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Multe di Via Portonaccio a Roma, spunta l’esposto in procura

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L’Associazione CODICI annuncia un Esposto alla Procura della Repubblica di Roma e la costituzione di parte civile per gli automobilisti ingiustamente multati

CODICI conferma la propria presenza alla manifestazione di sabato 23 settembre

Continuano i colpi di scena sulla vicenda delle sanzioni sollevate a carico di migliaia di cittadini romani.

Una nota della POLIZIA MUNICIPALE dimostra chiaramente come tutti i verbali sollevati in danno dei cittadini siano da annullare in via di autotutela. Alla data del 21 luglio 2017, infatti, la POLIZIA MUNICIPALE DI ROMA CAPITALE – UFFICIO PIANIFICAZIONI OPERAZIONI scrive testualmente che nonostante gli adeguamenti eseguiti, la segnaletica presente risulta ancora insufficiente, tant’è che numerosi veicoli impegnano di continuo la corsia in questione.

E’ bene chiarire – afferma l’Avvocato Carmine Laurenzano dell’Ufficio Legale del CODICI – che gli “adeguamenti eseguiti” a cui fa riferimento la nota del 21 luglio  della Polizia Locale, sono il rifacimento della segnaletica orizzontale effettuato nella notte tra il 11 e il 12 luglio, ad oltre 2 mesi dall’entrava in vigore della corsia preferenziale e dopo oltre 235 mila sanzioni già sollevate tra il 2 maggio e il 30 giugno. Il paradosso è che a scrivere la nota è il Dirigente dell’Ufficio Pianificazioni Operazioni, Dott. Antonio Di Maggio, il quale risulta essere anche il Responsabile del Procedimento Amministrativo dell’emissione di tutti i verbali che stanno tutt’ora arrivando ai cittadini romani.

In buona sostanza, lo stesso soggetto che “firma” i verbali di contestazione delle violazioni, ha firmato la nota del 21 luglio, indirizzata al Direttore Generale e al Comandante del Corpo della Polizia Municipale, mettendo nero su bianco che la segnaletica non era assolutamente idonea.

Secondo l’Associazione CODICI, pertanto, vi sarebbero stati tutti i presupposti tecnico-giuridici per consentire a Roma Capitale di procedere in via di autotutela all’annullamento di tutte le sanzioni sollevate, quanto meno fino al secondo rifacimento della segnaletica verticale avvenuto, coincidenza, tra il 25 e il 26 luglio, all’indomani proprio della nota del 21 luglio 2017! Annullamento in via di autotutela che i cittadini hanno peraltro richiesto attraverso una petizione on-line rimasta senza riscontro, così come la Mozione n. 50 del 27 giugno 2017 (votata peraltro all’unanimità dell’Assemblea Capitolina).

Per questo l’Associazione CODICI ha deciso di procedere con un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, dichiarando fin da ora che si costituirà parte civile anche per i migliaia di cittadini ingiustamente multati e vessati dalla vicenda.

Codici, quindi, conferma che sabato 23 settembre sarà presente alla manifestazione organizzata dai cittadini per contestare le multe di via Portonaccio.

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Mutui prima casa, è ufficiale: il Fondo Consap è stato rifinanziato. Al via le domande

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L’avevamo già anticipato lo scorso 2 aprile, a seguito dell’annuncio fatto dal ministro Luigi Di Maio, ma ora è ufficiale. Il Fondo di garanzia gestito dalla Consap per l’acquisto della prima casa è stato rifinanziato. Il provvedimento è stato inserito nel Decreto Legge Crescita pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 30 aprile.

È quindi ora possibile presentare la domanda per chiedere la garanzia del 50% per un mutuo di massimo 250mila euro per l’acquisto della prima casa, non di lusso, anche con interventi di ristrutturazione purché tesi all’aumento dell’efficienza energetica.

La garanzia può essere chiesta da tutti senza limite di reddito e di età, a patto di non essere proprietari di altri immobili, fatta eccezione per quelli ricevuti a seguito di successione o concessi a titolo gratuito a genitori o fratelli.

Attualmente sono 180 gli sportelli bancari presso i quali è possibile consegnare la domanda.

