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Mutui online o tradizionali, come trovare i più convenienti

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La scelta del mutuo deve essere oculata: sia che si decida di accendere mutui online o tradizionali, ecco alcuni semplici consigli per non sbagliare.

Avete trovato la casa dei vostri sogni e solo un passo vi separa dall’acquistarla: ottenere un mutuo vantaggioso. Prima di precipitarvi in banca, però, è opportuno che vi informiate su quali accorgimenti adottare quando si richiede un mutuo: si tratta infatti di un finanziamento importante e i parametri da considerare, dal come calcolare la rata del mutuo alla durata dell’ammortamento, sono molteplici.

Sia che si decida di chiedere un mutuo20131223-175721.jpg prima casa sia che l’immobile da acquistare sia destinato a diventare una seconda abitazione, si possono seguire delle semplici regole per effettuare una scelta consapevole e oculata.

Una buona regola è giocare di anticipo: cominciate a pensare al mutuo già dalla proposta di acquisto dell’immobile. Un accorgimento fondamentale è apporre nel compromesso per l’acquisto la clausola “Proposta vincolata all’accettazione del mutuo”. In questo modo si specifica che si procederà all’acquisto solo dopo aver ottenuto il mutuo e non si rischierà di perdere l’acconto versato in caso di difficoltà nell’accedere al credito.

La durata dell’ammortamento e l’importo da richiedere devono essere decisi in base all’importo della rata. In particolare, se il mutuo ha una breve durata si avranno degli interessi minori, ma bisogna accertarsi che la rata da pagare mensilmente sia sostenibile: in generale, la rata non deve superare il

35% del proprio reddito netto mensile. Oltre questa percentuale, il pagamento della rata rischia di pesare eccessivamente sul proprio bilancio ed aumenta il rischio di insolvibilità.

Attenzione anche alla scelta tra tasso d’interesse variabile o fisso. Nel primo caso, inizialmente la rata potrà essere inferiore anche del 25% rispetto a quella con un tasso d’interesse fisso, ma successivamente l’importo è destinato ad aumentare. Per scegliere in modo consapevole, è bene richiedere alla banca una valutazione della variazione delle rata in quattro oppure otto anni, ipotizzando un aumento dei tassi del 2% o del 3%.

Il modo migliore per orientarsi nella scelta del mutuo è confrontare le proposte degli istituti di credito tramite i portali di comparazione online. Il confronto deve essere basato sul TAEG e non sul TAN. Il TAEG, infatti, indica il costo reale ed effettivo del finanziamento, in quanto è un parametro che racchiude sia il tasso d’interesse applicato al mutuo sia le spese obbligatorie, come quelle di perizia ed istruttoria, oppure quelle di gestione e incasso della rata. Il TAN, invece, indica semplicemente la percentuale del tasso d’interesse e perciò è meno indicativo della vantaggiosità del mutuo.

Una buona abitudine, in questo come in molti altri casi, è non fermarsi mai alla prima offerta, ma valutare sempre altre opzioni.

Fondamentale, poi, è verificare i tempi di erogazione del mutuo, per evitare di perdere l’opzione di acquisto sulla casa in caso di tempistiche lunghe. Solitamente bisogna aspettare tra i 40 e i 50 giorni dalla richiesta del mutuo, in modo che l’istituto possa adempiere a tutte le valutazioni necessarie all’erogazione del mutuo.

Infine, è opportuno leggere con attenzione la copia del contratto del mutuo, prima di sottoscrivere la stipula con l’istituto di credito. Se ci sono dei punti poco chiari, oppure dei termini e processi tecnici di cui non si è a conoscenza, non esitate a chiedere spiegazioni all’istituto di credito oppure ad approfondire la questione presso un notaio di fiducia.

Fonte:Supermoney.eu

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Banche: rinvio a giudizio dei vertici di Banca Popolare di Vicenza.

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Federconsumatori accoglie con grande favore la decisione di rinviare a giudizio tutti gli imputati nel processo contro i vertici di Banca Popolare di Vicenza, disposto dal Dott. Roberto Venditti all’esito dell’ultima sessione dell’udienza preliminare tenutasi a Vicenza lo scorso 20 Ottobre.

Nonostante le necessarie ed inevitabili dilazioni dell’udienza, per consentire ai tantissimi risparmiatori ed Associazioni di costituirsi, e considerato anche il tentativo in extremis degli imputati di trasferire il processo a Trento, il Giudice per l’Udienza Preliminare è riuscito a concludere l’udienza in un anno esatto dal suo inizio, tempo che sarebbe stato ancor più breve se la decisione della Corte di Cassazione sullo spostamento del processo non si fosse protratta per oltre 5 mesi. Il 1° Dicembre pertanto si apriranno le porte del processo nei confronti di Gianni Zonin e degli altri dirigenti di BPVI.

Ai già numerosi risparmiatori costituitisi all’udienza preliminare se ne aggiungeranno ora molti altri, nella speranza che la speditezza imposta al giudizio dal GUP in sede preliminare si associ ora pari solerzia dei Giudici del dibattimento, così da giungere ad una sentenza di condanna in primo grado che evidenzi e sottolinei le responsabilità degli imputati, anche considerando i concreti rischi che un processo di queste dimensioni incorra in una possibile prescrizione senza che si faccia luce su una vicenda che ha coinvolto i risparmi di oltre 120.000 famiglie in tutta Italia con evidenti negligenze anche degli organi di vigilanza.

