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Multe e sconto , cosa sapere.

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Firenze, 16 settembre 2016. Come risaputo da circa tre anni (1) è possibile fruire di uno “sconto” del 30% pagando le multe al codice della strada entro cinque giorni dalla notifica del verbale. Sul punto, che detto in questo modo sembra semplice ma sulla via pratica ha trovato dubbi ed ostacoli, sono intervenute via via delle precisazioni e un ulteriore intervento normativo.

In particolare una normativa entrata in vigore la scorsa primavera (2) ha precisato che in caso di pagamenti via bonifico o comunque effettuati con mezzi elettronici come l’home banking -quindi diversi dal contante o dal classico bollettino pagato alla posta- i giorni disponibili per fruire dello sconto sono 7, ovvero due in più rispetto alla scadenza.
Una precisazione che sembra aver scongiurato gli effetti negativi scattati dopo che il Ministero dell’Interno – con una circolare di Gennaio 2016 (3) – aveva precisato che in quei casi per il rispetto del termine di pagamento “scontato” non contava la data di pagamento ma quella di accredito sul conto dell’organo accertatore.
Attenzione, però, perché in realtà il rischio che un bonifico arrivi in ritardo c’e’ sempre, considerando i “giochi” di valuta e il fatto che la sua esecuzione potrebbe non essere immediata. Quindi attenzione massima, a prescindere dal fatto che ci siano due giorni in più, alla data di valuta del beneficiario o comunque alla data in cui la somma pagata viene accreditata all’ufficio accertatore.
Nel caso di ritardo nell’accredito, anche rispetto ai sette giorni, si dovrà provvedere a pagare il residuo rispetto alla somma intera dovuta entro il termine ordinario di pagamento, 60 giorni dalla notifica del verbale.

Tutto ciò considerando che il pagamento scontato ritardato, e non sanato entro 60 giorni, comporta il “raddoppio” della multa con emissione di cartella esattoriale o di ingiunzione fiscale.

Vediamo con ordine tutti gli aspetti di questo beneficio.

Calcolo dello sconto
C’e’ da dire innanzitutto che l’importo scontato di solito appare sul verbale e non di rado si trova allegato un bollettino postale pre-compilato per pagare.
In ogni caso lo sconto si applica al minimo edittale ovvero all’importo della multa riportato sul verbale SENZA considerare le spese di notifica, decurtando il 30%.
L’importo non va arrotondato ma pagato così come viene, con gli eventuali decimali.

Calcolo del termine di cinque/sette giorni
Come vuole la regola generale sui pagamenti delle multe, il calcolo del termine avviene iniziando a contare dal giorno successivo della notifica del verbale, sia che essa avvenga di persona -perché si è stati fermati dalla polizia- sia che avvenga in modo differito tramite consegna per messo comunale o raccomandata a/r. Attenzione, in quest’ultimo caso potrebbe esserci di mezzo una giacenza -postale o presso la casa comunale-, ed è bene quindi sapere che la notifica in questo caso si intende perfezionata il 10mo giorno successivo all’inizio della giacenza, a meno che ovviamente non si ritiri la multa prima (allora il giorno di notifica sarà quello di ritiro).
I giorni festivi vanno conteggiati ma se l’ultimo giorno cade di festivo o di Domenica la scadenza slitta al feriale successivo.

Modalità di pagamento
L’importo, scontato o meno, può essere pagato:
– in contanti direttamente presso l’ufficio accertatore che ha emesso il verbale;
– tramite bollettino di conto corrente postale;
– “nelle mani” dell’agente accertatore, nel caso si venga fermati e il verbale ci venga notificato subito, anche tramite mezzi di pagamento elettronico qualora l’agente fosse munito dell’apparecchiatura adatta;
– tramite bonifico bancario o per via elettronica (home banking), se l’ente accertatore lo prevede.

Per i bonifici e i pagamenti elettronici, dove può esserci differenza tra la data di “ordine di pagamento” e quella di esecuzione o valuta, il Ministero dell’Interno ha chiarito che ai fini del rispetto del termine per fruire dello sconto NON conta tanto la data di pagamento ma quella di accredito dell’importo sul conto dell’organo di polizia stradale.
Sul punto è intervenuta anche la legge specificando che comunque in questi casi l’effetto liberatorio del pagamento si ha se l’accredito avviene entro due giorni dalla data di scadenza, quindi nel caso di pagamento con lo sconto entro sette giorni dalla notifica del verbale.
Come detto in premessa va comunque fatta massima attenzione alla data di valuta del beneficiario o comunque alla data in cui il pagamento viene accreditato sul conto dell’organo accertatore.

Multe escluse
Lo sconto 30% non si applica alle multe a cui è associata la confisca del veicolo e/o la sospensione della patente.

