Navigando nelle viscere di internet si scoprono due versioni riguardanti la situazione dei mutui per l’acquisto della prima casa, in particolare sull’erogazione del prestito, pubblicate ad un solo giorno di distanza l’uno dall’altro. Parliamo di articoli on-line da quasi un mese, quindi freschi freschi.

Nel primo, pubblicato su Repubblica (clicca qui per leggere), si parla di una giovane coppia che non naviga nell’oro ma che comunque riesce ad alzare qualcosa come 2.700 euro netti al mese, non male. Questa la situazione lavorativa dei due: «un contratto a tempo indeterminato da 1.500 euro netti al mese per lui, un contratto a progetto da 1.200 euro al mese per lei, rinnovato da tre anni di anno in anno. Entrambi laureati, entrambi senza altri prestiti sulle spalle». Cercano un istituto di credito disposto a finanziarli per l’acquisto di una abitazione in una zona semi-periferica di Milano. Risultato: niente prestito, o meglio, serve un garante (alias genitore pensionato che non dovrà aver superato gli 80 anni all’estinzione del mutuo, praticamente impossibile). Oppure, bisogna superare una serie di “scorciatoie” legate all’eventualità di stipulare delle polizze sulla vita piuttosto che diventare correntisti della banca a cui si chiede il mutuo. Piccole cose non obbligatorie, ma che “aiutano”, così le definisce Repubblica. Il finale è del tutto paradossale: dopo aver girato 11 istituti di credito, il dodicesimo propone alla coppia un allettante interesse dell’1.5%. ma per accedere al mutuo la coppia deve avere un reddito Isee non superiore ai 40mila euro annui. Traduzione: la coppia è troppo ricca per poter accedere all’ultima proposta.

Nel secondo, pubblicato guarda caso il giorno dopo su La Stampa (clicca qui per leggere), l’Abi afferma che l’erogazione dei mutui a favore delle famiglie è salita su base annua addirittura del 28,6%. Più precisamente: «su un campione di 84 banche sono stati erogati tra gennaio e agosto 2014 oltre 15,6 miliardi di euro di mutui con un aumento del 28,6% sullo stesso periodo del 2013». Non solo: Abi aggiunge che «I dati relativi ai primi otto mesi del 2014 – sottolinea l’Abi – evidenziano la ripresa del mercato dei finanziamenti alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni». Particolarmente gettonati, sempre secondo Abi «i mutui a tasso variabile che rappresentano, nei primi otto mesi del 2014, il 79,7% delle nuove erogazioni complessive; tale valore era del 77,2% nello stesso periodo del 2013 e del 69,1% nei primi otto mesi del 2012».

Ricapitolando: Repubblica spiega attraverso un reportage quanto sia complicato accedere ad un mutuo per finanziare l’acquisto della prima abitazione. La Stampa, invece, pubblica i numeri di Abi affermando che dall’inizio del 2014 l’erogazione di mutui alle famiglie è aumentata quasi di un terzo rispetto all’anno precedente. E voi? Avete una terza versione dei fatti?