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Morosità nel servizio idrico, la nuova tariffa fa pagare i debiti dei comuni ai consumatori

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Con il DOCUMENTO: DELIBERA AEEG 643/2013/R/idr –l’Aeeg ha provveduto all’approvazione del metodo tariffario idrico e delle disposizioni di completamento tra cui disciplina della “Morosità nel Servizio Idrico Integrato”.

Analizzando bene il testo, abbiamo notato che il tema della morosità nel servizio idrico integrato, che pesa per molti milioni di euro nell’economia del sistema, è stato affrontato con una formula discutibile e approssimativa che riteniamo non opportuna dal punto di vista generale e scientificamente non corretta.

Non opportuna in quanto tale tema altamente sensibile, in un momento critico e cruciale per la percezione del Servizio Idrico Integrato per la cittadinanza e l’utenza, è stato approssimativamente “liquidato” con mere ed asettiche percentuali geografiche nord-centro-sud che rischiano come redatte di premiare i Gestori inefficienti e penalizzare quelli efficienti come sarà meglio accennato in seguito.

Non scientificamente corretta in quanto non sono stati interfacciati in apposito “ipercubo” multidimensionale di analisi i motivi di tale fenomeno di mancato pagamento delle fatture del Servizio Idrico Integrato; cosa che invece doverosamente andava fatta per non liquidare il sensibile tema in una mera presa d’atto di una diversa velocità geografica longitudinale del nostro Paese.

Dal punto di vista squisitamente metodologico, preme innanzitutto evidenziare una forte discrepanza tra gli obiettivi della Delibera e il MIT(metodo idrico tariffario)come articolato, il documento appare molto vicino nei contenuti e nei visto che al Dossier sulla morosità, preparato in fretta e in furia e senza alcun metodo scientifico, dai gestori del servizio idrico ed in particolar modo da FEDERUTILITY, come si evince dal testo Dossier morosità alla cui presentazione vi fu presente anche la stessa autorità annunciando pubblico impegno nel garantire i gestori.

A confermare queste ipotesi e a saper leggere i documenti delle autorità, basta guardare i “considerato che”, pag.11 del documento in questione che al seguente passaggio cita: “in risposta al documento di consultazione 550/2013/R/IDR sono pervenuti 34 contributi, da parte di utenti, anche in forma associata (2), Enti d’Ambito e altri soggetti competenti alla predisposizione tariffaria (8), associazioni (Federutility ed ANEA), gestori (16), soggetti istituzionali (Regione Emilia Romagna, Comune di Ferrara e Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico). enti finanziatori (Cassa Depositi e Prestiti) e consulenti (2);” le risposte ricevute hanno evidenziato un generale apprezzamento rispetto alle novità introdotte ed alla completezza degli argomenti, pur proponendo spunti di approfondimento e potenziali criticità;

Troviamo inoltre tra i “ritenuto che” nel provvedimento:
• “nell’ambito delle misure necessarie a portare a compimento il quadro regolatorio in via di definizione sia necessario altresì disciplinare:
– la regolazione della morosità degli utenti finali, prevedendo:
i. un meccanismo di riconoscimento dei relativi costi che incentivi la riduzione del tasso medio nazionale – attualmente molto elevato se confrontato con quello degli altri settori regolati – incentivando al contempo la riduzione dei divari territoriali e prevedendo che l’Ente d’ambito validi il costo di morosità effettivo di ciascun gestore contestualmente alla validazione della proposta tariffaria;
ii. il riconoscimento di un tasso di morosità relativo alle tre macro aree geografiche, inferiore al tasso medio riportato nel documento per la consultazione 550/2013/R/IDR, unitamente alla previsione di un deposito cauzionale differenziato per utente di cui al successivo alinea, quale strumento di riduzione del rischio di credito;”

Si vuole, cioè, correttamente enunciare nella Delibera un percorso (virtuoso) di riduzione delle distanze tra il tasso medio nazionale degli insoluti nel SII rispetto ad altri servizi a rete come il gas e l’energia elettrica.
Tanto è corretta l’enunciazione tanto è diametralmente opposta la conclusione nel MIT allegato ove all’articolo 30 è previsto:

