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Mps, le associazioni dei consumatori: pubblicare lista affidati e gestire in house Npl

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Fonte ilSole24ore

 

Dall’esigenza di rendere pubblica la lista degli affidati a quella di gestire in house i crediti deteriorati di Mps. Sono queste le proposte avanzate dalle associazioni dei consumatori che oggi sono intervenute in audizione dalla alla Commissione di inchiesta sulle banche. Tra le associazioni intervenute, Adusbef, Adiconsum, Altroconsumo e Associazione Codici. Gli interventi si sono focalizzati sulla vicenda della banca senese.

Casini: auspico audizione responsabili fatti
La tabella di marcia per la settimana prossima, che già si prospetta particolarmente serrata (la commissione fisserà infatti audizioni tutti i giorni da martedì a venerdì), prevede nuovamente l’incontro con i responsabili di Bankitalia e con quelli di Consob. Ma per quanto il presidente della Commissione Pier Ferdinando Casini abbia espresso il generale auspicio che a essere auditi siano coloro che erano responsabili all’epoca in cui si sono verificati i fatti, ancora non è stato deciso niente in merito alla possibilità di chiamare di fronte alla commissione in ultima istanza anche il presidente della Bce, Mario Draghi, che all’epoca dell’acquisto di Antonveneta da parte di Mps, nel 2007, era governatore della Banca d’Italia. «Ho chiesto ieri al governatore della Banca d’Italia e al presidente della Consob di avere indicazioni di chi potrà venire su tema Mps – ha spiegato Casini – perché ho fatto notare che, al di là di principio continuità costituzionale, se viene il responsabile di oggi viene perché si sarà fatto carico di un esame dei documenti di ieri. Ho anche detto – ha aggiunto – che è auspicabile che ci siano persone che nel momento dei fatti erano protagoniste perché questo agevola il nostro lavoro».

Il presidente della Commissione: «Da bankitalia piena collaborazione»
Rispondendo poi al senatore di Fi Augello secondo il quale il capo della vigilanza della Banca d’Italia aveva fornito dei documenti troppo tardi (solo la mattina dell’audizione) Casini ha detto: «Ritengo che l’atteggiamento delle istituzioni e in particolare di Bankitalia sia di collaborazione istituzionale piena. Ci hanno mandato tanti documenti. Le considerazioni che lei ha fatto saranno oggetto di verifica. Cerchiamo di tenere spirito di collaborazione con altre istituzioni non pensiamo sempre che ci sia malafede», ha concluso Casini.

Adusbef: rendere pubblica la lista degli affidati
Tra gli auditi oggi in Commissione il presidente di Adusbef Elio Lannutti. «Sarebbe importante rendere pubblica la lista degli affidati per evitare che altri crac nel futuro possano accadere», ha sottolineato.

Adiconsum: gestire in house crediti deteriorati Mps
Da parte sua Adiconsum ha chiesto che la gestione dei crediti deteriorati del Monte dei Paschi possa avvenire «in house» perché sarebbe l’unico modo di generare valore per il territorio e per la banca. Secondo Carlo Piarulli, «la cessione degli Npl a società esterne rischia di andare a intaccare il patrimonio della banca ma anche il tessuto sociale». Il rappresentante dell’associazione dei consumatori ha ricordato che Mps non è solo un banca di Siena e della Toscana, ma ha acquisito molte banche sul territorio nazionale, quindi «la cessione degli npl sta determinando nocumento alla banca ma anche e soprattutto ha impatto sul territorio per imprese famiglie che hanno acceso mutui con la banca stessa. Auspichiamo – ha concluso Paiarulli – che ci sia una gestione in house degli npl che sicuramente può generare valore per il territorio e per la banca».

Altroconsumo: perplessità sulla tutela della privacy
Silvia Castronovi di Altroconsumo ha sollevato qualche perplessità sul fatto che ci si nasconda dietro il principio della privacy: «Almeno – ha auspicato – ci auguriamo che in questa commissione possiate vederci chiaro anche perché dietro a questa vicenda ci sono le attività di speculatori gravi che poi si sono ripercosse sulle spalle dei piccoli risparmiatori con gravi conseguenze, fino al suicidio di alcuni».

Associazione Codici: smantellata direzione rapporti con consumatori
«In Banca Monte dei Paschi c’era una volta la Direzione rapporti con i consumatori che oggi – ha detto Luigi Gabriele dell’associazione Codici in audizione- è stata smantellata e il responsabile prepensionato». Gabriele ha invitato la Commissione ad acquisire carte e documenti che il Monte dei Paschi mostrava nel corso degli incontri di Consumer Lab, il tavolo permanente di confronto con i consumatori che Siena aprì, tra le prime banche in Italia, sotto la presidenza Mussari. «Ci portavano a visitare Rocca Salimbeni e anche a vedere le tenute vitivinicole – ha ricordato -. Ci mostravano carte e documenti e dopo gli incontri la banca faceva comunicati, e non vorremmo fosse stata carpita la nostra buona fede per ottenere la fiducia dei risparmiatori. Nello stesso momento – ha aggiunto – avveniva la ristrutturazione di Alexandria, l’acquisto di Antonveneta e noi non sapevamo niente» delle pratiche scorrette poi accertate.

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Consumatori

Revisionare uno scooter costa come un SUV. Esposto del Codacons

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La revisione auto, il famoso certificato cui sono obbligati i proprietari di auto e motocicli, finisce al vaglio dell’Antitrust. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Autorità per la concorrenza e al Ministero dei Trasporti chiedendo di fare luce sui costi del certificato che la legge impone ai cittadini e di modificare le tariffe stabilite per legge.

Il certificato di revisione è un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada su tutti i veicoli a motore, finalizzato a verificarne le condizioni sul fronte della sicurezza, del livello di emissioni inquinanti e della rumorosità – spiega l’associazione – Le tariffe per ottenere il rilascio del documento sono stabilite dal Ministero dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze ma il relativo decreto non fa alcuna distinzione tra tipologie di veicolo: ne consegue così che per sottoporre uno scooter a revisione si paga la stessa cifra prevista per un Suv o per un’auto potente e di elevata cilindrata.

Nello specifico per il corrente anno i costi relativi alle operazioni di revisione sono pari 45,00 euro se la revisione è effettuata presso la Motorizzazione e 66,80 euro (Iva inclusa) se la revisione è effettuata presso un’officina autorizzata.

Fermo restando la legittimità dell’obbligo di revisione dei veicoli, con riferimento all’aspetto meramente economico ne emerge, a parere della scrivente associazione, un’evidente disparità di trattamento fra gli utenti/automobilisti, in funzione del mezzo adoperato, ed in ragione della loro capacità contributiva ex art. 53 Cost. – scrive il Codacons nell’esposto – Si chiede pertanto di aggiornare ovvero parametrare le tariffe relative alle operazioni di revisione tenendo conto dei dati del veicolo (cilindrata, modello, data di immatricolazione, alimentazione, allestimento del veicolo, tipo di utilizzo e i km percorsi annualmente) nonché ai dati del proprietario (persona fisica, giuridica o società; residenza, data di nascita e anno di conseguimento della patente; classe di merito e attestato di rischio; numero di sinistri e tipologia; eventuali altre auto possedute in famiglia), previo annullamento in autotutela ai sensi della L. 241/90 del “Regolamento recante la fissazione delle tariffe applicabili alle operazioni di revisione dei veicoli” ex D. Min. Trasporti del 2 agosto 2007, n.161”.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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