Preavvisi lasciati sul parabrezza
Per quanto riguarda il “preavviso di contestazione”, ovvero il foglietto che i vigili lasciano sul parabrezza in caso di sosta vietata, la questione si complica, trattandosi di un atto non disciplinato dalla legge ne’ da norme od Autorità nazionali, ma unicamente dalle polizie locali come invito “amichevole” a sanare la multa evitando la notifica del verbale con relative spese.
Per lo “sconto” sui preavvisi decide il Comune, quindi, anche se per parte sua il Ministero dell’Interno ha suggerito, con nota del 7/10/2013 (4), di applicarlo anche su questi atti per motivi di semplificazione ed equità. Ci risulta che, soprattutto dopo l’emanazione di detta nota, la quasi totalità dei Comuni si sia adeguata.

In ogni caso si sappia che se non si paga la cifra specificata nel preavviso arriverà a casa il verbale, e quindi a quel punto applicare lo sconto diventerà possibile.

Pagamenti in ritardo, come sanare entro 60 giorni
Se si sbaglia e si paga l’importo scontato oltre il quinto o settimo giorno è possibile fare un’integrazione della differenza (rispetto all’intero) entro il sessantesimo giorno dalla notifica del verbale (termine ordinario di pagamento).
E’ molto importante essere precisi perché altrimenti segue l’emissione di una cartella esattoriale o di un’ingiunzione di pagamento (a seconda del sistema di riscossione adottato dal Comune).

Pagamenti oltre 60 giorni
Il pagamento di qualsiasi cifra inferiore al totale dovuto (anche solo di 1 euro!) comporta o l’iscrizione a ruolo della multa o comunque l’emissione di un ingiunzione fiscale, con quello che viene comunemente definito “il raddoppio della multa” ma che in realtà è l’addebito della metà del massimo della sanzione relativa all’infrazione -in molti casi appunto corrispondente all’importo della sanzione originaria. Da questo “raddoppio” ovviamente deve risultare decurtato l’importo pagato.
A tale importo sono aggiunte sanzioni semestrali, diritti di notifica, etc.
Per la cartella esattoriale poi non sono previsti pagamenti scontati ma bensì, dietro semplice richiesta, una rateizzazione.

(1) Codice della strada art.202 modificato dal Dl 69/2013 convertito nella Legge 98/2013, art.20 comma 5bis e Circolare Ministero dell’Interno del 19/8/2013 (prot.300/A/6399/13/101/20/21/1).
(2) Dl 18/2016 convertito nella Legge 49/2016 art.17-quinquies
(3) Circolare Ministero dell’Interno del 14/1/2016 (prot.300/A/227/16/127/34)
(4) Nota del Ministero dell’Interno n.300/A/7552/13/127/1 del 7/10/2013.

Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo

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Consumatori

Bollette, forse cancelliamo la riforma delle tariffe

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Finalmente abbiamo un TRIBUNO dei consumatori, il Sen. Gianluigi Paragone

Grazie al post di Rita Dalla Chiesa si è riaperta una speranza!

Vi ricordate la famosa riforma delle bollette voluta dall’ex presidente ARERA GUIDO PIER PAOLO BORTONI che aveva dato origine alla teoria delle famiglie numerose che consumano tanto, e che essendo milioni, dovevano essere sussidiate al posto delle vecchiette sole e dei single squattrinati?

Quella riforma, che esiste da circa 3 anni, vi ha spalmato i costi degli oneri e dei servizi in maniera fissa senza tenere conto del vostro atteggiamento al risparmio, insomma la cosiddetta Riforma Bortoni per le famiglie ricche e numerose era un regalino, ma non certo per i consumatori vulnerabili.

Per chi vuole rivedere la storia basta che torni a leggere il link postati ma sopratutto vedere questo video

Ma ora pensiamo al futuro. Il tema è che questa odiosa riforma, ha sostanzialmente azzerato i comportamenti virtuosi e sopratutto per le seconde case è diventata un bagno di sangue.

Oggi, dopo aver tentato invano di trovare qualche Parlamentare interessato (ne avevo parlato con quasi tutti gli “esperti dell’energia”), è rimasta in vigore senza che nessuno si ponesse il dubbio se dovesse essere cancellata.

Insomma cercavamo qualcuno, a 3 anni di distanza dall’entrata in vigore di quell’ingiustizia sociale che cancellava i comportamenti virtuosi e bucava le tasche di 13 milioni di italiani, sopratutto per le persone che vivono da sole. Qualcuno che si ponesse il dubbio se la RIFORMA TARIFFARIA andava cancellata o meno.

Non si è trovato nessuno che si prendesse l’incarico di imporre all’ARERA la revisione, ma forse oggi abbiamo finalmente il piacere di annunciarvi che qualcuno c’è. Infatti il Senatore Gianluigi Paragone si sta occupando della questione ed ha presentato un atto di sindacato ispettivo (nulla di che ma almeno cominciamo da qualche parte).