“Articolo 30″ Trattamento dei costi di morosità

30.1 Il costo di morosità ( CO a), intesa come Unpaid Ratio (UR) a 24 mesi, in ciascun anno a = {2014; 2015} è riconosciuto in misura parametrica, al fine di incentivare l’efficienza dell’attività di recupero credito, e in misura differenziata nell’ambito delle diverse macro-aree geografiche, in funzione della diversa incidenza media sul fatturato rilevata

30.2 Fermo restando quanto previsto al comma 9.3, il costo massimo riconosciuto è pari a quello derivante dall’applicazione delle seguenti percentuali al fatturato annuo dell’anno (a-2):
• 1,6% per i gestori siti nelle regioni del Nord;
• 3% per i gestori siti nelle regioni del Centro;
• 6,5% per i gestori siti nelle regioni del Sud.

30.3 Laddove l’entità del costo effettivo di morosità, superiore a quello riconosciuto, rischi di compromettere l’equilibrio economico-finanziario della gestione, verrà valutata, previa presentazione di apposita istanza, la possibilità di riconoscere costi aggiuntivi in sede di conguaglio. La suddetta istanza dovrà essere corredata da un piano di azioni per il ripianamento dei costi di morosità, da valutare congiuntamente alle misure per garantire la sostenibilità della tariffa per le utenze finali.”

E’ stato, cioè, palesemente inserito un meccanismo che inevitabilmente genererà dei casi applicativi che possono essere enormemente differenti tra di loro ed ingigantire il divario tra Gestori INEFFICIENTI (premiandoli) ed EFFICIENTI (punendoli).
Il tutto slegato se non molto indirettamente da parametri qualitativi di incremento del livello della qualità del servizio erogato.

L’approssimazione metodologica è accompagnata da quella scientifica tanto da far venire il dubbio se sia stata la prima ad essere condizionata dalla seconda o viceversa.
E su questo torna di nuovo preponderante la ricerca Federutility, che come sappiamo è stata fatta dai gestori per esaltare fenomeno della morosità senza citare i motivi legati del fenomeno,come nel caso di numerosissimi casi dove spesso la morosità in particolare quella degli utenti è dovuta principalmente ai disservizi e disagi causati dai gestori.
Si pensi a tutti quei casi di fatture in acconto stimato fino a 120 gg(Ato2 e 4 del Lazio),oppure ai distacchi prolungati di quasi tutto il meridione, oppure degli immensi disservizi legati alla fatturazione o alla qualità del servizio, riconosciuti dalla stessa autorità che si è spinta a riconoscere come per essa stessa è impossibile ottenere dati certi e veritieri da parte dei gestori,circa servizio e gestione.

E’ sufficiente, difatti, mettere in semplice correlazione i dati della morosità geografica con quella della tipologia d’utenza e del mancato incasso definitivo a 24 mesi per accorgersi di un dato elementare: coloro che non pagano sono gli stessi soggetti che concedono (e spesso gestiscono direttamente con Società interamente pubbliche) il Servizio Idrico Integrato.
Ma l’elemento che più appare evidente, anche dal paradossale “documento” di Federutility presentato in occasione della conferenza nazionale sui servizi idrici a Milano del 13 dicembre, è che i gestori oltre a dire che i morosi sono sopratutto i comuni ovvero coloro che dovrebbero controllare i gestori, e in tal senso pur di scaricare ogni responsabilità sulla gestione, cercano di dettare integralmente la linea da prendere all’autorità, senza alcun rispetto al ruolo di garanzia della stessa e cestinando completamente ogni criterio di efficenza, per non parlare dell’etica con la quale svolgono un servizio essenziale per la vita umana, forse ancora più importante di quello della tutela salute pubblica affidata alle aziende sanitarie.

Il dato sulla morosità:

• al 31 dicembre 2012 la morosità nel SII (crediti scaduti) è stata stimata in 3,8 miliardi di euro di cui il 2,7 miliardi entro 24 mesi di ritardo e 1,1 miliardi con oltre 24 mesi di ritardo.
• Il credito scaduto è addebitabile per il 45% alle utenze domestiche e per il 55% alle utenze non domestiche di cui 18% alla P.A. ed il 37% ad operatori privati;

Il dato sul tasso di mancato incasso definitivo:

• Utenti domestici: 3,2%
• Amministrazioni pubbliche locali: 8,0%
• Amministrazioni pubbliche centrali: 6,5%
• Altri utenti non domestici: 5,6%
• Utenti di servizio all’ingrosso: 23,6%

E’ pur vero che le utenze domestiche, nonostante il tasso sia sotto la media, considerando il numero delle utenze di tale tipologia sul totale generale medio di tutte le tipologie rappresentano oltre il 50% in termini monetari dei mancati incassi.

