Seguici su

Consumatori

Multe. Al via il servizio di notifica tramite PEC: di che si tratta? Quali vantaggi porta?

Pubblicato

il

Per PEC si intende Posta Elettronica Certificata: una mail che ha lo stesso valore legale della classica raccomandata A/R

Un decreto ministeriale diffuso grazie alla Gazzetta Ufficiale dello scorso 16 gennaio annuncia un’importante novità per tutti i cittadini italiani. D’ora in poi le multe verranno notificate sia attraverso la posta “tradizionale” che tramite mail, più precisamente attraverso i cosiddetti indirizzi PEC.

Iniziamo col dire che un indirizzo PEC (Posta Elettronica Certificata) è un indirizzo mail che permette di avere testimonianza sia dell’invio che della ricezione di messaggi ed ha un valore legale equiparabile a quello della classica raccomandata a/r.

Aprire un indirizzo PEC è facilissimo (si tratta di un’opzione fornita da decine di provider) ed ha un costo che parte da pochi euro all’anno (e che cresce in base alla quantità/qualità di servizi che vogliamo annettere all’indirizzo mail in questione). Aggiungiamo inoltre che i privati non sono assolutamente obbligati a dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata e che, qualora non ne vogliano uno, continueranno a ricevere notifiche tramite modalità tradizionali.

La legge infine prevede che il cittadino non abbia nemmeno l’obbligo di fornire il proprio indirizzo PEC (nel caso in cui ne abbia uno). Sta infatti all’ufficio accertatore il compito di cercarlo all’interno di archivi digitali che lo contengano. Questo passaggio è interessante da osservare soprattutto in prospettiva futura: ad oggi non esiste ancora un archivio pubblico degli indirizzi PEC dei cittadini, ma un recente decreto legislativo (217/2017) ne ha previsto uno nell’ambito del progetto del cosiddetto “domicilio digitale” (che l’Agenzia per l’Italia Digitale dovrà realizzare entro gennaio 2019).

Sembra dunque trattarsi di una novità destinata a svilupparsi nel corso degli anni e a diventare totalmente operativa solo nel momento in cui sarà pienamente attivo il domicilio digitale del singolo cittadino. Detto ciò, in caso di notifica presentata direttamente da un operatore, abbiamo comunque il diritto di fornire il nostro indirizzo PEC all’organo di polizia coinvolto in occasione dell’attività di accertamento, anche se quest’ultimo è, come già detto in precedenza, comunque obbligato a verificare se ne abbiamo uno, consultando gli elenchi pubblici a cui ha accesso.

Veniamo ora all’analisi della notifica, che dovrà avere come oggetto la seguente dicitura: “Atto amministrativo relativo ad una sanzione amministrativa prevista dal codice della strada”. In allegato della mail troveremo:

–          Relazione della notifica firmata digitalmente;

–          Denominazione ed indirizzo dell’amministrazione dell’ufficio che ha provveduto all’atto;

–          Indicazione del responsabile del procedimento di notificazione;

–          Indirizzo e numero di telefono degli uffici presso cui esercitare il diritto di accesso alla documentazione cartacea;

–          Indirizzo PEC a cui gli atti vengono notificati;

–          Immagine e/o copia informatica del verbale di contestazione;

–          Eventuali altre comunicazioni utili al destinatario per esercitare il proprio diritto alla difesa.

Proprio come per le notifiche tradizionali, anche per quelle via PEC il rispetto del termine di notifica verrà valutato in base alla data di invio del verbale e non a quella della sua ricezione. A tal proposito i verbali via PEC risulteranno spediti nel momento in cui verrà generata la ricevuta di accettazione da parte del gestore del servizio di poste elettronica certificata in questione.

Allo stesso tempo la valutazione del momento in cui la notifica si perfeziona con la consegna al destinatario (necessaria per calcolare i tempi di ricorso o anche la cifra da pagare) viene effettuata prendendo in considerazione il momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna completa del messaggio PEC, anche questa rilasciata dal gestore del servizio di posta al momento della consegna. Tradotto: il momento in cui effettivamente apriamo la mail non ha alcun valore, conta quello in cui la abbiamo effettivamente ricevuta; ignorare un messaggio di posta elettronica sarà dunque potenzialmente dannoso esattamente come lo è non aprire una busta contenente una multa tradizionale.

