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Salute

Mentre i pazienti muoiono, i medici chiedono il salvacondotto alla Lorenzin, che lo concede

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Muore bambina di tre anni dopo essere stata dimessa due volte: fermiamo il ddl #salvamedici per evitare che casi di malasanità restino impuniti.

Beatrice Astone aveva solo tre anni. E’ morta dopo essere stata dimessa dall’ospedale Sant’andrea di La Spezia, ben due volte nel corso di una settimana. Lamentava dolore a causa di un forte mal di gola e i genitori hanno deciso di rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale spezzino. In seguito ad un accertamento, i medici decidono di rimandarla a casa prescrivendole una cura di cortisone e lo stesso avviene al secondo ricovero. Le crisi respiratorie non smettevano di tormentare la piccola che avrebbe dovuto sostenere nuovi accertamenti qualche giorno dopo. Purtroppo, però, l’ennesima difficoltà respiratoria ha causato la morte di Beatrice, strappata ai genitori che hanno tentato in ogni modo di rianimarla.

Scatta l’inchiesta della magistratura per appurare le eventuali responsabilità dei medici.

Si poteva agire diversamente? Cosa nascondevano quelle crisi respiratorie che i medici hanno curato come laringospasmi prescrivendo una cura di cortisone? La bambina avrebbe potuto essere salvata se fosse stata ricoverata e non dimessa?

I genitori chiedono la verità e pretendono giustizia.

Verità  giustizia che molti altri genitori potrebbero non avere se venisse approvato il DDL #salvamedici.

Bisogna intervenire radicalmente sull’attuale disegno di legge #salvamedici, che deresponsabilizza questi ultimi in caso di errore e, al di là di quanto sarà appurato dalle indagini nel caso specifico, sono troppi i casi di malasanità che non sono puniti.

Il ddl #salvamedici(http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/46445.htm ), Ddl sull’errore medico e sulla responsabilità professionale, n.2224, proposto  da Federico Gelli, ex dirigente medico e direttore sanitario Toscano, è stato fortemente sponsorizzato dal Ministro Lorenzin e pensato dal consulente giuridico Guido Alpa, la cui frase chiave sulla vicenda è: “Siano i pazienti a dimostrare la responsabilità dei medici!”

Non sarà che il ministro Lorenzin e parte delle organizzazioni mediche italiane hanno stretto un patto, sfociato anche in campagne elettorali, come suggeriscono le liste presentate a Roma e Milano, tra l’altro con “scarsissimi” risultati?

È evidente che questa approvazione deve essere impedita a tutti i costi. Non si può deresponsabilizzare in questo modo una categoria. Non si può creare un salvacondotto per i professionisti appartenenti ad una determinata categoria.

O dobbiamo aspettarci che anche i professionisti delle altre categorie facciano lo stesso?

Perché, allora, non si chiede al ministro dell’economia un salvacondotto per i commercialisti, al ministro della giustizia uno per gli avvocati, al ministro dell’ambiente uno per gli ingegneri e così via fino alla totale scomparsa della responsabilità per ogni tipo di professionista in ogni categoria?
Torniamo a ricordare, dunque, ancora una volta, la necessità di fermare il ddl #salvamedici, che deresponsabilizzando i medici in caso di errore, lascerebbe impuniti tanti casi di malasanità e porterebbe ad una serie di conseguenze che investirebbero anche altre categorie di professionisti che, in caso di errore, devono assumersi, come è giusto che sia, le proprie responsabilità.

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Salute

Come ridurre la nostra produzione di plastica? N°1: Comprare solo detersivi alla mescita

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Tra le bombe ambientali, quella della plastica in mare o nei terreni è tra le più diffuse.
Una bottiglia impiega 1000 anni a degradarsi.


Eppure basterebbe poco, come usare meno prodotti o acquistare detersivi alla mescita.
Partiamo con il nostro decalogo settimanale su come ridurre la produzione personale di plastica.

Punto 1 Comprare solo detersivi alla mescita.

Acquistare detersivi è semplice, provate a evitare il contenitore di plastica e portarne uno da casa da riempire di detersivo ‘alla spina’.
Noi da qualche tempo ci serviamo da #cristina, il suo banco è dentro il mercato di #viacatania70.

Ha prodotti sfusi sia per l’igiene della casa che della persona e ricordatevi che anche l’autoproduzione è un ottimo modo di risparmiare e avere rispetto per l’ambiente.

Non potete immaginare quanto risparmiamo e quanto durano i prodotti.
La stessa quantità di detersivo per i piatti ad esempio (1 LT) ci costa solo 1,30€ e ci dura almeno 3 mesi.

Inoltre i prodotti sono al 99% biodegradabili e li produce il marito in un piccolo laboratorio fuori Roma Capitale .

In questo modo abbiamo totalmente eliminato le multinazionali e la GDO dalla nostra spesa.

Se volete dare il vostro contributo, potete iniziare a leggere il decalogo dei 16 modi per risparmiare plastica di tuttogreen.it

#GUERRALLAPLASTICA.
In questo momento un”isola grande come 3 volte la spagna sta galleggiando solo nel #pacifico si chiama: Great Pacific Garbage Patch, un vero e proprio oceano di plastica!
 
