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MPS: l’offerta di scambio sulle obbligazioni subordinate è -nei fatti- rivolta agli investitori istituzionali

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Firenze 28 novembre 2016 – Si apprende da un comunicato stampa della Banca MPS che la Consob “ha approvato il documento (il “Documento di Offerta”) relativo all’offerta pubblica di acquisto volontaria (l’“Offerta”) che BMPS ha annunciato, lo scorso 14 novembre”. Questo documento alle ore 10:30 di oggi non era presente né sul sito della Consob né sul sito della Banca.
In ogni caso continuando nella lettura del comunicato stampa appare chiaro che la banca ha rinunciato (forse perché non c’erano i tempi o forse perché ha ricevuto rassicurazioni di adesione dagli istituzionali) alla partecipazione dei privati.
In primo luogo l’operazione inizia oggi 28 novembre alle ore 14 e termina venerdì 2 dicembre alle ore 16. Questi tempi sono incompatibili con un’adesione significativa della clientela privata.
Ma ad ulteriore conferma leggiamo nel comunicato che la banca si è impegnata a non tenere un atteggiamento proattivo nei confronti della clientela retail (il che significa non fare le telefonate per chiedere di aderire).
Inoltre la banca dovrà fare la verifica di adeguatezza del profilo di rischio (che necessariamente dovrà essere un profilo di rischio elevato) e lo dovrà fare sulla base del profilo presente al 30 settembre 2016 (o, solo se più prudente, di un profilo successivo). In questo modo si evitano i classici giochetti che molte banche hanno fatto di cambiare il profilo di rischio per aggirare la verifica di adeguatezza.
Con queste condizioni è evidente che l’adesione dei privati a questa operazione sarà pressoché nulla.
A seguito dell’annuncio del 14 novembre, Aduc aveva organizzato un servizio di valutazione dei profili individuali degli investitori privati coinvolti per poter dare un consiglio personalizzato.
Questo servizio nasceva dalla considerazione che anche scegliere di non aderire, per i profili più conservativi, avrebbe potuto significare contribuire al fallimento dell’intera operazione con un danno anche per lo stesso piccolo obbligazionista.
Viste le nuove informazioni, l’eventuale scelta di aderire diventa una scelta che ha senso valutare esclusivamente in chiave speculativa, che è un’ottica legittima, ma non quella che anima il servizio di Aduc.
Per questa ragione il servizio di assistenza individuale annunciato non verrà svolto, ci limiteremo a dare ai risparmiatori che ce l’hanno chiesto informazioni generali.
Maggiori informazioni qui: Subordinate MPS: non è più un “dilemma del prigioniero” http://investire.aduc.it/articolo/subordinate+mps+non+piu+dilemma+prigioniero_25191.php

Alessandro Pedone – Responsabile Aduc per la Tutela del Risparmio

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Mutui prima casa, è ufficiale: il Fondo Consap è stato rifinanziato. Al via le domande

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L’avevamo già anticipato lo scorso 2 aprile, a seguito dell’annuncio fatto dal ministro Luigi Di Maio, ma ora è ufficiale. Il Fondo di garanzia gestito dalla Consap per l’acquisto della prima casa è stato rifinanziato. Il provvedimento è stato inserito nel Decreto Legge Crescita pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 30 aprile.

È quindi ora possibile presentare la domanda per chiedere la garanzia del 50% per un mutuo di massimo 250mila euro per l’acquisto della prima casa, non di lusso, anche con interventi di ristrutturazione purché tesi all’aumento dell’efficienza energetica.

La garanzia può essere chiesta da tutti senza limite di reddito e di età, a patto di non essere proprietari di altri immobili, fatta eccezione per quelli ricevuti a seguito di successione o concessi a titolo gratuito a genitori o fratelli.

Attualmente sono 180 gli sportelli bancari presso i quali è possibile consegnare la domanda.

Per scaricare il modulo di richiesta al Fondo Consap, clicca qui

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Gruppi segreti Facebook-prodotti Juice Plus, sanzioni da un milione di euro per pratica commerciale scorretta

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Il 27 marzo 2019 l’Autorità ha concluso un procedimento istruttorio nei confronti delle società The Juice PLUS+ Company Srl, The Juice PLUS+ Company Ltd, The Juice Plus+ Company Europe GmbH, The Juice Plus+ Company LLC, accertando che le stesse commercializzano integratori alimentari e prodotti sostitutivi dei pasti a marchio JuicePlus+ con modalità di promozione ingannevoli e non trasparenti attraverso il canale  social media marketing Facebook, in violazione del Codice del Consumo .