Federconsumatori si augura che i tempi siano finalmente maturi anche a Treviso, nel processo gemello che coinvolge i vertici di Veneto Banca.

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Dal 1 ottobre aumentano bollette e carburanti + 340 all’anno/famiglia

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A partire da oggi, lunedì 1 ottobre, sugli italiani si abbatterà una stangata da circa +340 euro annui a famiglia determinata dai forti rincari delle bollette luce e gas cui si associa l’andamento al rialzo dei listini dei carburanti. Lo denuncia il Codacons, che invita il Governo a intervenire per salvaguardare le tasche dei cittadini.

“A partire da oggi gli italiani pagheranno l’elettricità il 7,6% in più, mentre per il gas gli aumenti raggiungono il 6,1% – spiega il presidente Carlo Rienzi – Una batosta che si ripercuoterà in modo diretto sulle bollette energetiche, con una maggiore spesa per luce e gas pari a complessivi +110 euro su base annua. Si stanno registrando inoltre forti incrementi anche sul versante dei carburanti, al punto che oggi un litro di benzina costa il 12,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2017, mentre per il gasolio si paga addirittura il 14,5%; basti pensare che un pieno di diesel costa oggi 10,1 euro in più rispetto ad ottobre dello scorso anno”.

Solo per i maggiori costi diretti legati a bollette e carburanti (ipotizzando due pieni al mese) una famiglia media spenderà circa 340 euro in più su base annua, senza contare gli effetti indiretti sui prezzi e negli altri settori connessi all’energia.

“Invitiamo il Governo ad intervenire per salvaguardare le tasche degli italiani, adottando provvedimenti in grado di limitare gli effetti dei rincari energetici, a partire dal taglio delle accise sui carburanti atteso da decenni” – conclude Rienzi.

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Bankitalia spende 750mila euro per un sito che dovrebbe educare i consumatori al risparmio

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CODICI presenta un Esposto alla Corte dei Conti per il sito sull’educazione finanziaria del Comitato EDUFIN

L’Associazione si oppone allo sperpero di denaro pubblico e chiede di verificare costi e modi di realizzazione di uno strumento che risulterebbe più a favore delle Banche che dei Consumatori

L’Associazione CODICI, a tutela degli interessi dei cittadini e dei consumatori, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti, ritenendo che l’iniziativa del sito internet per l’educazione finanziari del Comitato EDUFIN, al quale sono stati assegnati fondi per un totale di 1 milione di euro dal 2017, rappresenti una dispersione di fondi pubblici.

CODICI chiede al nuovo Governo, in particolare al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero dell’Economia e delle Finanze, di vigilare su questo spreco di soldi pubblici e controllare l’emergenza che si nasconde dietro le attività di consulenze e appalti, per progetti che risultano inadeguati ai costi.

Analizzando il sito internet dedicato http://www.quellocheconta.gov.it/it/che è costato più di 750 mila euro, risulta evidente come, una spesa di questa entità sia sproporzionata a fronte dei contenuti pubblicati all’interno dello stesso sito. I testi risulterebbero dei contenuti riconducibili a siti internet di istituti bancari. Una situazione paradossale che appare ancor più strana dal momento che il sito in questione e il comitato ad esso collegato sono stati costituiti per informare e divulgare nozioni fondamentali per il consumatore, riguardo l’argomento finanziario. Da un’analisi del sito si evince come questa informazione sia del tutto insufficiente.

La Fondazione per l’Educazione Finanziaria al Risparmio, attraverso il Comitato per l’educazione finanziaria, ha realizzato un sito web che, da quanto riportato anche in un’inchiesta de “Il Fatto Quotidiano”, sebbene sia un’iniziativa governativa di EDUFIN, risulterebbe inefficace e molto dispendiosa per i contribuenti italiani.

Il sito nasce con l’intento di fare luce su una materia che sembrerebbe ancora oscura ai risparmiatori, quella della cultura finanziaria. Dagli strumenti bancari per mettere da parte i primi risparmi, alle nozioni sulla busta paga e il TFR; dal percorso che è possibile intraprendere per l’acquisto di una casa, alle spese da affrontare in una famiglia, fino alla gestione della pensione.

Il problema evidenziato nell’articolo de “Il Fatto Quotidiano” dello scorso 29 Aprile, riguarda sia le spese di realizzazione del sito, che è costato quasi un milione di euro all’anno (750 mila euro), provenienti dal Ministero del Tesoro, che i contenuti. Ad una lettura attenta non emergono informazioni davvero utili e complete sull’educazione finanziaria, sebbene questa dicitura sia riportata quasi in ogni articolo, ma si tratta piuttosto di informazioni banali e talvolta fuorvianti.

“Come Associazione a difesa dei Consumatori, riteniamo – dichiara il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli – che operazioni come questa rappresentino un grande sperpero di risorse pubbliche e non siano state gestite in maniera totalmente trasparente. Sicuramente i contribuenti e i risparmiatori a cui era indirizzato il sito si ritroveranno ancora a farsi molte domande sull’educazione finanziaria, dopo aver letto articoli poco esaustivi, a favore di alcuni istituti bancari o news che rappresentano vere e proprie campagne promozionali per vendere polizze” – ha concluso Giacomelli.

Per i motivi sopracitati CODICI, nella sua quotidiana attività a tutela dei Consumatori, ritenendo che il sito governativo non sia stato realizzato con un punto di vista imparziale, bensì contenga contenuti pubblicitari a favore delle Banche, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti.

Ufficio Stampa Associazione CODICI
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