Ma è altrettanto vero come sia palesemente viziato da una mancanza di indagine scientifica metodologica il fatto di non aver previsto, ad esempio, come condizione qualificante per il Gestore per ottenere il riconoscimento del tasso di morosità quello di recuperare in tempi celeri gli incassi da Pubbliche Amministrazioni e Clienti per acqua all’ingrosso che rappresentano, in termini numerici, il 18% del mancato incasso del Sistema.
Queste ed altre risultanze che possano spingere veramente il Sistema verso l’efficienza e l’efficacia sono state omesse per mancanza di analisi scientifica: non possiamo affermare con esattezza matematica quanti e quali indici di analisi potrebbero essere applicabili, ma possiamo affermare con forza scientifica che il solo parametro territoriale nord-centro-sud sia assolutamente insufficiente se non quasi irriguardoso verso gli Utenti del Servizio.

Non sono stati presi in considerazione anche processi e metodologie per il recepimento dell’Art.2, comma 461 della legge 244/2007(Finanziaria 2008), relativa al monitoraggio e controllo qualità dei processi aziendali per i gestori dei servizi pubblici locali in partenariato con le associazioni consumatori del CNCU e riconosciute a livello regionale.
Il recepimento della norma porterebbe una notevole riduzione delle conflittualità a livello territoriale tra gestori e utenti oltre che a strutturare dei meccanismi di risoluzione delle controversie alternative a quelli tradizionali e in linea con le direttive europee, così come recepito dall’accordo di programma del CNCU con la conferenza Stato Regioni del 20 e 21 novembre durante la sessione programmatica di Napoli con successiva pubblicazione in gazzetta ufficiale.

Ci chiediamo se non sia ora di rivedere posizioni e Governance del servizi idrico dell’AEEG.

Centro Studi AquaEqua

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Luce e Gas, cosa fare e come risparmiare. Luigi Gabriele da “Quelle brave ragazze” Rai 1

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Luce e Gas, cosa fare e come risparmiare, Luigi Gabriele approfondisce insieme  a “Quelle brave ragazze” Rai 1

6 agosto 2018 – per rivedere la puntata, clicca su questo link da minuto 55″

1) cosa significa e quando avverrà il superamento del mercato tutelato per l’energia elettrica e il gas

La differenza consiste nel fatto che, mentre nel mercato tutelato periodicamente (trimestralmente) l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas propone un prezzo di riferimento per il mercato e quindi le aziende che vendono gas ed energia elettrica sono obbligate ad applicare il prezzo imposto dall’Autorità, invece nel mercato libero, gli operatori possono applicare il prezzo che preferiscono. Nel mercato libero, sostanzialmente è il cliente a decidere quale venditore o tipo di contratto scegliere, decidendo di cambiare qualora l’offerta non sia più confacente ai propri consumi. In linea di massima, il prezzo di riferimento del mercato tutelato è stato finora anche il più conveniente.

Il superamento è previsto per il 1° luglio 2019, anche se aleggia un’ipotesi molto plausibile sul fatto che il decreto mille proroghe, prorogherà appunto al luglio 2020, la completa liberalizzazione.

2) cosa deve fare il consumatore e cosa rischia in caso non scelga un nuovo operatore

Dunque, il consumatore che non optasse per un operatore del mercato libero, si ritroverebbe catapultato contro la sua volontà, nel cosiddetto servizio di salvaguardia, dove l’energia costa il 40% in più. Quindi il consumatore dovrà scegliere un nuovo fornitore oppure esprimere chiaramente di voler passare al mercato libero dello stesso operatore, se del mercato tutelato.

Codici, per aiutare il consumatore ad orientarsi in vista della liberalizzazione del mercato, sta organizzando un gruppo di acquisto energia e gas.

