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MPS: la UE boccia gli aiuti di Stato

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La Commissione Europea nel corso del weekend ha di fatto bocciato la richiesta di aiuti di Stato addizionali (2 miliardi di euro) concessi nel febbraio scorso a MPS ed ha ingiunto alla banca di restituirli con gli interessi (2,5 miliardi) entro il 2014 pena la nazionalizzazione.
L’ineccepibile decisione della Commissario Almunia ha accolto in pieno le istanze sollevate dal Codacons, ovvero che la procedura degli Aiuti di Stato e’ stata viziata da errori ed omissioni da parte di MPS, Banca d’Italia, Consob e Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il Codacons ha sempre sostenuto che il deficit di capitale di MPS è stato generato da sette miliardi di derivati con due banche straniere (Deutsche Bank e Nomura) tutt’oggi surrettiziamente rappresentati nei bilanci di MPS come Titoli di Stato, contrariamente a quanto dichiarato da MPS e dalle autorità italiane che invece hanno sostenuto che gli Aiuti di Stato servivamo a ripianare un deficit creato dalla crisi del debito sovrano. La decisone della Commissione ha di fatto dato ragione all’associazione dei consumatori.

Auspichiamo che il Parlamento faccia propria l’articolata interpellanza su MPS già presentata in Senato a difesa dei diritti dei contribuenti e dei piccoli investitori per chiedere precise risposte al Governo sull’operato del Ministro Saccomanni, della Banca d’Italia, della Consob e dei vertici attuali della banca – spiega il Codacons – La stabilità del sistema bancario si basa sul presupposto che esista un efficace sistema di controlli (Banca d’Italia e Consob) in grado di intervenire prima che la dimensione di un problema raggiunga la soglia di 4 miliardi di euro, incidentalmente la dimensione del buco nel bilancio di Parmalat. Questo non è accaduto ed occorre adesso fare piena luce sulle responsabilità.

Il Codacons ha chiesto una urgente convocazione e audizione delle Commissioni parlamentari a tutela dei risparmiatori e le dimissioni dei responsabili con una lettera inviata oggi a tutti i parlamentari italiani.

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Polizze vita: hai un tesoretto nascosto e non lo sai

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Sei beneficiario di una polizza vita e non lo sai? Potresti avere tra le mani un tesoro e non saperlo Codici ti aiuta a scoprirlo!

In Italia, le polizze vita dormienti sono circa 4 milioni. I beneficiari non riscuotono i premi, i quali vengono trattenuti dalle compagnie assicurative.

Allo scadere del decimo anno, poi, con la prescrizione, vengono devolute al Fondo Rapporti Dormienti, Istituito presso la CONSAP.

Gli italiani potrebbero avere a portata di mano un tesoro e invece lo ignorano.

Perché i beneficiari non riscuotono i premi?

Il problema è che molto spesso gli eredi non sono a conoscenza dell’esistenza di una polizza vita stipulata da un loro caro defunto e la compagnia assicurativa non è grado di avvertirli perché non è a conoscenza della loro residenza, in quanto sulla polizza il beneficiario non viene indicato in maniera precisa.

Si tratta di somme rilevanti che potrebbero finire ai legittimi proprietari, ad esempio figli o nipoti di un assicurato defunto, che ne sono, però, titolari a loro insaputa e che finiscono per eclissarsi in un oblio burocratico.

Ignorando di avere diritto alla riscossione dei premi, i beneficiari non si fanno avanti, le polizze scadono, cadono in prescrizione e vengono incorporate dallo Stato.

Sono migliaia i risparmiatori che non hanno potuto riscuotere le polizze perché scaduti i termini.

Per evitare che questo accada, l’Associazione Codici offre un servizio che permetta a tutti i cittadini di scoprire se un familiare defunto abbia stipulato una polizza vita in loro favore.

Potrai verificare se sei stato indicato come legittimo beneficiario e riscuotere ciò che ti è dovuto senza correre il rischio di perderlo senza nemmeno esserne a conoscenza.

Se pensi che qualcuno possa aver stipulato una polizza vita indicandoti come beneficiario, rivolgiti a segreteria.sportello@codici.org o al numero 06.5571996 e Codici verificherà per te.

 

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ISTAT, nel 2017 scende ancora il prezzo delle case

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Indici dei prezzi delle abitazioni

Nel terzo trimestre 2017, sulla base delle stime preliminari, i prezzi delle abitazioni registrano una diminuzione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente (Prospetto 1); il ribasso congiunturale dei prezzi si deve interamente alle abitazioni esistenti che si riducono dello 0,7% mentre quelle nuove registrano un incremento pari a +0,3%.

Su base annua persiste la diminuzione dei prezzi (-0,8%), che si accentua rispetto al trimestre precedente (era -0,2%). La flessione tendenziale e il suo ampiamento sono imputabili esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti (-1,3%, da -0,5% del secondo trimestre 2017), mentre quelli delle abitazioni nuove salgono dello 0,6% (da +0,3%). Pertanto, il differenziale tra la variazione tendenziale dei prezzi delle abitazioni esistenti e quella dei prezzi delle abitazioni nuove si conferma negativo e si amplia portandosi a -1,9 punti percentuali (da -0,8).

Rispetto alla media del 2010, primo anno per il quale è disponibile la serie storica dell’IPAB, nel terzo trimestre 2017 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,2% (-2,0% le abitazioni nuove;
-20,5% le esistenti).

Il calo dei prezzi delle abitazioni si manifesta contestualmente alla crescita dei volumi di compravendita per il settore residenziale, la cui ampiezza si riduce però per il quinto trimestre consecutivo; infatti, in base ai dati rilasciati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, nel terzo trimestre 2017 il numero di unità immobiliari residenziali scambiate aumenta dell’1,5% rispetto allo stesso trimestre del 2016, registrando così il tasso di crescita tendenziale più contenuto dal secondo trimestre 2015 e dopo il picco del secondo trimestre del 2016 quando fu pari a +23,2%.

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Scoppia il caso frodi degli assegni bancari? Approfondimento di Luigi Gabriele su Radio Cusano Campus

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GLI ASSEGNI SONO UNA FORMA DI PAGAMENTO MOLTO RISCHIOSA, SOPRATUTTO OGGI.
Scoppia il bubbone delle frodi con gli assegni bancari. Nell’era delle criptovalute e dei pagamenti elettronici, si torna a parlare di assegni bancari perchè di facile contraffazione. Ne ha parlato il 9 gennaio 2018 a Radio Cusano Campus Luigi Gabriele.​

Ascolta il podcast al seguente link

 

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