“Ci vogliono controlli sull’operato dei medici, non salva condotti che li tutelino” – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici, attaccando con forza il progetto di revisione delle norme sulla responsabilità civile dei medici del Ministero della Salute.

Il consigliere giuridico del Ministero ha infatti parlato di una normativa per far entrare “serenamente” i medici in sala operatoria. Si pensa ad un sistema in cui il danno da atto medico sia risarcito dalla struttura sanitaria, indipendentemente dall’accertamento della colpa. Sarà poi questa eventualmente a rivalersi sul medico in caso di colpa.

Ma ai pazienti chi ci pensa? Da troppo tempo l’ago della bilancia pende sproporzionatamente a favore dei medici. L’ultimo esempio è il DDL 1134, palesemente volto a deresponsabilizzare i medici: “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità in ambito medico e sanitario”. Non è la prima volta che la classe politica si inchina al potere delle lobbies, mettendo in atto manovre finalizzate a deresponsabilizzare i sanitari. Per questo dalla campagna del Codici “Indignamoci, ci scippano la salute e la dignità”, oggi nasce “Non siete voi le vittime!”, contro quei medici che si sentono facili bersagli di ingiuste accuse da parte dei pazienti. Il disegno di Legge 1134, d’iniziativa del senatore Amedeo Bianco, nonché Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, è fortemente sbilanciato a favore della categoria. È una legge fatta in casa, visto il ruolo del Presidente Bianco, che non ha rispetto delle vittime della malasanità e non tutela i pazienti. Il ddl è fatto da un medico a favore dei medici.

“Sono i pazienti le vere vittime della malasanità. Non si può più continuare a difendere l’operato dei medici, quando sbagliano devono pagare – continua Ivano Giacomelli – Sono necessari maggiori controlli sulla loro attività, il programma del Ministero, invece, in questo modo non fa altro che creare nuovi salvacondotti.  Ci rivolgiamo direttamente al Ministro della Salute Lorenzin chiedendo: si sta forse pensando di dare ai medici la licenza di uccidere?”