 

3) cosa fare in casi di conguaglio e cosa prevede la nuova legge sui maxi conguagli

– In caso di maxiconguaglio bisogna inviare un reclamo scritto al proprio fornitore e richiedere l’accertamento dell’addebito. Ci si può anche far aiutare da un’Associazione di Consumatori per scrivere il reclamo da inviare ad un’azienda. Questo perché grazie alla nostra esperienza, in poche righe riusciamo a cogliere il problema e ad ottenere risposta entro i tempi stabiliti. I recapiti in genere sono scritti sulla bolletta o sul sito dell’operatore. Attenzione perché il reclamo telefonico non è valido, cioè lagnarsi al telefono con un operatore non viene considerato come reclamo!

Bisogna inoltrare un reclamo scritto per mezzo, in genere, di raccomandata A.R, FAX o PEC, posta elettronica certificata comunque deve rimanere una ricevuta a chi invia.

– La Manovra di Bilancio 2018 ha segnato l’addio per legge (speriamo definitivo) alle fastidiose maxi-bollette che troppi di noi conoscono bene e contro cui Codici combatte da ormai diversi anni. Infatti, secondo il provvedimento, nei contratti di forniture di acqua, gas e di energia elettrica il diritto al corrispettivo si prescriverà in due anni, a partire da marzo 2018, per le bollette del gas bisognerà aspettare gennaio 2019, per quelle dell’acqua il 2020.

NON sarà più possibile richiedere al consumatore somme che vadano al di là dei due anni precedenti l’emissione della bolletta. Una bella novità, di cui beneficeranno sia gli utenti domestici che le microimprese.

Un altro diritto garantito all’utente dalla Manovra consiste nella possibilità di sospendere i pagamenti in attesa di una verifica della legittimità di condotta dell’operatore in questione, ad esempio nel caso in cui:

  • Siano state emesse fatture a debito per conguagli relativi a periodi maggiori di due anni
  • L’utente abbia presentato reclami riguardanti i conguagli nelle forme previste dall’Autorità
  • L’Autorità garante abbia aperto un procedimento per l’accertamento di eventuali violazioni del codice del consumo: relative alle modalità di rivelazione dei consumi, di esecuzione dei conguagli o di fatturazione utilizzata dall’operatore interessato

Detto ciò, il diritto che, con ogni probabilità, interessa di più il consumatore consiste nell’obbligatorietà di ricevere il rimborso dei pagamenti effettuati entro tre mesi (a titolo di indebito conguaglio), in caso di esito della verifica sulla legittimità della condotta dell’operatore.

4) come formulare e a chi un reclamo in caso di problemi con la bolletta *VEDI punto 3

5) come valutare i propri consumi ed eventualmente scegliere un nuovo operatore

– Controllare e monitorare sempre i propri consumi, stando attenti agli apparecchi elettrici ed elettronici presenti in casa, spesso ci viene detto dai consumatori di avere solo frigorifero e scaldabagno elettrico. Ecco, già questo da solo fa lievitare i consumi e le persone non ne sono consapevoli.

– Per evitare amare sorprese, comunicare attraverso tutti i canali disponibili, l’autolettura. Questo è l’unico modo, certo se acquisita dall’operatore, di tutelarsi.

– Controllare sempre che il contatore funzioni, che abbia un display leggibile e che registri il dato.

 

  • Il nuovo operatore va scelto sulla base di alcuni parametri fondamentali a nostro avviso:
  • Ovviamente il prezzo che offre per la fornitura, conveniente e tra i più bassi, ma non è l’aspetto fondamentale. Anche da un’indagine condotta da Codici emerge che,
  • la trasparenza e correttezza dei processi aziendali sono prioritari: la modalità di acquisizione di nuovi clienti, la contrattualistica e le politiche in genere che l’azienda attua nei confronti del consumatore, lo fanno stare più tranquillo.
  • La trasparenza delle informazioni che offre
  • I tempi di risposta e attesa
  • La reputazione, che per carità può sempre essere ribaltata e quindi può essere riabilitato
  • L’assistenza che è in grado di fornire

 

 

6) Fino ad oggi come e’ stato gestito  il mercato per l’energia elettrica e del gas e come sta cambiando ora ?

