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Napoli|Nasce la prima biblioteca aziendale.

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Da una idea di Luigi Gabriele

1 febbraio 2019 – Unione Industriali Napoli – Sala Cenzato

Apre a Napoli la prima biblioteca aziendale in Italia.

Unicoenergia, al termine del percorso di Energyrating, annuncia l’apertura di una biblioteca in tutte le sue sedi per contrastare il fenomeno dell’Analfabetismo funzionale. 

Napoli, 1 febbraio 2019

Presso la Sala Cenzato dell’Unione Industriali di Napoli si è tenuta la conferenza stampa “Smart Energy” a conclusione del progetto Energyrating, che valuta il livello di tutela del consumatore e che ha esaminato le attività di Unicoenergia.

Il progetto, promosso e coordinato daConsumerismo, prevede che le aziende operanti nel mercato libero dell’energia elettrica aprano le porte a un team di esperti che hanno il compito di verificare la correttezza degli operatori e l’affidabilità delle procedure di consumo.    

Il monitoraggio qualitativo è importante ai fini della tutela del consumatore in termini di trasparenza e affidabilità, in un mercato sempre più competitivo.

La conferenza è l’ultimo step del percorso di audit svolto in Unicoenergia, ma è anche un momento utile per passare alla disamina più ampia del mercato energetico in Italia.

Apre la conferenza Roberto Minerdo, Direttore generale di Unicoenergia, che spiega la chiave di una crescita esponenziale: la cura del cliente. “Unicoenergia da sempre si è distinta per l’attenzione e la cura nei confronti del cliente. Tutto parte dalla formazione continua del personale in azienda che lavora e opera in un ambiente sereno, di condivisione degli obiettivi e dei principi fondanti: la persona prima di ogni altra cosa. Diamo spazio ai giovani che rappresentano l’Azienda con una età media al di sotto dei 35 anni e una prevalenza femminile che supera il 70%. In questo contesto si dà priorità al gruppo e ciò si riverbera positivamente sull’approccio verso il cliente, sia industriale che domestico, con l’obiettivo di fidelizzazione vicino al 100%.” Il Direttore Minerdo continua spiegando il perché della scelta del management di partecipare all’Energyrating “aprire le porte per permettere la fase di audit è stata una scelta semplice per un’azienda che ha fatto della trasparenza uno dei suoi punti di forza, da sempre. Allo stesso modo il confronto con specialisti del settore, che ben rappresentano le esigenze dei consumatori, ha contribuito alla crescita professionale dei nostri collaboratori. Il progresso di Unicoenergia continua e l’attenzione per l’ambiente e il territorio rappresentato da progetti di concreta efficienza energetica e lo sviluppo di reti intelligenti di ricarica di veicoli elettrici per favorire la mobilità sostenibile, attraverso la partecipata Power Station, ne sono la conferma.”.

Prosegue Luigi Gabriele, esperto nazionale a tutela del consumatore, ideatore del progetto Energyrating, con un intervento che affronta la criticità del cambiamento in atto nel mercato elettrico italiano “cresce la quota di popolazione che non riesce a riscaldare l’abitazione. L’Italia vede crescere consistentemente la quota di popolazione che ha difficoltà a riscaldare adeguatamente l’abitazione tra il 2009 (10,8%) e il 2012 (21,3%). Nonostante gli ultimi quattro anni segnano un’inversione di tendenza e l’indicatore cala fino a raggiungere il 16,1%, collocandosi comunque al di sopra dei valori pre-crisi, in Italia ci sono circa 9 milioni di persone che hanno difficoltà a pagare le bollette di energia elettrica e gas. Il fenomeno appare particolarmente diffuso a Napoli e in Campania”.

Maria Vittoria Rosa  conclude la relazione sull’operato di Unicoenergia e procede alla consegna dell’attestato. A seguito dell’audit dichiara “La crescita è semplice.  Non facile. La  scelta di Unicoenergia per coniugare risultati e soddisfazione del Cliente. La filosofia della piccola azienda si basava su un comandamento: il cliente ha sempre ragione. Anni di accurati e approfonditi studi di settore ne hanno confermato la validità. Il mercato ammette un solo esito per chi  non riesce a fiutare le tendenze, intercettare l’andamento del mercato e attualizzarne i processi: no mercy. La scelta diUnicoenergia di iniziare un percorso Customer Centric racconta di una azienda lungimirante, che si impianta con solide radici sul territorio e si apre verso obiettivi a medio lungo-termine. Con forza e coraggio.”

