato alla territorialità e alla qualità che per ragioni di sostenibilità ambientale. Ad oggi gli acquisti a Km Zero costituiscono il 9% della spesa annuale delle famiglie. Di pari passo sono cresciuti gli acquisti di prodotti equo-solidali (in crescita del 12%) e Made in Italy (+32%), ossia tutti i prodotti DOP e IGP. Ad oggi il 4,5% della spesa viene destinato ai primi mentre per i secondi le famiglie destinano il 26,9% dell’intera spesa annua.

Un fenomeno rilevante, cresciuto enormemente nel corso degli anni sono i GAS (Gruppi d’Acquisto Solidale). Negli ultimi anni sono aumentate del 20% le famiglie che, almeno una volta, hanno partecipato a tali gruppi d’acquisto, destinando in media il 5,6% della spesa alimentare. Segni di un’Italia che cambia, di consumatori e famiglie che “investono” maggiormente sulla qualità dei prodotti, che cercano nuove e più vantaggiose forme di risparmio e che non guardano più solo al prezzo ma anche alla “storia” dietro il prodotto, privilegiando aspetti quali la sostenibilità del prodotto o dell’azienda produttrice. “