Fino ad oggi c’è stato un doppio binario tra il meccanismo di tutela, diciamo di natura monopolistica, e da meno di 10 anni un po’ per l’energia e un po’ più per il gas, si è pensato invece di aprire un po’ più alla liberalizzazione sia della produzione che della vendita di energia. Quindi sostanzialmente già oggi coesistono il mercato tutelato e il mercato libero di energia e gas.

Ciò che cambierà è che a partire dal 1° luglio 2019 o 2020 (secondo emendamento al mille proroghe), esisterà solamente il libero mercato.

 

7) Si parla di mercato tutelato e mercato libero: quali sono le differenze e che peso hanno in questo momento sulle decisioni dei consumatori?* vedi domanda 1

 

 

8) Quali sono le cause principali di questi rialzi?

 

I motivi sono:

  • Le tensioni internazionali, ad esempio tra Iran e USA che quindi sui mercati determinano un aumento del prezzo del greggio
  • Le numerose voci che compongono la bolletta

Il fatto che l’Autorità uscente abbia formulato una riforma tariffaria che da progressiva diventa regressiva, quindi più consumi meno spendi, che determinerà un aumento dal 10 al 30% della bolletta elettrica, e questo è stato programmato e voluto.

9) Quale sarà il costo che peserà sulle famiglie la prossima estate

Il costo sulle famiglie che peserà maggiormente quest’estate è ovviamente quello dei condizionatori, date le temperature e l’utilizzo massiccio degli stessi. Ma in un contesto più ampio, i consumatori la sorpresa se la ritroveranno dal 1° ottobre 2018. Nell’ultimo trimestre infatti, la tariffa che avrebbe dovuto subire degli aumenti ancora più elevati, è stata calmierata dalla stessa Autorità, diciamo che in questo modo la impopolarità dell’atto verrà scaricata sulla Autorità entrante. Questi aumenti sono stati solo rimandati al trimestre successivo, che va da ottobre a dicembre 2018 e qui si che si arriverà ad aumenti anche del 10% ed oltre.

 

10) Come possiamo difenderci dal caro spesa luce e gas?*vedi punto 5. Inoltre, essere noi stessi virtuosi con dei comportamenti quotidiani come: non lasciare le luci accese dove non siamo presenti, non lasciare il frigorifero aperto inutilmente, non lasciare le persiane aperte nelle ore più calde con l’aria condizionata accesa, al contrario non chiuderle finché si può utilizzare la luce naturale ecc ecc…

 

11) Cosa puo’ rischiare il consumatore volendo  rimanere con il vecchio operatore senza optare per uno nuovo?*servizio di salvaguardia vedi punto 2

 

12) Quali sono i consigli per meglio orientare le decisioni del consumatore?* vedi punto 5 secondo punto.

 

13) Come valutare i propri consumi  per gestire al meglio la propria situazione di gas e luce?* vedi punto 5

 

14) A fronte di queste novita’, In base a quali criteri va scelto un nuovo operatore, senza la paura di sbagliare?  *vedi punto 5

          Il nuovo operatore va scelto sulla base di alcuni parametri fondamentali a nostro avviso:

–          Ovviamente il prezzo che offre per la fornitura, conveniente e tra i più bassi, ma non è l’aspetto fondamentale. Anche da un’indagine condotta da Codici emerge che,

–          la trasparenza e correttezza dei processi aziendali sono prioritari: la modalità di acquisizione di nuovi clienti, la contrattualistica e le politiche in genere che l’azienda attua nei confronti del consumatore, lo fanno stare più tranquillo.

–          La trasparenza delle informazioni che offre

–          I tempi di risposta e attesa

–          La reputazione, che per carità può sempre essere ribaltata e quindi può essere riabilitato

–          L’assistenza che è in grado di fornire

 

15) Una parola che incute timore: il famoso conguaglio, che quando arriva, in genere, prevede somme ragguardevoli da pagare.. ma sono sempre cifre che corrispondono alla realtà?

Dipende, possono anche essere cifre dovute se ad esempio qualcuno non ha mai pagato la propria fornitura di energia o gas. In genere però, dalla nostra esperienza, i conguagli non sono mai dovuti in toto rispecchiando la cifra addebitata in quanto interviene la prescrizione, che prima era quinquennale ed ora, da marzo 2018 sarà biennale.

 

16) Ma questo conguaglio  in che modo viene calcolato?

