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Nasce il gruppo di acquisto per comprare la benzina

Abbassa la Benzina: in Italia parte il primo gruppo d’acquisto carburante

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Scegliere il fornitore in modo collettivo, stabilendo le regole del gioco – fissando il prezzo, ottenendo sconti, trasparenza. Negoziando con forza seduti al tavolo dei player del mercato.
Abbassa la Benzina è questo: ottenere gli stessi successi raggiunti grazie alla forza d’urto di gruppo. Con Abbassa la Bolletta 280mila aderenti si sono mossi per energia, luce e gas; con Abbassa la Tariffa sulla telefonia mobile (l’iniziativa più giovane e recente) a oggi oltre 87mila hanno già aderito e continueranno sino al 28 maggio.
Una famiglia spende in media 1.550 euro all’anno di benzina. Scegliendo il benzinaio meno caro, tenendo una condotta di guida intelligente e un’auto sempre efficiente, si può risparmiare anche 150 euro all’anno. Aderire al Gruppo d’acquisto Abbassa la Benzina è  semplice, gratuito e senza impegno. Tutte le informazioni sul gruppo d’acquisto e su come partecipare su www.altroconsumo.it.

Una volta raccolte le adesioni Altroconsumo negozierà un’offerta per l’acquisto scontato di carburante con tutte le compagnie petrolifere: la trattativa si concluderà nel mese di luglio. Una volta confrontate le offerte e scelta quella migliore, l’opzione più conveniente sarà comunicata a tutti i preaderenti, che saranno liberi di valutarla ed eventualmente procedere con la sottoscrizione dell’offerta.
Abbassa la Benzina è il primo gruppo d’acquisto in Italia a livello nazionale ha solo due precedenti in Europa, grazie alle organizzazioni del network Altroconsumo in Spagna e Portogallo.
E’ un modello di approccio al consumo che trae la sua forza dalla condivisione delle informazioni e dei beni. Altroconsumo vuole informare i cittadini sui benefici derivanti dalla condivisione, promuovendo l’idea e fornendo esempi concreti come i gruppi d’acquisto, che l’accesso possa generare valore collettivo.
Come costruire il futuro, farne parte, non essere semplici spettatori, col modello della collaborative consumption, attraverso una tutela sempre meno paternalistica e sempre più dinamica sarà discusso in uno degli appuntamenti clou durante il Festival Altroconsumo a Ferrara #direfarecambiare dal 22 al 24 maggio prossimi.
Si confronteranno su “L’Età della Sharing Economy”di fronte al pubblico di consumatori domenica 24 maggio, alle ore 16,30 in Piazza del Municipio a Ferrara Paolo Martinello, Presidente Fondazione Altroconsumo, Marta Mainieri, Collaboriamo.org, Gianpiero Calzolari, Presidente Granarolo, Andrea Saviane, Country Manager Italia BlaBlaCar, Gian Luca Ranno, Ceo e co founder di Gnammo. Modererà Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio.
Queste le date del calendario del gruppo d’acquisto sui carburanti:

  • adesioni possibili fino al 7 luglio 2015;
  • maggio-giugno: negoziazione con le compagnie petrolifere per ottenere uno sconto sull’acquisto di carte carburanti a scalare o vantaggio simile;
  • da  luglio al 31 ottobre 2015: emailing personalizzato a tutti gli utenti che avranno aderito per comunicare l’offerta (o le offerte) che consentiranno di risparmiare sul carburante e le modalità di sottoscrizione.
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Consumatori

Revisionare uno scooter costa come un SUV. Esposto del Codacons

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La revisione auto, il famoso certificato cui sono obbligati i proprietari di auto e motocicli, finisce al vaglio dell’Antitrust. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Autorità per la concorrenza e al Ministero dei Trasporti chiedendo di fare luce sui costi del certificato che la legge impone ai cittadini e di modificare le tariffe stabilite per legge.

Il certificato di revisione è un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada su tutti i veicoli a motore, finalizzato a verificarne le condizioni sul fronte della sicurezza, del livello di emissioni inquinanti e della rumorosità – spiega l’associazione – Le tariffe per ottenere il rilascio del documento sono stabilite dal Ministero dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze ma il relativo decreto non fa alcuna distinzione tra tipologie di veicolo: ne consegue così che per sottoporre uno scooter a revisione si paga la stessa cifra prevista per un Suv o per un’auto potente e di elevata cilindrata.

Nello specifico per il corrente anno i costi relativi alle operazioni di revisione sono pari 45,00 euro se la revisione è effettuata presso la Motorizzazione e 66,80 euro (Iva inclusa) se la revisione è effettuata presso un’officina autorizzata.

Fermo restando la legittimità dell’obbligo di revisione dei veicoli, con riferimento all’aspetto meramente economico ne emerge, a parere della scrivente associazione, un’evidente disparità di trattamento fra gli utenti/automobilisti, in funzione del mezzo adoperato, ed in ragione della loro capacità contributiva ex art. 53 Cost. – scrive il Codacons nell’esposto – Si chiede pertanto di aggiornare ovvero parametrare le tariffe relative alle operazioni di revisione tenendo conto dei dati del veicolo (cilindrata, modello, data di immatricolazione, alimentazione, allestimento del veicolo, tipo di utilizzo e i km percorsi annualmente) nonché ai dati del proprietario (persona fisica, giuridica o società; residenza, data di nascita e anno di conseguimento della patente; classe di merito e attestato di rischio; numero di sinistri e tipologia; eventuali altre auto possedute in famiglia), previo annullamento in autotutela ai sensi della L. 241/90 del “Regolamento recante la fissazione delle tariffe applicabili alle operazioni di revisione dei veicoli” ex D. Min. Trasporti del 2 agosto 2007, n.161”.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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