Ecco il video di Gianluigi Paragone che annuncia questo.

Ed ecco il testo dell’impegno rivolto al GOVERNO e che speriamo facciano presto, visto che non impatta in alcun modo sulle finanze pubbliche, si tratta solo di cancellare delle misure di regolazione dell’autorità di settore.

Legislatura 18 – Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00124 Pubblicato il 14 maggio 2019, nella seduta n. 112

Primo firmatario: PARAGONE 

Il Senato, premesso che: con delibere n. 582 del 2015, n. 782 del 2016, n. 799 del 2016 e n. 899 del 2016 l’ARERA ha riformato con decorrenza 1° gennaio 2018 la tariffa elettrica domestica;

con le bollette dell’energia elettrica, oltre ai servizi di vendita, ai servizi di rete e alle imposte, si pagano, altresì, costi per attività di interesse generale, tra i quali ad esempio il sostegno alle fonti energetiche rinnovabili, denominati “oneri di sistema”, che si traducono in una mera maggiorazione della bolletta ed il cui gettito è destinato alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico previsti in attuazione di disposizioni normative primarie di ARERA (già AEEGSI);

con riferimento alle bollette di fornitura domestica, gli importi richiesti attengono: alle spese per quota energia, composta da una quota fissa e una quota variabile; alle spese per il trasporto dell’energia elettrica e la gestione del contatore, composti da quote fisse (e quote variabili legate ai consumi); alle spese per oneri di sistema, tali intendendosi quelli destinati alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico; alle imposte e all’IVA;

una quota parte di tali oneri si applica indipendentemente dal consumo e dal godimento del servizio;

l’importo di tali voci è conteggiato attraverso criteri non indicati;

applicandosi una rilevante quota parte di tali oneri indipendentemente dal consumo, si traducono in un ingiustificabile aggravio per le famiglie e, più in generale, per tutti quelli che consumano poca energia;

inoltre, l’applicazione di costi fissi, indipendentemente dal consumo, è motivo disincentivante per il consumatore, anche in ordine ad acquisti immobiliari, ove destinati a seconda casa o casa di vacanze;

il settore immobiliare, che ancora sconta la crisi del 2008, è gravato, oltretutto, da un gettito tributario che nel 2018 ha quasi raggiunto la soglia 40 miliardi di euro a causa di tre tipologie di prelievo: patrimoniale (Imu e Tasi), reddituale (cedolare secca sugli affitti abitativi, Irpef, Ires e registro e bollo sulle locazioni) e sui trasferimenti (Iva, registro, ipocatastali e imposte di successione e donazione), impegna il Governo a ricondurre ad equità le spese specificate in premessa, con particolare attenzione agli utenti, che realizzano bassi consumi, applicando a tali consumatori una riduzione proporzionale della quota fissa, mediante apposite interlocuzioni con i venditori e con l’Arera, da avviarsi in tempi brevissimi.

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Consumatori

Come abbattere il costo delle Bollette. Approfondimento del #TG2Italia

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🏚FINCHE’ C’E’ VITA C’E’ BOLLETTA- SIAMO RIMASTI IN BOLLETTA….MA NON SAPPIAMO LEGGERLA

Se pensi alla #casa come una bottiglia e gli fai un buco sotto, avoglia a riempirla sempre, perderà comunque. Come fare quindi a ridurre realmente il costo delle bollette?

📺Super approfondimento di #tg2Italia su Rai2 con:

– Luigi Gabriele di ADICONSUM NAZIONALE 

Gian Battista Baccarini di Fiaip – Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali 

#StefanoSaglia #arera

Temi:

-Mercato libero o tutelato?

-Bonus Casa

-Bonus Ristrutturazione

-Isolamento termico

-Bollette & Truffe

🏠PRIMA LA CASA 🏠

MA PRIMA DI COMPRARLA E /O AFFITARLA, PENSA A COME é FATTA…..

Rivedi l’approfondimento del 13 maggio 2019 condotto da Stefania Zane  ⬇️⬇️⬇️

Tg2
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Marketing (L. Gabriele) a Radio Cusano Campus: “Basta volantini cartacei, usiamo le mail”

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Fonte Radio Cusano

“Chi vuole ricevere informazioni sulle promozioni si faccia mandare una mail, o un messaggio whatsapp. Non siamo più nelle condizioni di sprecare in questo modo. Ho deciso di boicottare tutti quelli che si promuovono tramite volantino, ho deciso di non acquistare prodotti che hanno un packaging invadente. Tanto packaging corrisponde a poca qualità. Dove c’è tanta carta, tanta plastica, tanto spreco, non c’è molto da mangiare all’interno.”

Dall’intervista a Luigi Gabriele, andata in onda stamani a Tutto in Famiglia.

Livia Ventimiglia Annalisa Colavito
#pubblicitàsostenibile #marketing #ambiente
#stop #volantini

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