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Mutui, la ripresa è solo per le surroghe

A livello aggregato, la domanda di mutui (in termini di numero di pratiche presentate) registrata nei
primi 6 mesi del 2014 segna un +10,3% rispetto al pari periodo 2013, dato positivo ma ancora in forte
ritardo rispetto agli anni 2009‐2011. In particolare il numero di domande raccolte nel primo semestre
2014 è pari a circa il 50% del dato rilevato nel primo semestre degli anni 2009 e 2010.

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– Nei primi sei mesi del 2014, grazie alla progressiva riduzione degli spread
offerti dalle banche, torna alla ribalta la “rottamazione dei mutui”. In particolare, il numero di mutui
erogati con finalità surroga passa dal 10% del totale del primo semestre 2013 al 20% nel semestre
appena concluso. Ciò produce un impatto anche sull’importo medio del mutuo erogato, che raggiunge
il minimo dei 113.700 euro.  
In un clima di lento recupero della domanda (+10,3% nel primo semestre 2014 il numero di richieste di
mutui ipotecari presentate agli istituti di credito) le surroghe stanno quindi fornendo un importante
contributo alla ripresa. Putroppo le nuove erogazioni di mutui con finalità surroga non generano indotti
significativi sull’economia reale in quanto permettono un limitato inserimento di nuova liquidità nel
sistema economico (spiegato solo dalla maggiore capacità di spesa del mutuatario a valle della surroga
del proprio mutuo).
D’altro canto, il positivo andamento delle richieste di mutui viaggia in parallelo anche con la prima
ripresa del mercato immobiliare, che mostra in termini di numero compravendite un +4,1% nel primo
trimestre 2014 rispetto al primo trimestre 2013, dopo ben 24 mesi di continua contrazione. Questa
dinamica risulta agevolata anche dalla progressiva riduzione del prezzo degli immobili residenziali e
dagli stock di invenduti disponibili sul mercato, che stanno rendendo l’acquisto più conveniente e alla
portata di un crescente numero di famiglie. In virtù di un contesto che ancora stenta a mostrare chiari
segnali di miglioramento sul fronte dei redditi disponibili e dell’occupazione, però, ancora una volta
meno di 4 abitazioni su 10 è stato acquistato con il sostegno di un mutuo ‐ il 37,6% del totale, per la
precisione  ‐  a conferma del fatto che gli italiani per l’acquisto della casa tendono in prevalenza ad
attingere ai risparmi o a rivolgersi alla cerchia familiare per timore di non riuscire a ripagare
regolarmente le rate.
Queste le più significative evidenze che emergono dalla nuova edizione della Bussola Mutui, il bollettino
trimestrale firmato CRIF e MutuiSupermarket.it che offre una panoramica aggiornata e completa delle
tendenze in atto nel mercato italiano dei mutui residenziali e immobiliare.  
La ripresa delle surroghe
Le richieste di mutuo di surroga inoltrate dai mutuatari esistenti durante il secondo trimestre 2014
hanno raggiunto il 18% del totale contro il 12% del primo trimestre 2014, per effetto della continua e
progressiva riduzione degli spread offerti dalle banche sui propri mutui di surroga.
Il fenomeno è atteso in rafforzamento sui prossimi trimestri, date le prospettive di ulteriore riduzione
degli spread di offerta da parte delle banche, grazie a costi di approvvigionamento liquidità sempre
migliori e scenari di progressivo miglioramento della situazione economica a livello nazionale.

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Mutui prima casa, è ufficiale: il Fondo Consap è stato rifinanziato. Al via le domande

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L’avevamo già anticipato lo scorso 2 aprile, a seguito dell’annuncio fatto dal ministro Luigi Di Maio, ma ora è ufficiale. Il Fondo di garanzia gestito dalla Consap per l’acquisto della prima casa è stato rifinanziato. Il provvedimento è stato inserito nel Decreto Legge Crescita pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 30 aprile.

È quindi ora possibile presentare la domanda per chiedere la garanzia del 50% per un mutuo di massimo 250mila euro per l’acquisto della prima casa, non di lusso, anche con interventi di ristrutturazione purché tesi all’aumento dell’efficienza energetica.

La garanzia può essere chiesta da tutti senza limite di reddito e di età, a patto di non essere proprietari di altri immobili, fatta eccezione per quelli ricevuti a seguito di successione o concessi a titolo gratuito a genitori o fratelli.

Attualmente sono 180 gli sportelli bancari presso i quali è possibile consegnare la domanda.

