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Crevit spiega come funziona la “Moneta complementare” per comprare senza soldi

Ogni utente può aprire un conto gratuitamente e poi operare tranquillamente in assenza di commissioni e, quindi, “comprare senza denaro”.

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“Crevit è un buono spesa virtuale, ovvero una vera e propria moneta complementare come le circa 5.000 che esistono al mondo e come le centinaia di esempi di monete complementari che siamo abituati ad utilizzare ogni giorno, quali le carte fedeltà, le carte carburante e i buoni pasto, totalmente virtuale e governabile interamente dall’utente attraverso l’utilizzo della piattaforma Crevit.

Tengo a ribadire che gli utenti possono aprire un conto Crevit gratuitamente. I piccolissimi compensi variabili in Euro richiesti da Crevit, e non commissioni salate secondo quanto scritto da Altroconsumo, rappresentano il minimo necessario per alimentare il Sistema e garantire la stabilità del circuito e sono le più basse in assoluto per il settore. Non dimentichiamo che nella quotidianità delle nostre transazioni bancarie paghiamo commissioni molto più alte senza peraltro beneficiare di alcun servizio aggiuntivo (marketplace; pubblicità gratuita ecc.). Le commissioni Crevit sono pari al pari al 2% su ogni accredito ricevuto dall’utente in “moneta” complementare ovvero al raggiungimento di risultati in termini di vendita o pari al 5% sull’importo di un eventuale fido richiesto dagli utenti prima di aver realizzato vendite in “moneta” complementare.

Ma un utente potrà operare tranquillamente in assenza di commissioni e, quindi, “comprare senza denaro”. Come? Attraverso il programma “RACCOMANDA CREVIT” la piattaforma riconosce, senza alcuna commissione, 25 CREVIT per amico presentato, che potranno essere liberamente spesi all’interno del marketplace. Trovo inoltre inesatto quanto detto in merito al fido. Quest’ultimo rappresenta una sostanziosa opportunità sociale volta ad anticipare, per conto di tutti gli utenti convenzionati, una determinata quantità di “moneta” complementare per consentire immediato potere d’acquisto.

Una volta concesso deve essere compensato, e non restituito, a 24 mesi. Se l’utente convenzionato avrà sul proprio conto Crevit una quantità di Crevit pari o superiore al fido inizialmente richiesto, esso verrà compensato, altrimenti potrà rinnovare il fido o chiudere la posizione in denaro. Vi sono dei criteri alla base dell’istruttoria di fido per un utente convenzionato che ne fa richiesta, e sono racchiusi nel RATING CREVIT,  una procedura che verifica il potenziale inespresso aziendale degli utenti convenzionati successivamente alla loro registrazione facendo un match tra determinati parametri presenti sui relativi bilanci, la categoria merceologica, l’andamento e l’affidabilità secondo l’assenza di pregiudizievoli ed insolvenze estese, la location ed un’analisi della richiesta già presente nel circuito.

Inoltre, la società Crevit Italia srl gestisce, regolamenta e garantisce il circuito di utenti che utilizzano la moneta complementare nelle proprie compravendite e quindi non è necessaria alcuna autorizzazione della Banca d’Italia per disciplinare la fornitura di buoni spesa. I Crevit vengono emessi ed accettati dagli utenti secondo le proprie disponibilità e tutte le transazioni, avvenendo rigorosamente attraverso la piattaforma informatica e non esistendo Crevit in forma cartacea, sono tracciate e monitorate. E’ molto importante interagire con gli interlocutori accreditati prima di effettuare qualsiasi transazione, perchè il marketplace è uno strumento governato dagli utenti convenzionati, e il sistema si limita al monitoraggio ed alla garanzia delle transazioni. Chiaramente è dovere degli utenti che utilizzano la piattaforma Crevit operare con correttezza e garantire la disponibilità di beni, pena l’esclusione dal circuito.

Nel servizio realizzato da Altroconsumo, la giornalista ha testato la piattaforma provando ad acquistare uno smartphone online.  La compravendita pare non sia andata a buon fine. Per una puntuale verifica circa quanto accaduto, è stata nostra premura interfacciarci direttamente con gli utenti contattati da Altroconsumo, i quali hanno candidamente ammesso di non aver operato correttamente. L’utente aveva già venduto lo smartphone dimenticandosi però di togliere l’annuncio dalla piattaforma. Di seguito la sua personale dichiarazione Contrariamente a quanto dichiarato dalla rappresentante di Altroconsumo ho dato la piena disponibilità ed usato la massima cortesia nei confronti dell’utente I.D. che mi ha accreditato 300 Crevit senza preventivo contatto telefonico. Ho semplicemente dimenticato di cancellare la mia offerta nella mia area riservata avendo già venduto il telefonino inserzionato Nokia Lumia ad altro utente e, pertanto, ho rifiutato il trasferimento Crevit di I.D. motivandone il rifiuto. Nessuna commissione mi è stata addebitata ne è stata addebitata all’utente. Personalmente ritengo che la condotta dell’utente di Altroconsumo rifletta un utilizzo improprio della piattaforma Crevit che, se usata correttamente, consente i vantaggi promessi. Tramite la funzione RACCOMANDA CREVIT ho ottenuto circa 500 Crevit senza pagare alcuna commissione, che mi hanno consentito l’acquisto di 500 EURO di BUONI SPESA SPENDIBILI PRESSO IL SUPERMERCATO DICO di Roma. Considero l’indagine condotta da Altroconsumo funzionale unicamente al discredito dell’iniziativa” Osvaldo Placidi – ROMA. Al secondo tentativo di acquisto presso un utente diverso, non essendo lo smartophone disponibile, l’utente ha dichiarato di aver rifiutato l’accredito.

