Gli ultimi dati, diffusi dall’Autorità dell’energia elettricità e servizio idrico integrato, riguardo ai morosi parlano chiaro: a pagare in ritardo non sono le utenze domestiche bensì le imprese, le grandi industrie e gli enti locali.

La stessa Autorità, tuttavia, ha intenzione di rafforzare le misure per chiudere i contatori mentre il calcolo delle insolvenze ricade tutto sui consumatori in base al sistema indennitario vigente (DCO 477/2014). Secondo l’Autorità si tratta di un giro di crediti da 2,1 miliardi di euro, di cui il 60% direttamente a carico delle bollette degli utenti. In caso di mancato pagamento, infatti, ad oggi, il fornitore ha il diritto di sospendere l’erogazione di energia oltre ad aggiungere i costi sostenuti dalla filiera che incidono su alcune componenti tariffarie finanziate dagli stessi consumatori.

“Non va dimenticato inoltre – spiega Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali CODICI – che soprattutto nel mercato libero dell’energia (ad esclusione del gas), per ogni fattura non pagata, il venditore uscente può chiedere i soldi al sistema indennitario che provvederà poi a rifinanziarlo tramite la Cassa conguagli, mentre al consumatore verranno richieste le cifre tramite l’aggiunta di una mora”.

“Ma nel DCO proposto dall’Autorità si rafforzano gli strumenti a loro disposizione. In sostanza, il rischio di impresa per questi fornitori non esiste – commenta Gabriele – nonostante, come noto, la morosità sia legata ai disagi subiti dagli utenti. Chi è infatti quel consumatore che vorrebbe rimanere senza gas o luce in casa?”.

“L’Autorità non tiene conto in alcun modo dei contratti truffa o di tutta quella serie di disagi o disservizi che generano morosità per i consumatori. In questo modo, se dovesse passare il provvedimento l’utente non avrà più tutele e si potrà vedere sospendere il gas per una sola bolletta non pagata oppure per motivazioni che nemmeno conosce visto che gli operatori avranno ancor più facilità nel distaccare l’utenza o richiedere cifre spesso non dovute che il consumatore non può contestare entro i termini”.

“L’associazione CODICI risponderà al documento di consultazione diffidando l’Autorità dell’energia elettrica il gas e il sistema idrico integrato a non adottare provvedimenti che restringono ulteriormente le tutele dei consumatori e la possibilità di avere un paritario rapporto con fornitori di servizi sempre più fonte di disagio economico e disservizi ai danni dei consumatori. Non escludiamo di procedere in sede Antitrust e di impugnare eventuali provvedimenti presso il Tar”.