Per scaricare il modulo di richiesta al Fondo Consap, clicca qui

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Gruppi segreti Facebook-prodotti Juice Plus, sanzioni da un milione di euro per pratica commerciale scorretta

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Il 27 marzo 2019 l’Autorità ha concluso un procedimento istruttorio nei confronti delle società The Juice PLUS+ Company Srl, The Juice PLUS+ Company Ltd, The Juice Plus+ Company Europe GmbH, The Juice Plus+ Company LLC, accertando che le stesse commercializzano integratori alimentari e prodotti sostitutivi dei pasti a marchio JuicePlus+ con modalità di promozione ingannevoli e non trasparenti attraverso il canale  social media marketing Facebook, in violazione del Codice del Consumo .

In particolare, il procedimento ha riguardato due profili: innanzitutto, la strategia di vendita adottata da JuicePlus incentiva la condivisione di esperienze di consumo non necessariamente autentiche. Nello specifico, è stata esaminata una forma di marketing occulto realizzata principalmente tramite pagine e gruppi segreti Facebook, consistente nel non rendere palese che i venditori dei prodotti JuicePlus agiscono nel quadro della propria attività commerciale, i quali, al contrario, si presentano falsamente sotto la veste di consumatori.

In secondo luogo, è stata accertata l’ingannevolezza delle informazioni diffuse con riguardo alle caratteristiche principali dei prodotti e dei risultati che si possono attendere dal loro utilizzo, soprattutto in termini di efficacia dimagrante e curativa, promettendo che con l’assunzione dei prodotti in esame sia possibile guarire da talune patologie o ottenere notevoli cali ponderali in poco tempo.

Inoltre, l’Autorità ha osservato che in un contesto virtuale, l’assenza degli elementi  caratterizzanti l’interazione consumatore-venditore richiede ai professionisti di adottare tutte le misure necessarie per evitare le confusioni di ruolo e, dunque, comportamenti scorretti da parte dei venditori affiliati. Di conseguenza, JuicePlus avrebbe dovuto esercitare una specifica cautela nelle indicazioni date ai propri affiliati ed effettuare un controllo esteso del loro operato, con l’applicazione di sanzioni disincentivanti.

Pertanto, l’Autorità ha ritenuto che la pratica commerciale descritta risulti scorretta ai sensi degli artt. 20, 21, 22 comma 2 e 23, comma 1, lett. aa) del Codice del Consumo e ha sanzionato le società coinvolte per un milione di euro.

 Nel corso del procedimento, l’Autorità si è avvalsa della collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 15 aprile 2019

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Caso Diamanti, vertice tra BPM, ADICONSUM e Federconsumatori

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Incontro con l’A.D. di BancoBPM Adiconsum e Federconsumatori:Abbiamo denunciato il grave disagio dei risparmiatori
Ora BancoBpm dimostri l’attenzione verso i clienti


9 aprile 2019
 – Si è tenuto a Milano, nel tardo pomeriggio di lunedì 8 aprile, l’annunciato incontro sulla vicenda “diamanti”, tra le delegazioni delle associazioni dei consumatori Adiconsum e Federconsumatori con il BancoBpm, rappresentato dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna, dal vice direttore generale Salvatore Poloni e il responsabile della task force Annibale Ottolina.

Nel corso dell’incontro, le Associazioni Consumatori hanno espresso il pesante disagio dei clienti che hanno investito in diamanti, le giuste aspettative di ristoro dei propri risparmi, la buona pratica di altre banche che hanno proposto l’acquisto delle pietre e che hanno integralmente rifuso l’importo investito.

L’amministratore delegato, condividendo le affermazioni delle Associazioni Consumatori sullo stato d’animo dei clienti, ha ribadito la volontà del BancoBpm di trovare soluzioni eque, ancorché differenziate nella diversa tipologia delle posizioni coinvolte.

Adiconsum e Federconsumatori hanno proposto all’amministratore delegato la necessità di rifondere i risparmiatori a partire dagli investimenti più bassi ed arrivare al ristoro del valore complessivo dell’investimento, tenendo conto anche della difficoltà di realizzo del bene acquistato.

Inoltre, stante le difficoltà oggettive del curatore, nel consegnare nel breve le pietre in deposito presso la società IDB, è stato richiesto al BancoBpm di considerare la lettera di possesso delle pietre che il curatore invierà agli investitori, quale elemento probante per effettuare il ristoro.

A fronte delle proposte delle Associazioni Consumatori, l’amministratore delegato ed il vice direttore generale, hanno dichiarato di rispondere in tempi brevi alle richieste effettuate.

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