Per scaricare il modulo di richiesta al Fondo Consap, clicca qui

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Gruppi segreti Facebook-prodotti Juice Plus, sanzioni da un milione di euro per pratica commerciale scorretta

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Il 27 marzo 2019 l’Autorità ha concluso un procedimento istruttorio nei confronti delle società The Juice PLUS+ Company Srl, The Juice PLUS+ Company Ltd, The Juice Plus+ Company Europe GmbH, The Juice Plus+ Company LLC, accertando che le stesse commercializzano integratori alimentari e prodotti sostitutivi dei pasti a marchio JuicePlus+ con modalità di promozione ingannevoli e non trasparenti attraverso il canale  social media marketing Facebook, in violazione del Codice del Consumo .

In particolare, il procedimento ha riguardato due profili: innanzitutto, la strategia di vendita adottata da JuicePlus incentiva la condivisione di esperienze di consumo non necessariamente autentiche. Nello specifico, è stata esaminata una forma di marketing occulto realizzata principalmente tramite pagine e gruppi segreti Facebook, consistente nel non rendere palese che i venditori dei prodotti JuicePlus agiscono nel quadro della propria attività commerciale, i quali, al contrario, si presentano falsamente sotto la veste di consumatori.

In secondo luogo, è stata accertata l’ingannevolezza delle informazioni diffuse con riguardo alle caratteristiche principali dei prodotti e dei risultati che si possono attendere dal loro utilizzo, soprattutto in termini di efficacia dimagrante e curativa, promettendo che con l’assunzione dei prodotti in esame sia possibile guarire da talune patologie o ottenere notevoli cali ponderali in poco tempo.

Inoltre, l’Autorità ha osservato che in un contesto virtuale, l’assenza degli elementi  caratterizzanti l’interazione consumatore-venditore richiede ai professionisti di adottare tutte le misure necessarie per evitare le confusioni di ruolo e, dunque, comportamenti scorretti da parte dei venditori affiliati. Di conseguenza, JuicePlus avrebbe dovuto esercitare una specifica cautela nelle indicazioni date ai propri affiliati ed effettuare un controllo esteso del loro operato, con l’applicazione di sanzioni disincentivanti.

Pertanto, l’Autorità ha ritenuto che la pratica commerciale descritta risulti scorretta ai sensi degli artt. 20, 21, 22 comma 2 e 23, comma 1, lett. aa) del Codice del Consumo e ha sanzionato le società coinvolte per un milione di euro.

 Nel corso del procedimento, l’Autorità si è avvalsa della collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 15 aprile 2019

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Caso Diamanti, vertice tra BPM, ADICONSUM e Federconsumatori

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Incontro con l’A.D. di BancoBPM Adiconsum e Federconsumatori:Abbiamo denunciato il grave disagio dei risparmiatori
Ora BancoBpm dimostri l’attenzione verso i clienti


9 aprile 2019
 – Si è tenuto a Milano, nel tardo pomeriggio di lunedì 8 aprile, l’annunciato incontro sulla vicenda “diamanti”, tra le delegazioni delle associazioni dei consumatori Adiconsum e Federconsumatori con il BancoBpm, rappresentato dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna, dal vice direttore generale Salvatore Poloni e il responsabile della task force Annibale Ottolina.

Nel corso dell’incontro, le Associazioni Consumatori hanno espresso il pesante disagio dei clienti che hanno investito in diamanti, le giuste aspettative di ristoro dei propri risparmi, la buona pratica di altre banche che hanno proposto l’acquisto delle pietre e che hanno integralmente rifuso l’importo investito.

L’amministratore delegato, condividendo le affermazioni delle Associazioni Consumatori sullo stato d’animo dei clienti, ha ribadito la volontà del BancoBpm di trovare soluzioni eque, ancorché differenziate nella diversa tipologia delle posizioni coinvolte.

Adiconsum e Federconsumatori hanno proposto all’amministratore delegato la necessità di rifondere i risparmiatori a partire dagli investimenti più bassi ed arrivare al ristoro del valore complessivo dell’investimento, tenendo conto anche della difficoltà di realizzo del bene acquistato.

Inoltre, stante le difficoltà oggettive del curatore, nel consegnare nel breve le pietre in deposito presso la società IDB, è stato richiesto al BancoBpm di considerare la lettera di possesso delle pietre che il curatore invierà agli investitori, quale elemento probante per effettuare il ristoro.

A fronte delle proposte delle Associazioni Consumatori, l’amministratore delegato ed il vice direttore generale, hanno dichiarato di rispondere in tempi brevi alle richieste effettuate.

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