Infine conclude Aldo Arcangioli, Founder di Unicoenergia, che dichiara massima soddisfazione per la trasparenza da sempre adottata in ogni area dell’azienda, ma anche i principi che guidano le scelte di business e commerciali applicate: “Per Unicoenergia ogni consumatore è unico, li trattiamo one to one, con personale altamente specializzato e dedicato alle singole esigenze di ogni nostro cliente. In pochi anni la nostra Azienda è diventata una realtà nazionale con le radici saldamente fondate nella nostra terra campana. Il riconoscimento ricevuto da Statista – Il Sole 24 Ore ci ha collocato al 4° posto nella classifica delle imprese con maggiore crescita nell’ultimo triennio e al 1° posto nel settore energetico, è per noi un orgoglio e un segnale che la strada intrapresa è quella giusta ma anche un grande stimolo a confermare risultati di crescita che non tengano conto solo della giusta redditività di impresa ma migliorino le condizioni sociali, economiche e di vita di un intero territorio”.

Durante l’incontro si è parlato diffusamente del fenomeno preoccupante dell’Analfabetismo funzionale che riguarda oltre il 28% della popolazione italiana, milioni di persone che, nonostante il livello medio di istruzione si sia elevato sulla quasi totalità della popolazione, rende difficoltosa l’interpretazione dei contenuti di articoli giornalistici, istruzioni per l’uso così come la comprensione delle bollette energetiche.

Simbolicamente quindi viene costituita una biblioteca che dia il giusto significato alla necessaria crescita culturale del Paese, a partire dai luoghi di lavoro.

La prima “pietra” è stata posta a Napoli con l’inserimento del libro “Principi di successo” di buon auspicio per la continua crescita di Unicoenergia.

Con l’augurio che altre realtà aziendali seguano questo esempio virtuoso. 

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Consumatori

Calcio 2018/19, sanzioni per 7 milioni di euro a SKY per pubblicità ingannevole e pratica aggressiva

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COMUNICATO STAMPA


L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l’istruttoria avviata nei confronti di SKY Italia, accertando due violazioni del Codice del Consumo e irrogando alla società sanzioni per complessivi 7 milioni di euro.

L’Autorità ha rilevato che SKY non ha fornito informazioni chiare e immediate sul contenuto del pacchetto Calcio per la stagione 2018/19, lasciando intendere ai potenziali nuovi clienti che tale pacchetto fosse comprensivo di tutte le partite del campionato di serie A come nel triennio precedente.

Il consumatore appassionato di calcio, pertanto, in assenza di informazioni che veicolassero immediatamente e con la dovuta rilevanza i contenuti dell’offerta e in particolare le limitazioni sul numero di partite disponibili (7 su 10 per ciascuna giornata di campionato), sarebbe potuto facilmente incorrere nell’errore di ritenere compreso nel pacchetto SKY Calcio l’intero campionato di calcio di serie A, assumendo così una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso, ossia l’attivazione dell’abbonamento a tale servizio per la stagione calcistica 2018/19.

L’Autorità ha inoltre accertato che SKY ha attuato una pratica aggressiva in quanto ha esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei clienti abbonati al pacchetto SKY Calcio, i quali, a fronte di una rilevante ridefinizione dei suoi contenuti (riduzione del 30% delle partite di serie A e cancellazione dell’intero torneo di serie B) non sono stati posti nella condizione di poter assumere liberamente una decisione in merito al mantenimento o meno del pacchetto. Gli abbonati a tale servizio sono stati costretti a scegliere tra due possibilità, entrambe svantaggiose, ossia la prosecuzione degli addebiti, tra l’altro in misura invariata, nonostante il contenuto diverso e ridotto del pacchetto rispetto a quello originariamente scelto, oppure il recesso dal contratto a titolo oneroso, con il pagamento di penali e/o la perdita di sconti e promozioni connessi alle offerte con vincolo di durata minima.

Roma, 18 febbraio 2019

www.agcm.it

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Consumatori

Accordo Eni e RenOils per incrementare la raccolta degli oli alimentari usati e di frittura

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L’accordo prevede anche la realizzazione di campagne di informazione ed
educazione ambientale per raccontare i vantaggi dell’utilizzo di oli esausti per la produzione di carburanti alternativi a quelli fossili