Il mondo, forse sembra aver dichiarato “Guerra alla #plastica” ? #battaglia che vede i #consumatori sia soldati che vittime.
Come fare? Punto 1: Riduciamo il nostro consumo di plastica.
 
Oggi a Tg2 lavori in corso, rubrica del Tg2, abbiamo approfondito il tema con collegamento da #londra e #dalluniversitadibari, con Corepla e Confcommercio-Imprese per l’Italia
Luigi Gabriele e Codici Associazione Consumatori
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Salute

Latte in povere contaminato, Codacons chiede chiarezza la ministero

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Le rassicurazioni del Ministero della salute circa il fatto che in Italia non sia stato commercializzato latte in polvere contaminato da salmonella non ci convincono, e le dichiarazioni del dicastero ci appaiono del tutto inaffidabili. Lo afferma il Codacons in merito allo scandalo Lactalis e alla nota diramata dal Ministero della salute secondo cui non vi sarebbero lotti incriminati spediti verso il nostro Paese.

Già lo scorso agosto, in pieno allarme Fipronil, il Ministero si affrettò a rassicurare i cittadini affermando che “non risultano distribuiti al consumo uova o derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil sul territorio nazionale”. Peccato che appena poche ore dopo questo annuncio l’Unione Europea smentì il Ministro Lorenzin inserendo l’Italia nella lista dei paesi che avevano ricevuto uova dalle aziende coinvolte nello scandalo Fipronil, e una serie di sequestri compiuti nel nostro paese accertò la presenza di ingenti quantitativi di uova contaminate.

“Considerati i gravi precedenti, le dichiarazioni del Ministero non appaiono sufficienti a rassicurare i consumatori italiani – spiega il presidente Carlo Rienzi – Per questo chiediamo alle autorità europee di svolgere controlli serrati e diramare una nota ufficiale per escludere l’Italia dai paesi che hanno ricevuto lotti di latte in polvere contaminato da salmonella”.

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Malasanità, 400 i morti imputati ad errori personali e carenze strutturali

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Sono anni che Codici lotta al fianco dei consumatori contro la malasanità e, purtroppo, questa “battaglia” sembra ancora davvero troppo lontana dall’essere vinta. Come riportato infatti dal “Termometro della salute” di Eurispes ed Empam, sotto l’egida dell’Osservatorio su Salute, Previdenza e Legalità, sono diversi i dati riguardanti il nostro Paese a generare preoccupazione.

L’Italia continua a spendere meno della media europea per mantenere il proprio sistema sanitario (14,1% del proprio Pil), che continua ad essere danneggiato da precariato, insufficienza degli organici, ed invecchiamento del personale sanitario. Basti pensare che entro il 2023 si prevede il pensionamento di quasi 22mila medici, che saranno sostituiti da non più di 6mila nuovi ingressi.

Le cifre più sconcertanti sono però, ancora una volta, quelle che riguardano la malasanità: i dati presentati dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sugli errori in campo sanitario parlano di 570 denunce rilevate in 4 anni (più precisamente dall’aprile 2009 al dicembre 2012). Un numero spaventoso, reso ancora più grave dal fatto che fra queste, 400 sono relative a casi che hanno portato alla morte del paziente, o per disfunzioni/carenze strutturali, o per errore imputato al personale medico e/o sanitario.

Oltre la metà dei decessi di cui sopra (precisamente 232, ovvero il 58%) si è verificata in regioni del Sud ed Isole: Molise, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna e Basilicata. Un dato che evidenzia quanto siano gravi le discrepanze territoriali rispetto ad un Nord che presenta molte meno criticità. Su 570 casi di presunti errori monitorati, 117 si sono verificati in Sicilia e 107 in Campania.

Un altro aspetto particolarmente degno di attenzione è quello relativo all’evasione fiscale, soprattutto se riferita ad esenzioni indebite del pagamento del ticket: a tal proposito solo nel 2016 quasi 900 soggetti hanno beneficiato di prestazioni farmaceutiche tramite false autocertificazioni, evitando di pagare più di 800mila euro. Oltre la metà delle esenzioni di cui sopra si concentra in appena cinque regioni: al primo posto il Veneto (123), seguito da Calabria (101), Puglia (100), Lazio (91) e Piemonte (87).

Stiamo parlando di azioni che non solo sono inaccettabili, ma che sono semplicemente criminali.

Se avete dei reclami da fare non esitate a ricorrere a Codici: l’Associazione vi metterà a disposizione avvocati con esperienza consolidata, fornendovi servizi specializzati a costi accessibili, abbattendo i tempi di risoluzione ed aumentando sensibilmente le vostre possibilità di vittoria.

Per ulteriori informazioni o richiedere come potersi iscrivere all’Associazione, si può contattare lo sportello legale al numero 06.5571996, scrivere una mail all’indirizzo segreteria.sportello@codici.org, oppure recarsi presso la sede di Roma di Via Giuseppe Belluzzo, 1 (00149), aperta tutti i giorni dalle ore 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00.

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