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Misurainternet, per verificare la tua rete arriva lo Speed Test AGCOM

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Conseguiti nuovi importanti risultati in materia di trasparenza e qualità dei servizi a larga banda sia fissa che in mobilità. 

Per gli utenti dei servizi a larga banda di rete fissa è disponibile, da oggi, per tutti i principali sistemi operativi, l’applicazione “Speed Test MisuraInternet versione trial“. Con tale nuova opzione è possibile scaricare il programma “Speed Test AGCOM”, per la verifica della qualità della propria connessione, ed eseguirlo, una prima volta, per provarne l’efficacia, senza l’obbligo di registrazione. Se si vogliono effettuare misurazioni ulteriori, sarà invece necessario procedere a registrarsi al servizio. Tale nuova modalità, aggiuntiva rispetto a quella che prevede l’obbligatoria registrazione, permette un accesso facilitato all’utilizzo del software, almeno per una primo utilizzo, al fine di farne testare l’utilità e le funzionalità a tutti gli utenti.

Inoltre, a partire dal 7 aprile 2014 l’Autorità ha predisposto una nuova e più efficiente modalità di invio dei reclami all’operatore con allegato il certificato AGCOM che attesta la violazione contrattuale per scarsa qualità della connessione ad Internet, direttamente dal sitowww.MisuraInternet.it. Infatti, nell’area del sito destinata alla gestione da parte dell’utente dei test effettuati, oltre al certificato attestante il mancato rispetto degli standard minimi di qualità, sarà presente un pulsante “Invia reclamo all’operatore” che consentirà all’utente di inviare immediatamente il reclamo direttamente alle diverse task force predisposte dagli operatori per la gestione dei reclami provenienti dai progetti AGCOM MisuraInternet, evitando così un successivo e più complicato inoltro con fax o raccomandata.

In relazione alla qualità del servizio a larga banda su rete mobile, in data 21 marzo 2014 si è regolarmente conclusa, rispettando i tempi previsti, anche la seconda campagna 2013 di misure sul campo (drive test) della qualità del servizio di trasmissione dati in mobilità dei quattro operatori infrastrutturati: H3G, TELECOM ITALIA, VODAFONE e WIND. E’ ora in corso la fase di analisi di eventuali anomalie operative, a cui seguiranno le fasi di validazione dei dati delle misure e di aggregazione statistica. La pubblicazione dei risultati definitivi delle elaborazioni statistiche anche di questa seconda rilevazione è prevista entro la fine di maggio 2014 come di consueto sul sitowww.Misurainternetmobile.it.

 

Infine, al fine di garantire la massima trasparenza informativa verso gli utenti finali, è stata fatta piena luce sulle tecniche di “prioritizzazione” del traffico dati operate sulle SIM degli utenti dagli operatori di telefonia mobile che forniscono il servizio a larga banda mobile e ampiamente descritte sul sito www.Misurainternetmobile.it. Gli operatori di telefonia mobile H3G, TIM e VODAFONE, in ottemperanza alle specifiche indicazioni pervenute dall’Autorità, hanno provveduto a pubblicare sui rispettivi siti una dettagliata descrizione di detti meccanismi di gestione del traffico sulle SIM degli utenti, comprensiva di quante e quali siano le configurazioni di priorità disponibili e come si differenziano tra loro. In tal senso sono state anche adeguate, sui rispettivi siti, le condizioni generali di contratto e le informazioni che sintetizzano le caratteristiche dei vari piani tariffari e delle opzioni attraverso cui il servizio è offerto.

Questi i link informativi predisposti dagli operatori:

TIM

VODAFONE

H3G

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Trasporto ferroviario Lazio, firmato il protocollo per ridurre le controversie con gli utenti

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Questo è l’assessore ai trasporti della Regione Lazio Michele Civita . Oggi abbiamo firmato un accordo che prevede che in caso di problemi con le ferrovie regionali del Lazio i consumatori posso conciliare anziché litigare.

Non abbiamo risolto i problemi dei consumatori che subiscono ogni giorno disservizi abominevoli, ma abbiamo almeno iniziato qualcosa.

Ho chiesto a Michele Civita di farci capire cosa intende fare la regione sulla mobilità innovativa, visto che ormai il Lazio è una sola grande città di 6 milioni di abitanti e da alcuni punti si impiegano anche 3 ore per raggiungere il centro della capitale.

Insomma non chiediamo Hyperloop Transportation Technologies . Il Governo americano ha appena approvato la richiesta preparare gli scavi tra la 53esima strada di New York e Washington D.C., luoghi che nei progetti di Elon Musk possono essere raggiunti in 29 minuti di viaggio, divisi da 364 chilometri di rete stradale che attualmente si possono percorrere in circa 3 ore.

Il Lazio sembra essersi fermato ai tempi della #ciociara di Sofia Loren. Quando dalla provincia si arrivava a #roma a dorso del mulo o i più fortunati in bicicletta monomarcia (come mi raccontava mio nonno).