In genere, sulla base di letture stimate, che significa mai rilevate né da un letturista che dovrebbe passare almeno 1 volta l’anno perché è una attività retribuita in bolletta, né dal contatore teleletto che dovrebbe essere talmente intelligente e preciso da rilevare il dato a distanza.

Oppure il distributore, cioè colui che rileva e detiene il dato della lettura, non ha adempiuto al suo compito comunicando la lettura al venditore di energia (colui per intenderci che si rapporta al consumatore), quindi si sono accumulate letture stimate non realistiche, e poi si sveglia un bel giorno e invia al venditore un conguaglio tra lettura stimata ed effettiva che risulterà in bolletta, perché bisogna riallineare i consumi.

E’ ovvio che magari pur essendo dovute sono insostenibili.

 

 

17) Ci si puo’ tutelare dai maxi conguagli? E soprattutto cosa fare?

Si. L’autolettura VA SEMPRE COMUNICATA e bisogna monitorare il proprio dato di consumo attraverso consumi e contatore, sono sempre la soluzione per evitare amare sorprese in bolletta.

 

18) C’e’ la possibilita’ di poter rateizzare l’importo di questi conguagli? In che modalità?

Si, la regola è concedere una rateizzazione pari almeno al numero di fatture che sono state saltate (cioè non emesse), ovvero pari al periodo del maxiconguaglio.

 

19) E per chi avesse pagato di piu’ del dovuto, in che modo può rientrare delle somme versate?

Attraverso una nota di credito nel caso in cui abbia interrotto il rapporto contrattuale, altrimenti verrà riaccreditato sulle bollette future.

 

20) In caso di problemi di bolletta   come dobbiamo  formulare la richiesta di reclamo  e a chi?* vedi punto 3 reclamo

 

 

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New Deal per i Consumatori, audizione in Senato della repubblica

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Giovedì 26 Luglio 2018 alle ore 8.30 Commissione Industria, commercio, turismo – Ufficio di Presidenza

Protezione dei consumatori

Audizione informale nell’ambito dell’esame degli atti dell’Unione europea n. COM (2018) 183 def. (Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo – Un “New Deal” per i consumatori) e n. COM (2018) 185 def. (Proposta di Direttiva sulla protezione dei consumatori) del Consiglio nazionale consumatori e utenti (CNCU)

Audizione di Luigi Gabriele- Affari Istituzionali CODICI dal minuto 28.

Per rivedere il video

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Luce e gas, via al portale statale ma senza comparare le offerte – da Il Fatto Quotidiano

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Fonte: Il Fatto Quotidiano del 16 luglio 2018, in edicola

di Patrizia De Rubertis

Verso la liberalizzazione . I milioni di euro di multa inflitti a Eni per la scorretta fatturazione dei consumi

Il provvedimento dell’Antitrust trae origine dalle segnalazioni dei consumatori che hanno lamentato maxi conguagli sulle bollette del 2007 Luce e gas, via al portale statale ma senza comparare le offerte.

La piattaforma dell’Authority riporta i prezzi del mercato libero e non quelli del tutelato » 