Esiste infine la possibilità che la notifica via PEC risulti impossibile. In questo caso esistono due scenari alternativi: qualora l’impossibilità di consegna sia causata da fattori imputabili al destinatario (casella piena, abbonamento non pagato ecc.) la copia del cartaceo verrà inviata a spese del destinatario stesso. In caso contrario la procedura passerà automaticamente al sistema tradizionale, con invio di notifica cartacea senza spese aggiuntive.

Noi di CODICI ad oggi non individuiamo evidenti criticità che potrebbero danneggiare i cittadini: i problemi sono gli stessi che caratterizzano la notifica tradizionale ed anzi apprezziamo un gesto che sembra figlio di una reale voglia di modernizzare/sveltire il nostro paese. Detto ciò non per questo interromperemo la nostra attività di monitoraggio costante, pronti a intervenire qualora emergessero possibili “zone d’ombra” a scapito del consumatore. A tal proposito rinnoviamo il nostro appello: chiunque si sia imbattuto in comportamenti sospetti o ritenga di avere subito un torto non esiti a contattarci. Il nostro sportello legale è aperto tutti i giorni: il numero di telefono è lo 06. 5571996, mentre la mail è segreteria.sportello@codici.org.

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Consumatori

​​CODICI segnala all’ANTITRUST il caso TIM CONNECT per mancanza di informazioni

Pubblicato

il

L’Associazione CODICI si occupa di tutela dei Consumatori e nell’ambito della sua attività di monitoraggio nei riguardi dei comportamenti delle aziende, ha evidenziato come la nuova offerta della compagnia telefonica TIM, dal nome “TIM Connect”, che si riferisce alla fibra e dunque a coloro che attiveranno una nuova linea fissa, contenga alcune criticità.

L’offerta descritta è rivolta ai clienti che, entro il 27.5.2018, attivano una nuova linea fissa di TIM o che passano a TIM fisso da un altro Operatore e ha una durata di 24 mesi, prevedendo 3 tipologie di abbonamento. 

A ciascun abbonamento viene obbligatoriamente abbinato il servizio “TIM Expert” al costo complessivo ulteriore di 212,4€, rateizzabile a 5,90€ mese per 36 mesi (o a 8,85€ mese per 24 mesi). Il servizio TIM Expert sembrerebbe non richiesto solo ai clienti TIM (con offerte in Fibra o solo voce/ADSL che passano ad una delle offerte TIM Connect o a TIM Connect in ADSL), ai quali viene, invece, richiesto il pagamento di un contributo di attivazione 180€.

Il servizio consiste nell’intervento a domicilio di un tecnico per provvedere all’installazione e alla configurazione del modem TIM e degli altri dispositivi (come SmartTV, PC e Tablet). Nel servizio è incluso un intervento telefonico “SOS PC” all’anno per 3 anni.

Su quest’ultimo punto, CODICI ritiene che la condizione vincolante dell’offerta violi la normativa di tutela del consumatore. Infatti, in seguito ad un’approfondita analisi della pubblicità sul sito web dell’operatore, si può osservare come l’abbinamento obbligatorio del servizio TIM Expert potrebbe configurare una pratica commerciale scorretta in violazione del Codice del Consumo.

Inoltre, l’informativa risulterebbe incompleta agli occhi del Consumatore. I claim presenti nella landing page del sito dell’operatore mettono in evidenza solo alcune informazioni (quali il costo dell’abbonamento, lo sconto fruibile per l’acquisto online, la performance massima del servizio offerto e la gratuità del modem), omettendo di indicare in modo sufficientemente chiaro che al costo base dell’abbonamento deve essere sempreaggiunto il costo del servizio TIM Expert obbligatoriamente abbinato, per un costo tra l’altro pari a più di 200€! 

Queste informazioni secondo CODICI non sono secondarie, dal momento che si tratta di spese obbligatorie da affrontare per attivare il servizio e si possono rintracciare solo scorrendo la pagina e cliccando nel sottomenu “TIM Expert” o “Dettagli”.