Alcuni land tedeschi hanno annunciato da pochi giorni che sperimenteranno il trasporto pubblico gratuito per combattere l’inquinamento urbano.

 

Il Lazio che farà? Visto che è una delle aree urbane più popolose d’europa?

Lo sapremo solo dopo il #4marzo !!!

Codici Associazione Consumatori Luigi Gabriele

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Consumatori

Bollette della luce come per l’acqua, da oggi pagheremo la corrente anche ai morosi e le aziende non potranno più fallire

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Codici: ecco l’ultima perla dell’Autorità per l’energia, la socializzazione integrale della morosità

“Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore – afferma Luigi Gabriele di Codici – l’ultima perla di questa Autorità per l’energia, la peggiore Autorità di tutti i tempi”.

Dopo il Canone Rai anche l’evasione delle bollette elettriche verrà spalmata su tutti i consumatori in bolletta, verrà qui inserita un’altra voce che costituirà il contributo che verrà pagato da tutte le famiglie per coprire i costi lasciati dai clienti morosi, quindi chi paga la bolletta elettrica, già salata a prescindere dal proprio consumo in seguito alla nuova riforma tariffaria, dovrà pagare anche per chi la evade.

Ovviamente questo provvedimento andrà a danneggiare i consumatori ed andrà invece a salvaguardare le aziende, queste morosità infatti hanno in passato portato al fallimento di alcune di esse del mercato libero.

Già esiste Il CMOR, e cioè il coefficiente per morosità delle utenze energia, cioè il corrispettivo eventualmente addebitato dal nuovo fornitore di energia al cliente finale, il quale abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica. A causa di un inadempimento contrattuale nei confronti del precedente, il cliente finale moroso diventa quindi debitore per il pagamento del corrispettivo CMOR nei confronti dell’attuale fornitore.
Ingiusto ma perlomeno rimaneva configurato tra moroso e nuovo fornitore.

Oggi si aggiunge l’integrale spalmatura a tutti gli utenti degli oneri non pagati dai morosi. Questo è drammatico, ma questa Autorità già lo ha reso operativo nel servizio idrico da un paio di anni, per questo in alcuni luoghi le bollette sono stratosferiche, oggi il problema è che lo stesso principio viene esteso all’elettricità.

Come sempre il bancomat d’Italia, il consumatore, subirà anche il rastrellamento delle morosità elettriche che ammonterebbero a 200 milioni di euro.

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Consumatori

Bollette. Cos’è la truffa del POD e come difendersi

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Il cosiddetto Point Of Delivery è il codice identificativo dell’utenza di energia elettrica di un singolo consumatore

 

La “truffa del POD” è solo uno degli inganni che purtroppo continuano ad affliggere il nostro paese, ma sta diventando giorno dopo giorno più rilevante. Una truffa che può venire attuata sia dal vivo che tramite telefono e che ha l’obiettivo di estorcere al consumatore informazioni preziose per intestargli (di nascosto) nuovi contratti più onerosi.

Iniziamo col dire che il POD, ovvero il Point Of Delivery, è un codice che identifica l’utenza di energia elettrica di ciascuno di noi: viene riportato all’interno della bolletta della luce e, purtroppo, conoscerlo spesso e volentieri è sufficiente per richiedere un cambio di contratto anche senza informare il diretto interessato.

La truffa del POD può avere luogo sia attraverso un operatore porta a porta che attraverso una semplice telefonata e si svolge bene o male nelle seguenti modalità: l’utente viene contattato da un soggetto che si qualifica come operatore della compagnia in questione e chiede per l’appunto di avere il codice POD, fingendo spesso e volentieri di averne bisogno per verificare inconvenienti immaginari o per applicare tariffe più convenienti.

Il primo modo per difendersi da questo tipo di truffa consiste ovviamente nel non comunicare il proprio POD e non consegnare vecchie bollette. La stessa richiesta di questo tipo di informazioni deve suonare come un vero e proprio campanello d’allarme, visto che il vostro fornitore di energia elettrica è sempre e comunque a conoscenza del vostro codice identificativo.

Un altro consiglio, in caso di contatto telefonico, è quello di non pronunciare la parola “sì”: è infatti possibile che venga letteralmente “tagliata” ed “incollata” ad arte per venire trasformata in un assenso a proposte contrattuali che in realtà non sono mai state sottoposte all’attenzione del contraente.

Se vi rendete conto di avere subito la truffa del POD, o se e ritenete di avere ricevuto una visita o una telefonata sospetta, contattate immediatamente sia il vostro fornitore di energia elettrica sia la Polizia. Questi raggiri vanno combattuti e da questo punto di vista noi di CODICI siamo da anni a disposizione, per fornire una consulenza ed aiutare i cittadini ad orientarsi in quella che purtroppo a volte sembra una giungla. Il nostro sportello legale è sempre aperto, quindi non abbiate timore di segnalarci eventuali comportamenti scorretti: il nostro numero di telefono è lo 065571996, mentre la nostra mail è segreteria.sportello@codici.org.

 

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