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Nasce il CEMEP, l’Associazione Europea dei Costruttori di Macchine Elettriche e dell’Elettronica di Potenza

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Secondo le stime della neo-nata associazione, fino a 17.2 TWh annui di riduzione dei consumi elettrici ed un giro d’affari di quasi 100 mld di € per l’industria grazie ai motori elettrici, agli inverter ed agli UPS ad alta efficienza. 

Roma 15 novembre 2013 –  Si è tenuta oggi a Roma l’Assemblea costitutiva del CEMEP, l’Associazione Europea dei Costruttori di Macchine Elettriche e dell’Elettronica di Potenza. Nel corso dell’incontro, sono stati nominati i vertici, che vedono alla Presidenza Juergen Sander di VEM e in qualità di Segretario Generale Andrea Solzi, già Segretario di ANIE Energia.

httpv://youtu.be/7qaAtdsz-5c

httpv://youtu.be/rUyGmBpDZ3I

I tre capigruppo italiani presenti all’incontro di oggi vantano una lunga esperienza nei settori di competenza ed hanno fornito un importante contributo alla discussione. Si tratta di: Maurizio Russo, Presidente del Gruppo Motori (nonché Vice Presidente ANIE Energia), Paolo Colombo, che presiederà il Gruppo Inverter (Presidente del Gruppo Azionamenti Elettrici di ANIE Automazione), e Alberto Sciamè, Presidente del Gruppo UPS (Presidente dell’omonimo gruppo interno ad ANIE Automazione).

L’evento è stata anche l’occasione per le aziende di ANIE Energia e ANIE Automazione  per fare il punto su alcune tematiche alla base del rilancio della competitività dell’industria nazionale: innovazione tecnologica, efficienza energetica e sorveglianza del mercato.

Il regolamento 640/2009 della Commissione Europea che stabilisce i requisiti di progettazione ecocompatibile per l’immissione sul mercato e per la messa in servizio dei motori elettrici, prescrive che dal 1° gennaio 2015 i motori con una potenza nominale compresa tra 7,5 e 375 kW devono soddisfare il livello di efficienza IE3 o, in alternativa, soddisfare il livello di efficienza IE2 ed essere dotati di un variatore di velocità.

Il consumo annuo di energia elettrica in Italia associato all’uso di motori elettrici nell’industria è stimabile in circa 120 TWh, pari a circa il 40% dell’intero fabbisogno elettrico italiano al 2011. Se tutti i motori elettrici installati a livello industriale appartenessero alla classe di efficienza IE3, si otterrebbe un risparmio annuo di energia elettrica di circa 7 TWh, con la sostituzione di circa 15 mln di motori ed un giro complessivo corrispondente di 67,5 mld €.

httpv://youtu.be/IVDoFCjHDJ4

Considerando le diverse applicazioni dei motori elettrici e l’attuale tasso di diffusione degli inverter, se tutti i motori elettrici per cui l’inverter risulta tecnicamente applicabile ne fossero effettivamente dotati, si otterrebbe un risparmio annuo di energia elettrica stimabile in circa 10,2 TWh, con l’adozione di circa 7 mln di inverter ed un giro d’affari complessivo corrispondente di circa 27 mld €.

Per i vertici del CEMEP l’industria italiana è da sempre all’avanguardia nella produzione di macchine elettriche, si è già adeguata in anticipo alle regole comunitarie e sta collaborando con le Istituzioni affinché l’immissione nel mercato dei motori elettrici ad alta efficienza sia sufficientemente monitorata in modo da garantire gli standard individuati dal regolamento europeo. L’industria subisce la presenza sul mercato di prodotti non conformi alla normativa vigente, a danno della propria  competitività. La sorveglianza del mercato ed il rispetto delle regole costituirà quindi una priorità assoluta per la neo-nata associazione.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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