In particolare, il procedimento ha riguardato due profili: innanzitutto, la strategia di vendita adottata da JuicePlus incentiva la condivisione di esperienze di consumo non necessariamente autentiche. Nello specifico, è stata esaminata una forma di marketing occulto realizzata principalmente tramite pagine e gruppi segreti Facebook, consistente nel non rendere palese che i venditori dei prodotti JuicePlus agiscono nel quadro della propria attività commerciale, i quali, al contrario, si presentano falsamente sotto la veste di consumatori.

In secondo luogo, è stata accertata l’ingannevolezza delle informazioni diffuse con riguardo alle caratteristiche principali dei prodotti e dei risultati che si possono attendere dal loro utilizzo, soprattutto in termini di efficacia dimagrante e curativa, promettendo che con l’assunzione dei prodotti in esame sia possibile guarire da talune patologie o ottenere notevoli cali ponderali in poco tempo.

Inoltre, l’Autorità ha osservato che in un contesto virtuale, l’assenza degli elementi  caratterizzanti l’interazione consumatore-venditore richiede ai professionisti di adottare tutte le misure necessarie per evitare le confusioni di ruolo e, dunque, comportamenti scorretti da parte dei venditori affiliati. Di conseguenza, JuicePlus avrebbe dovuto esercitare una specifica cautela nelle indicazioni date ai propri affiliati ed effettuare un controllo esteso del loro operato, con l’applicazione di sanzioni disincentivanti.

Pertanto, l’Autorità ha ritenuto che la pratica commerciale descritta risulti scorretta ai sensi degli artt. 20, 21, 22 comma 2 e 23, comma 1, lett. aa) del Codice del Consumo e ha sanzionato le società coinvolte per un milione di euro.

 Nel corso del procedimento, l’Autorità si è avvalsa della collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 15 aprile 2019

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Caso Diamanti, vertice tra BPM, ADICONSUM e Federconsumatori

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Incontro con l’A.D. di BancoBPM Adiconsum e Federconsumatori:Abbiamo denunciato il grave disagio dei risparmiatori
Ora BancoBpm dimostri l’attenzione verso i clienti


9 aprile 2019
 – Si è tenuto a Milano, nel tardo pomeriggio di lunedì 8 aprile, l’annunciato incontro sulla vicenda “diamanti”, tra le delegazioni delle associazioni dei consumatori Adiconsum e Federconsumatori con il BancoBpm, rappresentato dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna, dal vice direttore generale Salvatore Poloni e il responsabile della task force Annibale Ottolina.

Nel corso dell’incontro, le Associazioni Consumatori hanno espresso il pesante disagio dei clienti che hanno investito in diamanti, le giuste aspettative di ristoro dei propri risparmi, la buona pratica di altre banche che hanno proposto l’acquisto delle pietre e che hanno integralmente rifuso l’importo investito.

L’amministratore delegato, condividendo le affermazioni delle Associazioni Consumatori sullo stato d’animo dei clienti, ha ribadito la volontà del BancoBpm di trovare soluzioni eque, ancorché differenziate nella diversa tipologia delle posizioni coinvolte.

Adiconsum e Federconsumatori hanno proposto all’amministratore delegato la necessità di rifondere i risparmiatori a partire dagli investimenti più bassi ed arrivare al ristoro del valore complessivo dell’investimento, tenendo conto anche della difficoltà di realizzo del bene acquistato.

Inoltre, stante le difficoltà oggettive del curatore, nel consegnare nel breve le pietre in deposito presso la società IDB, è stato richiesto al BancoBpm di considerare la lettera di possesso delle pietre che il curatore invierà agli investitori, quale elemento probante per effettuare il ristoro.

A fronte delle proposte delle Associazioni Consumatori, l’amministratore delegato ed il vice direttore generale, hanno dichiarato di rispondere in tempi brevi alle richieste effettuate.

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