Il Codacons, attuale azionista di Monte dei Paschi di Siena, ha presentato una diffida alla banca senese chiedendo di rendere pubblico il contenuto della decisione assunta dalla Commissione Europea sugli aiuti di Stato di MPS il 27 novembre 2013, il cui contenuto non è stato ancora diffuso al mercato nonostante sia stato il motivo della decisione del Cda di MPS di chiedere ai soci di sottoscrivere un aumento di capitale di 3 miliardi di euro destinato al ripagamento di altrettanti Monti Bond.
Intervenendo all’assemblea degli azionisti di MPS il 28 dicembre scorso, il CODACONS aveva affermato che, sotto il profilo legale, l’unico presupposto normativo per la decisione assunta dalla Commissione Europea di chiedere la restituzione degli aiuti possa risiedere nell’art 108 del Trattato Europeo, che prevede la modifica oppure la restituzione degli aiuti di Stato nel caso in cui siano stati attuati “in modo abusivo”. Nel corso dei lavori assembleari, il Presidente Profumo e l’Amministratore Delegato Viola hanno vigorosamente respinto l’ipotesi formulata dal Codacons, senza però fornire nessuna spiegazione alternativa. Nella diffida l’associazione ha chiesto a MPS di informare il mercato in merito alle motivazioni fornite dalla Commissione UE a supporto della decisione presa di chiedere la restituzione dei Monti Bond, trattandosi evidentemente di informazioni su fatti rilevanti per gli investitori, onde decidere se sottoscrivere o meno il futuro aumento di capitale. MPS, che nell’ottobre scorso era stata multata dalla Consob per comportamento “quantomeno gravemente negligente” per non aver fornito determinate informazioni all’autorità di controllo.
Nella diffida presentata, il Codacons ha anche intimato al CDA di MPS di astenersi dal prendere possibili decisioni lesive degli interessi dei soci sottoscrivendo accordi di natura “tombale” con Nomura che impediscono alla banca, in futuro, di avanzare ulteriori richieste di risarcimento danni nei confronti della banca giapponese ove si riconoscesse che le famose operazioni oggetto delle azioni legali in essere e a tutt’oggi contabilizzate da MPS come titoli di Stato siano in realtà derivati, come l’associazione ha chiesto ai giudici di accertare nei procedimenti in corso a Firenze.

Il Presidente del CODACONS Avv. Carlo Rienzi ha dichiarato “La vera questione ancora da capire è il perché le autorità competenti
(Banca d’Italia, Consob, Ministero dell’Economia) non si siano mosse così come hanno fatto ad esempio la Bundesbank e Bafin intimando a Deutsche Bank di correggere la contabilizzazione dell’operazione fatta con MPS, come comunicato dalla banca tedesca il 29 gennaio 2014. MPS è una delle 124 banche europee sottoposta all’esercizio di valutazione complessiva in vista dell’entrata in funzione del Meccanismo Unico di Vigilanza condotto sotto la supervisione della Banca Centrale europea (BCE) e dell’Associazione Bancaria Europea (EBA). Il CODACONS ha già provveduto ad informare sia la BCE che l’EBA sul fatto che MPS continuerebbe a rappresentare come Titoli di Stato (BTP) operazioni che le controparti di MPS, sotto la supervisione delle relative autorità di controllo – Banca di Inghilterra, FCA, Bundesbank e Bafin – hanno già riconosciuto come derivati. L’atteggiamento della BCE e dell’EBA nei confronti di MPS sarà un test importante per la credibilità del futuro Meccanismo Unico di Vigilanza delle banche europee”.