Riteniamo dunque che l’operatore, nel comunicare la propria proposta commerciale, abbia voluto attirare l’attenzione del cliente evidenziando la gratuità del modem fornito; al contrario, non è stata data la stessa rilevanza al fatto che il cliente debba obbligatoriamente sopportare un nuovo esborso (quello per il servizio TIM Expert) con cui di fatto Telecom recupera i costi di attivazione e di noleggio del modem che venivano richiesti in precedenza.

Tale pratica non permette al consumatore di avere chiare informazioni sulle caratteristiche economiche dell’offerta e risulterebbe idonea, pertanto, a falsare in maniera rilevante la capacità del consumatore di prendere una decisione di acquisto consapevole.

L’offerta, inoltre, presenterebbe un altro nodo cruciale che ne determinerebbe il profilo di illegittimità connesso al fatto di prevedere la possibilità di rateizzare il costo del servizio TIM Expert in tre anni (opzione, peraltro, consigliata dall’operatore nella propria comunicazione commerciale).

La durata del servizio abbinato TIM Expert sarebbe maggiore dunque maggiore di un anno della durata dell’offerta sottostante, vanificando di fatto la limitazione temporale normalmente prevista dalla normativa di riferimento (Cfr. art. 80, comma 4-quater del Codice delle comunicazioni elettroniche e l’art.  1 del Decreto-Legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito con modificazioni dalla Legge 2 aprile 2007, n. 40).

È chiaro, infatti, come il consumatore che abbia optato per la rateizzazione in 3 anni sia incentivato a prorogare la durata dell’abbonamento TIM Connect oltre il termine iniziale di 24 mesi.

Per queste ragioni CODICI invita i Consumatori a leggere con attenzione ogni parte dell’offerta TIM Connect, che potrebbe configurare anche una violazione della normativa Antitrust.

Infatti, abbinare obbligatoriamente all’offerta TIM Connect l’acquisto del servizio TIM Expert potrebbe rappresentare una proposta vincolante e, in caso di recesso anticipato, il cliente sarebbe tenuto a pagare l’importo delle rate mancanti in un’unica soluzione; un’ulteriore postilla che contribuisce a mantenere legati i clienti.

​Per qualsiasi segnalazione e dubbio contattateci attraverso la mail segreteria.sportello@codici.org oppure attraverso il canale reclami telefonia sul sito www.codici.org

Ufficio Stampa Associazione CODICI

Continua a leggere

Consumatori

EXPO Consumatori 4.0: ecco il programma e tutti i protagonisti

Pubblicato

il

Nel corso della tre giorni romana (11/13 maggio) oltre 80 testimoni 

a confronto per guardare al futuro e alla crescita felice

 

Mancano pochi giorni a Expo Consumatori 4.0, che dall’11 al 13 maggio, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, riunirà e metterà a confronto associazioni dei consumatori, imprese e sindacati, authority e politici, docenti universitari e società civile.

Per provare a immaginare il futuro, seguendo i fili conduttori della crescita felice e della libertà dei consumatori, Assoutenti -con la partecipazione di Rete Consumatori Italia- propone un programma denso e ricco di spunti di riflessione: 13 dibattiti e tavole rotonde, oltre 80 protagonisti , 2 spettacoli e una mattinata, quella di domenica 13, interamente dedicata ai più piccoli con “La Città del Sole” che proporrà laboratori su riciclo dei rifiuti, economia circolare e sostenibilità consumerista.

Il percorso della ‘tre giorni’ consumerista partirà venerdì 11 maggio affrontando l’attualità del ruolo e della condizione del consumatore nella società contemporanea attraverso quattro momenti di discussione plenaria: si parlerà di educazione finanziaria, rivoluzione digitale, contraffazione, economia circolare. “Oggi il consumatore ha una posizione cruciale nella transizione verso la società del futuro: dalle sue scelte e dalla capacità di coinvolgerlo e informarlo da parte del mondo economico e della politica dipenderà ad esempio il buon esito del passaggio a un’economia orientata al riuso e all’azzeramento degli sprechi” spiega Furio Truzzi, Presidente di Assoutenti.