Ventidue milioni di consumatori dell’energia e 18 milioni del gas entro il primo luglio 2019 dovranno obbligatoriamente passare al mercato libero, così come ha deciso il ddl Concorrenza. Ma, salvo un ulteriore slittamento deciso dal governo nei prossimi mesi, questo passaggio iniziato nel 2009 potrebbe essere “subito” dalle famiglie che ignorano l’avvento della rivoluzione che mette fine al mercato libero. Con la concreta possibilità, tuttavia, di non scegliere il nuovo gestore che soddisfi le proprie esigenze e il serio pericolo di pagare una bolletta più cara. Tanto che, secondo un sondaggio effettuato dall’associazione Codici, un terzo delle famiglie non sa quanto spende davvero in elettricità e gas, mentre 1’80% ignora addirittura il tipo mercato in cui si trova. COSÌ, se la liberalizzazione del mercato nasce da un’esigenza di maggior concorrenza tra gli operatorie di più ampi margini di guadagno che possano portare a maggiori investimenti sul settore, le offerte “libere” già presenti sul mercato non sempre si sono rivelate convenienti. Senza giri diparole, quello che difatto ha sempre bloccato il passaggio (nel 2016 ultimo dato disponibile nel mercato libero c’era solo il 34,4% dei clienti domestici dell’elettricità e poco meno del 38% del gas) è la paura della mancanz a di trasparenza. Fino ad oggi, infatti, chi ha abbandonato consapevolmente il mercato libero (ma è alta lapercentuale dei clienti ai quali sono stati “estorti” contratti stipulati tramite reti di agenti che operano porta a porta o attraverso il teleselling), dopo la scadenza del primo anno quello su cui solitamente viene applicata una forte scontistica si è ritrovato a pagare più di prima. Mentre solo i più smanettoni che hanno sottoscritto i contratti via web sono riusciti a risparmiare fino al13%, secondole elaborazionidiRef Ricerche. Facciamo chiarezza. Alle decine di operatori di call center e agli emissari porta a porta che in queste settimane stanno telefonando o scampanellando a casa per comunicare che entro il mese in corso bisogna passare al mercato libero, va subito risposto che c’è ancora un anno di tempo per prendere una decisione così importante che vede sul piatto migliaia di euro all’anno che si sborsano per le bollette della luce e del gas. La scomparsa del mercato a maggior tutela significa, infatti, scegliere personalmente il proprio fornitore (come si fa con la telefonia), dal momento che non ci sarà più un garante, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), che ogni tre mesi stabilisce il prezzo di luce e gas. Un importo, frutto dell’acquisto collettivo di energia senza ricarichi, salvo i rialzi che si registrano solitamente per la corsa del petrolio. E che per ilterzo trimestre equivalgono a un +6,5% per l’elettricità e il +8,2% per il gas, che per una famiglia tipo equivalgono a un aumento di spesa da 24 euro all’anno.

COME FARE, quindi, a decidere a quale gestore affidarsi, la forma contrattuale da sottoscrivere (monoraria, bioraria, multioraria) e la condizione di prezzo (fissa, variabile)? E perché proprio queste tre domande? Sono i quesiti che pone il “Portale offerte”, il sito operativo da inizio mese e realizzato dall’Acquirente Unico sulla base delle indicazioni fornite dall’Arera. Iniziativalodevole che dovrebbe aiutare le famiglie a individuare l’offerta più vantaggiosa rispetto al proprio profilo di consumo visualizzando le cosiddette offerte “placet”, vale a dire le proposte commerciali per i clienti domestici che contengono un prezzo determinato dal venditore, ma a condizioni contrattuali e struttura di prezzo definiti dall’Authority. Noi abbiamo fatto la prova sul campo. Quasi impossibile trovare il sito che non solo non è indicizzato sui motori di ricerca, ma non è neanche promosso sul sito dell’Arera, dove tra i banner in bella evidenza, campeggia ancora il “Trova offerte”, il vecchio comparatore. Poi, una volta che si inseriscono i dati, l’offerta del fornitore che esce è alquanto improbabile: un gruppo sconosciuto che riconduce a un sito assi lontano dal concetto di trasparenza tariffaria. “Questo portale ingenera solo confusione in un settore già di per sé molto complicato”, commenta Luigi Gabriele di Codici. Che spiega: “Peccato che si siano dimenticati di comparare queste offerte con il prezzo del servizio ditutela, ossia proprio con il parametro di riferimento piu importante; inoltre mancano le offerte green, qualsiasi informazione sui bonus destinate alle fasce più deboli”. E dal nostro . Dal canto suo l’Acquirente unico si discolpa spiegando che il sito è in fase di rodaggio e che la comparazione tra le offerte avverrà per gradi: a dicembre verranno pubblicate tutte le offerte esistenti sul mercato. Ma il peccato originale della mancata comparazione con il prezzo della tutela resterà.

L’aumento della spesa per luce (+6,5%) e gas (+8,2%) della famiglia tipo nel mercato tutelato per il terzo trimestre 34,4% La quota dei clienti domestici che nel 2016 sono passati al mercato libero dell’elettricità Sul fronte del gas, la percentuale è poco meno del 38% 21% La quota totale sul mercato libero che detiene Enel. Edison è al 6,1%, Eni al 5,5% e agli altri operatori va il 24,9% Alt 1.6 r 72). tr. . r. . 41 ».. . 1¦Igh tie ” Contratto Placet È la nuova proposta ibrida che i rivenditori devono fornire per agevolare gli utenti

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