Roma, 14 febbraio 2019 – Eni e RenOils, Consorzio nazionale degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti, costituito nel 2016 con lo scopo di assicurare la corretta gestione della raccolta, del trasporto, dello stoccaggio, del trattamento e il riutilizzo degli oli vegetali e dei grassi animali esausti, hanno sottoscritto oggi un accordo di collaborazione volto a favorire il recupero degli oli vegetali esausti.
Eni, che attualmente utilizza circa il 50% degli oli alimentari usati disponibili in Italia, grazie anche alle aziende di rigenerazione aderenti a RenOils amplierà la possibilità di impiegare questi rifiuti per produrre biocarburante di alta qualità nella bioraffineria di Venezia, a Porto
Marghera, e a breve anche a Gela.
La lettera di intenti, sottoscritta oggi da Giuseppe Ricci, Chief Refining & Marketing Officer di Eni, e dal Presidente di RenOils Ennio Fano, prevede anche la realizzazione di campagne di informazione ed educazione ambientale per raccontare i vantaggi dell’utilizzo di oli esausti
per la produzione di carburanti alternativi a quelli fossili e di progetti di sensibilizzazione delle associazioni di categoria, dei consumatori e ambientaliste.
L’obiettivo è incrementare la raccolta e il corretto conferimento: oggi gli oli esausti prodotti a livello domestico sono quasi interamente dispersi. Nel 2018 sono state raccolte circa 75.000 tonnellate di olio alimentare di scarto, quasi esclusivamente prodotte dal settore della ristorazione e dell’industria, che rappresentano solo il 25% dell’olio prodotto in Italia, che ammonta a circa 280.000 tonnellate all’anno.
La maggior parte della produzione avviene quindi nelle case, e lo smaltimento avviene per lo più negli scarichi perché la maggior parte dei cittadini non sa che eliminare gli oli di frittura attraverso la rete fognaria può comportare gravi conseguenze ambientali. Oltre a intasare il sistema di scarico domestico e delle reti fognarie con incremento dei costi di manutenzione, lo smaltimento attraverso la rete fognaria pregiudica il corretto funzionamento dei depuratori, aumentando i costi di depurazione. Un litro di olio genera fino a 4 kg di fanghi di depurazione che dovranno poi essere gestiti come rifiuto, può giungere alle falde e rendere l’acqua non
potabile e crea inquinamento delle acque superficiali, cioè laghi, fiumi e mare con danni all’ecosistema, alla flora e alla fauna. Se disperso in acqua forma un “velo” che impedisce ai raggi solari di penetrare, causando ingenti danni all’ambiente.
RenOils ha l’obiettivo di contribuire in modo efficiente e partecipato alla gestione del sistema del riciclo degli oli esausti in Italia, incrementandone la raccolta. A oggi, sono 254 le associazioni e le imprese della filiera associate, a partire dai produttori di olio per uso alimentare, ai riciclatori e ai recuperatori del rifiuto. Il Consorzio agisce in mutualità per il conseguimento degli obiettivi ambientali che il Ministero dell’Ambiente (dal quale ha ottenuto il riconoscimento nel 2018) ha fissato per il settore. RenOils ha realizzato, in collaborazione l’Università di Roma Tor Vergata, il primo sistema di monitoraggio del comparto degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti (R_O_S) che opera su base geografica ed è fruibili all’interno di una piattaforma web. Questo tracciamento è di fondamentale importanza ai fini dell’accordo con Eni per l’impiego degli oli vegetali esausti per la produzione di biocarburante.
L’accordo siglato oggi è un ennesimo tassello delle iniziative di Eni finalizzate a mettere in atto un circuito virtuoso di “economia circolare” per la raccolta di materie di scarto che vengono, una volta purificate e rigenerate, trasformate in biocarburanti di alta qualità presso strutture industriali nazionali, dando piena valorizzazione a una risorsa energetica nazionale.

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Consumatori

Diamanti investiti tramite IDB: invia il Modulo entro l’8 marzo

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8 Febbraio 2019

Torniamo a parlare di diamanti da investimento, un tema che da molto tempo ha causato non pochi problemi ai risparmiatori, soprattutto se consideriamo che, negli ultimi anni, alcuni professionisti del settore, tra cui Intermarket Diamond Business (IDB), sono stati sanzionati dall’Antitrust per aver fornito informazioni poco trasparenti e ingannevoli sull’effettivo mercato di questo bene-investimento.

Pochi giorni fa, Intermarket Diamond Business è fallita e risparmiatori si sono giustamente preoccupati per i propri soldi.

Se hai investito in diamanti tramite IDB, puoi recuperare le tue pietre preziose: infatti, come ha spiegato il Curatore fallimentare, i diamanti dei consumatori non saranno registrati tra i beni sequestrati e quindi potranno essere recuperati ai sensi dell’art 87-bis Legge Fallimentare.

Cosa fare per recuperare le pietre?

È necessario contattare il Curatore fallimentare utilizzando l’apposita casella PEC di riferimento f41.2019milano@pecfallimenti.it e allegare la seguente documentazione:

  • Modulo di richiesta compilato
  • Copia del contratto di acquisto
  • Copia del codice identificativo della pietra
  • Copia del contratto di deposito.

Attenzione: I documenti dovranno essere in formato pdf e ognuno in uno specifico allegato.

Es. Allegato modulo.pdf / Allegato contratto.pdf / Allegato codice.pdf /Allegato contratto.pdf

Entro quando?

  • L’ultima data utile per l’invio del Modulo di richiesta è: Venerdì 8 marzo.

IMPORTANTE: Se non hai una casella PEC o hai bisogno di assistenza, rivolgiti alle sedi territoriali Adiconsum e fai valere i tuoi diritti.

#FacciamoCrescereTutele

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