 

Alle discussioni plenarie, nelle giornate di venerdì 11 e sabato 12, si succederanno una decina di focus tematici. “I consumatori e gli utenti dei servizi sono protagonisti del cambiamento” prosegue Truzzi “e al contempo vivono in una società in cui è sempre più complicato accedere a informazioni corrette e ricorrere a meccanismi di tutela nel momento in cui i loro diritti vengono negati. Per questa ragione a EXPO Consumatori 4.0 faremo incontrare per la prima volta in Italia tutti gli attori che hanno voce in capitolo nelle tematiche consumeriste”

 

Nel corso di EXPO Consumatori 4.0 saranno inoltre consegnati anche tre importanti riconoscimenti: Premio Costituzione e Legalità a Federica Angeli; Premio Lotta alla Contraffazione; Premio Miglior Testimonial Crescita Felice.

 

 

EXPO Consumatori 4.0…

…con il Patrocinio di: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Lazio, Comune di Roma Assessorato allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro

…con la partecipazione di: A2a – Acea – Confassociazioni – Consiglio del Notariato – Crif – Edison – Enel – Federcarrozieri – Green Network – Intesa San Paolo – Mbi – Non sono rifiuti – Oic – Open Fiber – Poste Italiane – Terna – Trenitalia – Unicmi – Unogas.

…mediapartner: Helpconsumatori, Il Blog del Consumatore,  Il Messaggero, Il Salvagente, Oipa Magazine, Radio Articolo1, Radio Cusano Campus

Continua a leggere

Consumatori

Dal mercato tutelato al mercato libero: i consumatori lanciano il gruppo di acquisto contro le speculazioni

Pubblicato

il

CODICI lancia un appello a tutte le associazioni per promuovere un gruppo di acquisto sull’energia per fronteggiare il rischio speculazioni. Il consumatore nel prossimo futuro si ritroverà davanti alla scomparsa del mercato tutelato dell’energia, che attualmente coesiste con il mercato libero.

Il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero avverrà prevedibilmente dal 1° luglio 2019, ma questo cosa comporta per il consumatore? E’ pronto e consapevole del fatto che dovrà acquisire tutta una serie di informazioni che non padroneggia ancora con disinvoltura, ma che gli saranno fondamentali per attuare la scelta del proprio fornitore di energia?

Ebbene, una recente ricerca titola: “Liberalizzazione del mercato energetico – retail, solo il 30% dei clienti sa della fine della tutela”, quasi un terzo del campione sostanzialmente non sa quanto spende di elettricità e gas. Questo per Codici sta emergendo anche dal questionario sulle scelte energetiche che stiamo promuovendo sul sito di Spazio Consumatori tv (per compilare il questionario clicca qui), dal quale si evince che la maggior parte delle persone non sa quanto costa un kWh o non è a conoscenza dei propri consumi. Ben l’80% dei rispondenti non sa in quale mercato dell’energia si trova, il 70% non sa quali siano le differenze tra mercato libero e tutelato, il 55% non sa che il 1° luglio 2019 ci sarà il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero e cosa questo comporti e l’81% dei rispondenti si sente spaesato nel dover scegliere tra più di 500 operatori esistenti sul mercato.

Questi dati fanno emergere una chiara preoccupazione da parte dei consumatori, che hanno paura che tutta questa disinformazione li renda facile preda di operatori che faranno qualsiasi cosa per accalappiarli.

Contro la speculazione che questo passaggio dal mercato tutelato al mercato libero comporterà, Codici non poteva rimanere a guardare ed ha deciso di promuovere, con l’adesione di Aiace, AECI, Konsumer e Primo Consumo un Gruppo Di Acquisto di energia a tutela del consumatore, per poterlo salvaguardare di fronte alle pratiche commerciali scorrette, ai contratti non richiesti, insomma a tutte quelle modalità improprie attraverso cui vengono, ed ancor più verranno, acquisiti nuovi clienti.

Ma per far fronte a questa nuova sfida e far in modo che il consumatore possa attraverso le Associazioni di Consumatori avere accesso alla: confrontabilità, trasparenza e pubblicità delle offerte, abbiamo deciso di “chiamare alle armi” tutte le Associazioni, non solo di consumatori, che condividono il nostro stesso intento: accompagnare in piena trasparenza e garanzia il consumatore verso il mercato libero, consci del fatto di avere una grande responsabilità.

Pertanto, chi volesse entrare a far parte di questo sfidante progetto e costituire così il Gruppo Di Acquisto dei consumatori, finalizzato ad accompagnarli durante la transizione, si faccia avanti senza esitazione.

Continua a leggere