Ciò dimostra che la comunicazione tra utenti è fondamentale ed indispensabile prima di intraprendere transazioni, così che ci si possa assicurare della effettiva disponibilità degli oggetti in vendita. In questo caso è evidente che nella fase operativa gli utenti non abbiano agito rispettando le corrette procedure e perciò si siano verificati disguidi. Crevit vuole ribadire che eventuali malfunzionamenti riscontrati nell’inchiesta saranno sanati e ritiene i suggerimenti di Altroconsumo propedeutici ad apportare ulteriori migliorie al Sistema.ttolineo anche che le clausole indicate come vessatorie da Altroconsumo sono riferibili ad una superata versione contrattuale per l’utente AZIENDA, non riferibili in alcun modo al consumatore, come le condizioni generali consultabili in fase di registrazione evidenziano.

Fornisco infine la massima disponibilità a sottopormi ad una valutazione dell’Antitrust, da cui attendo presto un parere”.

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Polizze vita: hai un tesoretto nascosto e non lo sai

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Sei beneficiario di una polizza vita e non lo sai? Potresti avere tra le mani un tesoro e non saperlo Codici ti aiuta a scoprirlo!

In Italia, le polizze vita dormienti sono circa 4 milioni. I beneficiari non riscuotono i premi, i quali vengono trattenuti dalle compagnie assicurative.

Allo scadere del decimo anno, poi, con la prescrizione, vengono devolute al Fondo Rapporti Dormienti, Istituito presso la CONSAP.

Gli italiani potrebbero avere a portata di mano un tesoro e invece lo ignorano.

Perché i beneficiari non riscuotono i premi?

Il problema è che molto spesso gli eredi non sono a conoscenza dell’esistenza di una polizza vita stipulata da un loro caro defunto e la compagnia assicurativa non è grado di avvertirli perché non è a conoscenza della loro residenza, in quanto sulla polizza il beneficiario non viene indicato in maniera precisa.

Si tratta di somme rilevanti che potrebbero finire ai legittimi proprietari, ad esempio figli o nipoti di un assicurato defunto, che ne sono, però, titolari a loro insaputa e che finiscono per eclissarsi in un oblio burocratico.

Ignorando di avere diritto alla riscossione dei premi, i beneficiari non si fanno avanti, le polizze scadono, cadono in prescrizione e vengono incorporate dallo Stato.

Sono migliaia i risparmiatori che non hanno potuto riscuotere le polizze perché scaduti i termini.

Per evitare che questo accada, l’Associazione Codici offre un servizio che permetta a tutti i cittadini di scoprire se un familiare defunto abbia stipulato una polizza vita in loro favore.

Potrai verificare se sei stato indicato come legittimo beneficiario e riscuotere ciò che ti è dovuto senza correre il rischio di perderlo senza nemmeno esserne a conoscenza.

Se pensi che qualcuno possa aver stipulato una polizza vita indicandoti come beneficiario, rivolgiti a segreteria.sportello@codici.org o al numero 06.5571996 e Codici verificherà per te.

 

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ISTAT, nel 2017 scende ancora il prezzo delle case

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Indici dei prezzi delle abitazioni

Nel terzo trimestre 2017, sulla base delle stime preliminari, i prezzi delle abitazioni registrano una diminuzione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente (Prospetto 1); il ribasso congiunturale dei prezzi si deve interamente alle abitazioni esistenti che si riducono dello 0,7% mentre quelle nuove registrano un incremento pari a +0,3%.

Su base annua persiste la diminuzione dei prezzi (-0,8%), che si accentua rispetto al trimestre precedente (era -0,2%). La flessione tendenziale e il suo ampiamento sono imputabili esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti (-1,3%, da -0,5% del secondo trimestre 2017), mentre quelli delle abitazioni nuove salgono dello 0,6% (da +0,3%). Pertanto, il differenziale tra la variazione tendenziale dei prezzi delle abitazioni esistenti e quella dei prezzi delle abitazioni nuove si conferma negativo e si amplia portandosi a -1,9 punti percentuali (da -0,8).

Rispetto alla media del 2010, primo anno per il quale è disponibile la serie storica dell’IPAB, nel terzo trimestre 2017 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,2% (-2,0% le abitazioni nuove;
-20,5% le esistenti).

Il calo dei prezzi delle abitazioni si manifesta contestualmente alla crescita dei volumi di compravendita per il settore residenziale, la cui ampiezza si riduce però per il quinto trimestre consecutivo; infatti, in base ai dati rilasciati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, nel terzo trimestre 2017 il numero di unità immobiliari residenziali scambiate aumenta dell’1,5% rispetto allo stesso trimestre del 2016, registrando così il tasso di crescita tendenziale più contenuto dal secondo trimestre 2015 e dopo il picco del secondo trimestre del 2016 quando fu pari a +23,2%.

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Scoppia il caso frodi degli assegni bancari? Approfondimento di Luigi Gabriele su Radio Cusano Campus

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GLI ASSEGNI SONO UNA FORMA DI PAGAMENTO MOLTO RISCHIOSA, SOPRATUTTO OGGI.
Scoppia il bubbone delle frodi con gli assegni bancari. Nell’era delle criptovalute e dei pagamenti elettronici, si torna a parlare di assegni bancari perchè di facile contraffazione. Ne ha parlato il 9 gennaio 2018 a Radio Cusano Campus Luigi Gabriele.​

Ascolta il podcast al seguente link

 

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